Nel segmento 60–65 piedi, dove il mercato chiede spazi reali da long-cruiser ma pretende ancora velocità e manovrabilità da flybridge moderno, la nuova Absolute Navetta 62 si posiziona come un progetto ad alta densità ingegneristica: non è un trawler classico, non è una dislocante pura, non è nemmeno una planante “sportiva” in senso stretto. È, piuttosto, una piattaforma semi-planante evoluta, disegnata per massimizzare vivibilità e fruibilità a bordo senza rinunciare a prestazioni coerenti con la crociera mediterranea e con la logica del “week-to-week”, cioè la barca vissuta molte settimane l’anno, non solo in uscita giornaliera.
Il modello nasce dentro la filosofia “Navetta” di Absolute: un lessico formale riconoscibile, un’impostazione di coperta che privilegia continuità dei percorsi, protezione aerodinamica e privacy, e una carena pensata per lavorare bene su un range di velocità ampio. L’obiettivo è chiaro: offrire comfort da imbarcazione più grande nel perimetro dimensionale (e logistico) di un 62 piedi, con un equilibrio accurato tra pesi, altezze, centraggio dei volumi e integrazione impiantistica.

Profilo del cantiere: Absolute, manifattura industriale e identità progettuale
Origini, contesto e reputazione
Absolute è un cantiere italiano nato nei primi anni Duemila e cresciuto con una strategia precisa: industrializzazione controllata, qualità percepita alta, e un linguaggio di prodotto riconoscibile per coerenza ergonomica e stile. La sede produttiva nell’area di Podenzano (Piacenza) è un elemento non banale: costruire “inland” impone vincoli logistici e dimensionali che, paradossalmente, hanno contribuito a disciplinare il progetto. Tradotto in ingegneria: attenzione alle altezze massime, ai moduli trasportabili, ai processi ripetibili, e a una progettazione che nasca già “cantierabile”, riducendo i compromessi in fase di industrializzazione. Nel mercato, Absolute è associata a una promessa concreta: massimo sfruttamento dei volumi utili, percorsi a bordo logici, grandi superfici vetrate e una “sensazione di villa” senza eccessi barocchi. La reputazione si è consolidata grazie a una gamma con forte coerenza: Navetta per la crociera protetta e familiare, Fly per l’esperienza panoramica, Coupé per la sportività elegante. La Navetta 62 rientra nella linea più “architettonica” e residenziale, dove ogni scelta (finestre, altezze, aperture) è guidata dalla vita a bordo prima che dal puro esercizio stilistico.
Filosofia costruttiva: efficienza, accessibilità manutentiva, standardizzazione intelligente
Dietro l’estetica, il punto forte di Absolute è la disciplina impiantistica: la barca è pensata per essere gestibile, non solo bella. Nei progetti più recenti la tendenza è evidente: cablaggi e impianti leggibili, vani tecnici con accessi ragionati, volumi di stivaggio che non sacrificano la manutenzione. È un approccio che interessa tanto il privato quanto il charter di alto livello: ridurre tempi di fermo, rendere agevole l’ispezione, organizzare la macchina come un sistema, non come un labirinto.

Dimensioni e architettura navale: equilibrio tra volume e comportamento
Geometrie principali e implicazioni progettuali
La Navetta 62 lavora su quote che oggi sono diventate un riferimento nel segmento: lunghezza fuori tutto 18,68 m e baglio 5,36 m. Il dato più interessante, però, non è la cifra in sé, ma come viene “spesa”: un baglio importante permette di ottenere cabine con passaggi laterali reali, bagni con geometrie non sacrificiate e, soprattutto, un salone che non sia un corridoio arredato, ma uno spazio abitabile.
Il pescaggio massimo, nell’ordine di 1,69 m a seconda di configurazione e carichi, è coerente con la presenza di propulsione IPS e con una carena che deve offrire sia stabilità di piattaforma sia efficienza alle medie velocità. In altre parole: il progetto non cerca la “pancia” dislocante per forza, ma un compromesso moderno dove le superfici di sostentamento e i volumi immersi lavorano con un range di velocità più ampio.
Carena: semi-planante con chiglie e spigoli funzionali
Il concetto “Navetta” potrebbe far pensare a una barca lenta; qui il significato è diverso. La 62 adotta una carena che, per impostazione, mira a planare in modo ordinato quando richiesto e a mantenere comfort e consumi gestibili quando si naviga in dislocamento avanzato. Gli spigoli e le geometrie di sostegno aiutano a controllare spruzzi e rollio indotto, mentre l’insieme scafo-sovrastruttura è disegnato per ridurre turbolenze e rumore aerodinamico nelle aree living, un tema spesso sottovalutato sulle flybridge voluminose.

Materiali e costruzione: GRP evoluto e finiture orientate alla durata
Scafo e sovrastruttura: compositi e controllo qualitativo
Scafo e sovrastruttura sono realizzati in vetroresina (GRP), la scelta più razionale nel segmento per rapporto tra peso, robustezza, costo industriale e ripetibilità. La discriminante, in questi casi, non è “di cosa” è fatto lo scafo, ma come: lay-up, resinatura, eventuali sandwich, rinforzi localizzati e gestione dei punti di carico (attacchi IPS, strutture del fly, giunzioni scafo-coperta).
La percezione di solidità a bordo dipende anche da dettagli meno visibili: irrigidimenti, corretta laminazione attorno alle aperture, e gestione delle vibrazioni. Sulle Navetta recenti, l’obiettivo è far lavorare la barca come un corpo unico: meno scricchiolii, meno risonanze, maggiore qualità percepita. A livello di progetto, significa ragionare su frequenze proprie e isolamento dei macchinari, oltre che su semplici spessori.
Interni: materiali “caldi” e geometrie morbide, ma con logica nautica
La cifra stilistica è quella di un interior contemporaneo: superfici luminose, essenze e tessuti che privilegiano comfort visivo. Ma il punto tecnico è un altro: l’arredo deve rimanere marinizzato (resistenza a umidità, variazioni termiche, vibrazioni) e deve dialogare con gli impianti. La Navetta 62 lavora su volumi importanti: ciò rende ancora più critico il controllo del peso alto e la distribuzione dei carichi. Il buon interior, su una barca così, non è solo bello: è compatibile con il baricentro.

Motorizzazioni e propulsione: l’approccio IPS come architettura di progetto
Standard e optional: Volvo Penta IPS1200 e IPS1350
La Navetta 62 è proposta con architettura Volvo Penta IPS, tipicamente in configurazione bi-motore. Una base razionale prevede i D13 con IPS1200 (900 hp ciascuno); per chi desidera un margine prestazionale superiore, sono previste varianti con IPS1350 (1.000 hp ciascuno). Il dato potenza, però, è solo l’inizio: IPS significa ripensare layout di sala macchine, volumi di stivaggio e persino la vivibilità del ponte inferiore, perché la linea d’asse tradizionale e i suoi ingombri non dettano più legge.
Con IPS, l’unità propulsiva integra eliche controrotanti, timoneria e trasmissione in un sistema che offre vantaggi pratici: spinta più efficiente a velocità medio-alte, manovre precise con joystick, e possibilità di gestione dinamica (in base agli allestimenti) tramite elettronica dedicata. Su una barca votata alla crociera “senza stress”, questo è un valore reale: riduce la soglia di accesso, aumenta la sicurezza in ormeggio, e rende più naturale sfruttare l’imbarcazione anche con equipaggio ridotto.
Trasmissione e controllo: joystick, integrazione e riduzione del carico cognitivo
In un’ottica ingegneristica, l’integrazione è la vera innovazione: propulsione, navigazione, controllo, gestione dell’assetto e dei sistemi di bordo devono parlare la stessa lingua. La Navetta 62 interpreta il concetto con un’impostazione che mira a ridurre il “carico cognitivo” del comandante: informazioni chiare, sistemi assistiti, e un comportamento prevedibile. La tecnologia non è fine a sé stessa: è un modo per rendere la barca più usabile e, quindi, più vissuta.

Prestazioni: velocità, crociera, autonomia e consumi in chiave realistica
Velocità: la “navetta” che non rinuncia al passo
Con la configurazione standard, la Navetta 62 può raggiungere velocità di punta nell’ordine di circa 27 nodi, mentre con potenze superiori e condizioni favorevoli si parla di un top-end vicino ai 32 nodi. Sono numeri significativi perché collocano il modello fuori dal cliché della navetta lenta: la barca è pensata per fare miglia velocemente quando serve e per mantenere un comportamento confortevole quando si sceglie una crociera più conservativa.
Crociera e range: l’importanza della finestra “efficiente”
La finestra di utilizzo tipica, a seconda dell’allestimento e del carico, si colloca spesso tra 19 e 27 nodi come range operativo di crociera. In termini di autonomia, con una capacità carburante attorno a 3.400 litri, la barca può offrire percorrenze che, a regimi ottimizzati, raggiungono valori coerenti con trasferimenti importanti, mantenendo margini di sicurezza e riserva. Il messaggio tecnico è: non è una dislocante oceanica, ma è una barca che copre distanze reali con tempi compatibili con la vita contemporanea. È fondamentale leggere i consumi come funzione di assetto, carico e stato del mare. Una carena semi-planante, se ben centrata, permette di scegliere: navigazione più economica a velocità moderate, oppure planata pulita quando si vuole ridurre il tempo di trasferimento. La Navetta 62, concettualmente, dà all’armatore questa libertà.
Sistemi di bordo: elettronica, domotica e gestione impiantistica
Navigazione e sensoristica
Nel segmento luxury moderno, l’elettronica non è più un optional “da appassionati”: è un’infrastruttura. La Navetta 62 integra tipicamente una suite completa di navigazione (plotter, radar, AIS, autopilota, strumenti motore), con la possibilità di estendere la sensoristica a telecamere, sistemi di monitoraggio e gestione remota. Il beneficio è concreto: situational awareness più alta, manovre più sicure, e diagnosi preventiva sugli impianti.

Domotica e comfort: energia, climatizzazione, illuminazione
La domotica a bordo, quando è ben progettata, non deve “stupire”: deve semplificare. Illuminazione scenari, controllo climatizzazione per zone, gestione tende e vetri, monitoraggio batterie e generatori: tutto concorre alla qualità della permanenza. La Navetta 62 punta su un comfort residenziale con una logica nautica: ridondanza dove serve, semplicità d’uso, e interfacce comprensibili anche a chi non è tecnico.
Design e layout: firme stilistiche, percorsi, ergonomia
Esterni: protezione, ombra, fruibilità su tre livelli
Il progetto esterno della Navetta 62 è costruito attorno a un concetto: vivere fuori in modo protetto e continuo. Prua utilizzabile, passavanti sicuri, zone lounge a poppa, flybridge realmente abitabile: non sono “bonus”, sono parti strutturali della barca. Dal punto di vista ergonomico, la qualità si vede nei dettagli: gradini comodi, altezze corrimano coerenti, aperture posizionate per non interrompere i flussi, e una gestione dell’ombra che permette di usare gli spazi anche nelle ore più impegnative.

Interni: salone panoramico e relazione diretta con l’esterno
All’interno, il cuore è il main deck, dove l’architettura vetrata amplifica la percezione di volume. La regia è chiara: portare luce, aprire visuali, aumentare la sensazione di “casa sul mare”. In chiave ingegneristica, questo richiede rigore: grandi vetrate implicano rinforzi e controllo delle deformazioni; inoltre, la gestione termica (irraggiamento, isolamento, climatizzazione) deve essere pensata con attenzione per evitare che la bellezza della luce si trasformi in carico energetico eccessivo.
Ponte inferiore: cabine “vere”, privacy e funzionalità
La configurazione tipica prevede tre cabine ospiti, con una suite armatoriale a prua che sfrutta la lunghezza per ottenere un ambiente ampio e un bagno generoso. Qui emerge una scelta progettuale significativa: spostare l’armatore a prua, su molte barche, è un compromesso; sulla Navetta 62 diventa un vantaggio, perché libera volumi centrali e crea una distribuzione più equilibrata degli spazi, con aree tecniche e di stivaggio che possono essere organizzate in modo razionale.
Layout



Innovazione e ricerca: efficienza, stabilizzazione e sicurezza
Riduzione consumi ed emissioni: approccio sistemico
Nel 2026 parlare di sostenibilità in nautica significa evitare slogan e lavorare di sistema: carena efficiente, controllo pesi, gestione energetica, elettronica che riduce sprechi. La Navetta 62 interpreta questa direzione con un’architettura orientata all’efficienza reale: non solo motori potenti, ma una piattaforma capace di scegliere l’andatura più sensata. L’obiettivo è ridurre il tempo trascorso in regime “inefficiente” e aumentare la percentuale di navigazione dentro la finestra di rendimento migliore.
Stabilizzazione: comfort come requisito, non come lusso
La stabilizzazione è ormai un tema centrale: una barca pensata per essere vissuta deve controllare il rollio all’ancora e in navigazione. Indipendentemente dalla tecnologia specifica scelta dall’armatore (pinne, sistemi giroscopici o soluzioni integrate), l’importante è il risultato: ridurre fatica, migliorare qualità del sonno, rendere fruibili gli spazi esterni e interni in più condizioni meteo-marine. Su una navetta moderna, stabilizzare significa aumentare il numero di giornate “buone” a bordo.
Sicurezza: visibilità, percorsi e prevedibilità della risposta
La sicurezza non è solo dotazione: è progetto. Visibilità dalla plancia, protezione dei passavanti, grip e corrimani, logica delle aperture, e prevedibilità della risposta dinamica in manovra e in mare formato. In questo senso, l’architettura IPS e l’integrazione dei sistemi di assistenza contribuiscono a ridurre la probabilità di errore umano nelle fasi critiche.

Vita a bordo: comfort, servizi e qualità dell’abitare
Cabine e bagni: proporzioni da categoria superiore
Il comfort percepito a bordo nasce da proporzioni e dettagli. Cabine con passaggi laterali, bagni con docce vere, volumi di stivaggio utilizzabili: tutto concorre a trasformare un 62 piedi in una piattaforma da crociera estesa. La scelta di linee morbide e materiali caldi non è solo estetica: riduce la sensazione “hard” tipica di alcuni interni nautici e rende la barca più adatta a permanenze lunghe, con un impatto psicologico positivo sul benessere.
Spazi comuni: la barca come luogo sociale
Salone, dining e aree outdoor sono progettati per l’uso reale: conversazione, pranzo, relax, lavoro remoto quando serve. Il valore di una navetta moderna è proprio questo: diventare un luogo in cui si vive, non solo un mezzo per spostarsi. La Navetta 62 lavora bene in questa direzione grazie a una percezione di volume alta e a una continuità tra interni ed esterni che facilita la convivialità.
Prestazioni in navigazione: lettura da perito tra assetto, rumorosità e manovrabilità
Comportamento dinamico: assetto “pulito” e risposta coerente
Una barca di questo tipo deve offrire una risposta prevedibile: ingresso in planata progressivo, nessun comportamento nervoso, e controllo efficace in virata. Il progetto della Navetta 62 mira a un assetto “pulito”, dove il comandante percepisce stabilità e continuità, non cambi di umore. È un requisito importante per chi naviga con famiglia o ospiti: la qualità percepita è direttamente legata alla calma con cui la barca si muove.

Rumore e vibrazioni: la vera cartina tornasole del premium
Nel luxury contemporaneo, la differenza tra “bello” e “premium” è spesso acustica. Isolamento sala macchine, supporti elastici, corretta gestione delle prese d’aria, riduzione turbolenze: tutto si traduce in conversazioni possibili a bordo anche in crociera, e in un riposo notturno non compromesso dal funzionamento degli impianti. La Navetta 62, per impostazione, gioca in questo campo: comfort non come accessorio, ma come specifica.
Mercato e concorrenza: segmento, prezzo, trend e clientela
Posizionamento: “family luxury cruiser” con ambizione da mini-explorer
Il posizionamento è chiaro: una barca per armatori che vogliono molta barca in termini di abitabilità, senza accettare la lentezza tipica dei trawler classici. Il prezzo varia con allestimenti e dotazioni, ma la Navetta 62 si colloca nel perimetro dei flybridge premium dove il valore non è solo il brand, ma la qualità del progetto abitativo e l’ingegneria di integrazione.
Competitor diretti: alternative e differenze progettuali
Nel confronto, entrano modelli attorno ai 60–70 piedi che offrono volumi e crociera confortevole: proposte “navetta” dal taglio più dislocante e alternative flybridge più classiche. La differenza principale della Navetta 62 sta nell’equilibrio tra: vetrate e luce, spazi outdoor realmente usabili e prestazioni da barca moderna. Dove alcune concorrenti privilegiano la tradizione trawler (autonomia a 8–10 nodi), Absolute privilegia l’idea di crociera rapida e flessibile, con un layout che massimizza la sensazione residenziale.
Trend di settore: più luce, più terrazze, più facilità d’uso
Il mercato sta andando verso barche che sembrano architetture: grandi aperture, terrazze a mare, spazi modulari, e tecnologie che riducono la complessità. La Navetta 62 interpreta bene questo trend, con un’impostazione “user-centric”: la barca deve essere facile, accogliente e sfruttabile con continuità. Il risultato è un prodotto adatto a una clientela ampia: armatori privati evoluti, famiglie, e charter di livello che cercano scenografie e comfort senza sacrificare affidabilità.

Risultati, visibilità e riconoscimenti: il ruolo delle fiere e della stampa internazionale
Nel segmento premium, la credibilità passa anche da come il prodotto viene presentato e provato. La Navetta 62 ha attirato attenzione perché sintetizza molte richieste contemporanee: spazi, luce, facilità di manovra e prestazioni. L’eco mediatico e la presenza nei principali contesti espositivi internazionali sono fattori che incidono sulla desiderabilità, ma la sostanza rimane tecnica: un progetto che “funziona” è un progetto che genera domanda.
Prospettive future: cosa racconta la Navetta 62 sul prossimo passo di Absolute
La Navetta 62 è, in molti aspetti, una dichiarazione d’intenti. Dice che il futuro del cantiere (e del settore) sarà sempre più un tema di abitabilità ingegnerizzata e di integrazione di sistemi. Non basta aggiungere lusso: bisogna progettare la vita a bordo come un’esperienza continua, dove ogni dettaglio – dal corrimano al software di bordo – contribuisce a ridurre attriti. In questo senso, la 62 è un modello ponte: porta nel 62 piedi elementi tipici di barche più grandi, senza perdere la gestibilità operativa che oggi è parte integrante del lusso.
Galleria iconografica




Scheda tecnica sintetica
- Modello: Absolute Navetta 62
- Lunghezza fuori tutto (LOA): 18,68 m
- Baglio massimo: 5,36 m
- Pescaggio massimo: circa 1,69 m (variabile in base a carichi/allestimento)
- Materiale scafo/sovrastruttura: GRP (vetroresina)
- Cabine: 3 (configurazione tipica), con layout orientato alla crociera
- Motorizzazione standard (tipica): 2 × Volvo Penta D13 IPS1200 (900 hp)
- Motorizzazione opzionale (tipica): 2 × Volvo Penta IPS1350 (1.000 hp)
- Velocità massima: ~27 kn (standard) fino a ~32 kn (con potenze superiori/condizioni favorevoli)
- Carburante: circa 3.400 L
- Acqua dolce: circa 780 L
Video
Conclusioni: perché la Navetta 62 è un riferimento tecnico nel suo segmento
La forza della Absolute Navetta 62 non sta in un singolo “colpo di teatro”, ma nella qualità dell’insieme. È una barca che interpreta il concetto di navetta in modo attuale: più veloce di un trawler tradizionale, più abitabile di molte flybridge classiche, e più facile da usare grazie a un’architettura propulsiva e a un ecosistema di bordo che riducono complessità e stress.
Dal punto di vista ingegneristico, il progetto è convincente perché bilancia variabili spesso in conflitto: volume e stabilità, vetrate e rigidità strutturale, prestazioni e comfort acustico, lusso e manutentibilità. Per l’armatore privato significa poter vivere la barca come una vera “seconda casa” mobile; per il charter di fascia alta significa offrire un prodotto che fotografa perfettamente le aspettative contemporanee: luce, spazi esterni, scenografie e fruibilità.
In definitiva, la Navetta 62 è una risposta matura a una domanda precisa: crociera premium senza compromessi pratici. E quando un progetto riesce a trasformare la complessità tecnica in semplicità d’uso, allora non è solo un nuovo modello: è un indicatore di direzione per l’intero settore.



