La navigazione in mare, soprattutto in condizioni estreme, richiede non solo competenze tecniche, ma anche una forte intelligenza emotiva. Charlotte DC e JP Baudains, professionisti del mare che alternano lavoro e competizioni su superyacht, hanno sviluppato regole essenziali per mantenere la sicurezza e la coesione del team. La loro esperienza, raccolta in un articolo pubblicato da Project World Sail, svela come le routine quotidiane, la gestione delle emozioni e la selezione del personale siano fondamentali per affrontare le sfide della navigazione offshore.
La regola dei tre giorni: il tempo per adattarsi
La navigazione in mare richiede tempo per adattarsi. Per i primi 72 ore, il corpo e la mente sono in uno stato di disorientamento. I regolatori ormonali, come il cortisolo e la melatonina, non sono sincronizzati, causando confusione e irritabilità. Questo fenomeno, noto come physiological habituation, si basa su tre pilastri: la neurovestibular habituation, la circadian entrainment e la cognitive decompression. Solo dopo tre giorni, il cervello si adatta all’ambiente e si riprende la capacità di pensare in modo chiaro e focalizzato.
Novità e routine: il bilancio psicologico
Le lunghe traversate offshore sono un’esperienza unica, ma possono diventare monotone. Per mantenere la motivazione e la concentrazione, i professionisti del mare hanno sviluppato regole psicologiche. La regola del “qualcosa di diverso ogni giorno” è un modo per combattere la noia e mantenere l’attenzione. Anche quando il mare è tranquillo, è il compito del team creare nuove esperienze, come feste tematiche o attività creative. Queste piccole azioni non solo mantengono la mente attiva, ma anche la sicurezza, poiché un cervello distratto è un cervello in pericolo.
Al tempo stesso, le routine quotidiane offrono un senso di stabilità. Senza un ritmo, il tempo sembra fluire senza fine. Per questo, i membri della squadra si creano piccoli rituali, come preparare la cena o fare esercizio, che diventano punti di riferimento per la giornata. Questi rituali non solo aiutano a mantenere la coerenza, ma anche a creare un ambiente di lavoro collaborativo e rispettoso.
Essere una persona buona: la base della coesione
La vita a bordo di una nave richiede un alto livello di collaborazione. Ogni azione, anche piccola, ha un impatto sul gruppo. La selezione del team è cruciale: preferire un numero ridotto di membri piuttosto che un gruppo incoerente. JP e Charlotte hanno imparato che è meglio navigare con pochi, ma esperti, che con un gruppo di persone non adatti. La gestione di un’equipaggio difficile può diventare un problema strutturale, soprattutto in condizioni estreme.
Un esempio concreto è il caso del bicchiere sporco. Lasciare un bicchiere nel lavandino può sembrare un gesto insignificante, ma invia un messaggio silenzioso: “Il mio bisogno di riposo è più importante del tuo”. Piccoli gesti di considerazione, come pulire il bicchiere, possono creare un ambiente di lavoro positivo e collaborativo. Questi atti, pur apparentemente banali, sono la base della coesione e della sicurezza a bordo. La cultura di bassa panico è un altro aspetto chiave. In situazioni di crisi, la reazione emotiva può essere devastante. Per questo, i professionisti del mare si impegnano a mantenere un ambiente calmo e razionale. La priorità è la sicurezza, e ogni preoccupazione viene trattata con serietà. La gestione delle emozioni e la capacità di ascoltare i compagni di squadra sono fondamentali per mantenere la coerenza e la sicurezza in mare.
