De Antonio D42 concentra tre fuoribordo sotto il prendisole poppiero per ottenere una piattaforma continua e una coperta walkaround divisa in tre aree conviviali. La configurazione è originale, ma va letta prima di tutto come un insieme di impianti: i motori devono respirare, essere raggiungibili per la manutenzione e lavorare con comandi, alimentazione e ventilazione coerenti. Il cantiere dichiara 11,4 metri di lunghezza, 3,99 di baglio, 7,6 tonnellate, 1.300 litri di carburante, due cabine e potenze comprese fra 900 e 1.200 hp. Questa guida ordina i controlli senza attribuire alla barca prove o risultati non eseguiti.
Configurazione D42 in sintesi
La coperta combina lounge prodiero, cucina esterna e grande prendisole a poppa. Sottocoperta sono dichiarati due ambienti notte e un bagno, per consentire permanenze più lunghe rispetto a un open puramente giornaliero. La scelta dei fuoribordo nascosti libera la vista e la piattaforma, ma rende decisiva la procedura di apertura del vano. Prima di confrontare prezzi e optional occorre fissare per iscritto motorizzazione, numero di joystick, hardtop o soft top, elettronica e utenze installate sulla specifica unità.
Scheda tecnica con verifica associata
I dati ufficiali descrivono il perimetro, non sostituiscono collaudo e documenti. La tabella trasforma ogni numero in una voce di controllo.
| Voce | Dato dichiarato | Controllo richiesto |
|---|---|---|
| Lunghezza | 11,4 m | Certificato, posto barca e sporgenze |
| Baglio | 3,99 m | Ormeggio e circolazione laterale |
| Pescaggio | 0,7 m | Configurazione, motori e fondale |
| Peso | 7,6 t | Liquidi, optional e carico reale |
| Carburante | 1.300 l | Serbatoi, livelli, sfiati e autonomia |
| Acqua | 250 l | Pompa, raccordi e qualità |
| Potenza | 900–1.200 hp | Matricole e allestimento contrattuale |
| Persone | 12 | Certificazione e dotazioni di sicurezza |
Prima verifica: documenti e identità della barca
Numero di scafo, dichiarazione di conformità, certificazione, manuali e matricole dei tre motori devono raccontare la stessa configurazione. La capacità dichiarata di dodici persone va verificata sul documento della specifica unità e non trasferita automaticamente a ogni condizione di utilizzo. Fatture e distinta optional chiariscono quali sistemi siano originali e quali aggiunti successivamente. Per elettronica, batterie e impianti modificati servono schemi aggiornati; un cablaggio ordinato ma non documentato rende più difficile diagnosi e assicurazione.

Coperta walkaround e tre zone d’uso
Il passaggio continuo collega prua, zona centrale e poppa senza obbligare gli ospiti ad attraversare il pozzetto di guida. Si controllano larghezza utile, appigli, antisdrucciolo, dislivelli e drenaggi. Porte dei gavoni e cuscinerie devono bloccarsi in navigazione. La libertà di circolazione non deve diventare assenza di protezione: con barca bagnata si verifica dove appoggiare mani e piedi, soprattutto vicino alla piattaforma e nei passaggi laterali. Tavoli e arredi mobili richiedono un fissaggio dedicato.
Fuoribordo nascosti: accesso e ventilazione
I tre motori sono collocati sotto la struttura del prendisole. Il controllo inizia dal movimento di apertura: attuatori, cerniere, fermi meccanici, sensori e procedura di emergenza devono funzionare senza persone nell’area di schiacciamento. A vano chiuso si esaminano prese d’aria, temperature e scarico dei fumi. La soluzione non elimina la manutenzione ordinaria dei fuoribordo; impone invece di poter raggiungere livelli, filtri, connessioni, ingrassatori e punti di risciacquo senza smontaggi impropri.

Cinque opzioni di motorizzazione da non confondere
Il cantiere indica configurazioni con tre Mercury Verado da 300, 350 o 400 hp, con varianti di guida elettronica e joystick disponibili a seconda dell’allestimento. Potenza minima e massima dichiarate sono 900 e 1.200 hp. La scelta incide su massa, prestazioni dichiarate, consumi, assicurazione e manutenzione. Prima dell’acquisto si verificano codici esatti dei motori e dei comandi, eliche, versione software, campagne tecniche, ore per regime e storico allarmi. La sola indicazione commerciale “V8” o “V10” non basta.
Alimentazione da 1.300 litri
Tre fuoribordo ad alta potenza richiedono un circuito carburante correttamente dimensionato. Si controllano bocchettone, sfiati, serbatoio, valvole, filtri separatori, tubazioni e fissaggi. Ogni motore deve ricevere alimentazione stabile, senza differenze anomale di pressione. Il livello si prova durante riempimento e consumo; strumenti non lineari devono essere conosciuti. L’autonomia si calcola soltanto con consumi misurati alla configurazione scelta, applicando una riserva prudenziale. Capacità nominale e percorrenza reale non sono sinonimi.

Postazione di governo ed elettronica
La plancia centrale riunisce display, timoneria, manette e comandi delle utenze. La sequenza di verifiche separa ogni funzione: dati dei tre motori, GPS, ecoscandaglio, VHF, AIS se installato, pilota automatico, luci, pompe e allarmi. Si confrontano velocità e rotta fra sensori, si verifica la ricezione delle antenne e si registrano errori di rete. Il joystick, quando presente, va provato in acqua libera prima dell’ormeggio. Visibilità a prua e sui quartieri deve essere valutata con persone sedute e tendalini nelle configurazioni d’uso.
Impianto elettrico e batterie
Tre motori implicano circuiti di avviamento, servizi e ricarica che devono restare identificabili. Si misurano tensioni a riposo, durante l’avviamento e sotto carico; si controllano caricabatterie, protezioni, staccabatterie, serraggio e ventilazione. La configurazione effettiva può variare con frigoriferi, cucina, climatizzazione o altri optional, quindi la distinta dell’unità è indispensabile. Collegamenti aggiunti direttamente ai morsetti, fusibili non dimensionati o cavi privi di etichetta sono segnali da correggere prima di affidarsi alla barca per più giorni.

Cucina esterna e utenze di coperta
La cucina centrale serve le aree di prua e poppa senza interrompere la circolazione. Frigorifero, piano di lavoro, lavello e apparecchi presenti vanno provati singolarmente e insieme, verificando assorbimenti, scarichi e ventilazione. Rubinetti e raccordi non devono perdere nei vani sottostanti. Coperchi e cassetti devono bloccarsi; oggetti caldi o taglienti richiedono una superficie stabile. Se la dotazione differisce dalle immagini commerciali, prevalgono contratto e inventario della specifica unità.
Acqua dolce da 250 litri
Il serbatoio dichiarato da 250 litri alimenta cucina, lavabo e doccia secondo l’allestimento. Si verifica il circuito dalla presa di carico fino agli scarichi: sfiato, pompa, autoclave, filtri, raccordi e indicatori. Una pompa che riparte senza utenze aperte suggerisce perdita o calo di pressione. Il boiler, se installato, si prova sia con alimentazione prevista sia dopo il funzionamento dei motori, seguendo il manuale. Per permanenze a bordo servono procedure di pulizia e ricambio dell’acqua, non soltanto il riempimento.
Due cabine e ventilazione sottocoperta
Il cantiere dichiara due cabine e un bagno. La qualità di una notte a bordo dipende da ventilazione, accesso, oscuramento e gestione dell’umidità più che dal solo numero di cuccette. Si sollevano materassi e pannelli, controllando condensa, odori e passaggi degli impianti. Porte, cassetti e sportelli devono restare chiusi con barca inclinata. Luci, prese e pompe si provano sotto carico. Le vie d’uscita e l’accesso ai dispositivi di sicurezza devono restare liberi anche con i posti letto allestiti.

Bagno, scarichi e acque nere
Il bagno richiede una prova completa del WC, delle pompe, delle valvole e degli scarichi, rispettando le regole applicabili alla zona di navigazione. Si cercano trafilamenti intorno a raccordi, base del sanitario e paratie. Il piatto doccia deve drenare con barca in assetto normale; ristagni favoriscono odori e degrado. Capacità e posizione del serbatoio acque nere vanno confermate sui documenti dell’unità, perché non devono essere dedotte da fotografie o da configurazioni diverse. Etichette e accessibilità delle valvole sono essenziali.
Piattaforma poppiera e sicurezza vicino ai motori
La piattaforma continua è uno dei vantaggi della propulsione celata. La fruizione avviene però in prossimità di tre eliche: bagno, salita e movimentazione di attrezzature si svolgono soltanto con motori spenti e chiavi sotto controllo. Si verificano scaletta, appigli, superfici antisdrucciolo, drenaggio e resistenza dei portelli. Il prendisole deve essere chiuso e bloccato prima della navigazione. Sensori e interblocchi sono ausili, non sostituiscono una procedura condivisa fra chi governa e chi si trova a poppa.

Hardtop, soft top e protezione dal sole
La coperta può essere configurata con soluzioni di copertura differenti. La sequenza di verifiche registra tipo, struttura, tela, guarnizioni e drenaggi realmente presenti. Sul hardtop si controllano fissaggi, crepe e passaggi dei cavi; sul soft top cuciture, tensionamento e meccanismi. Aggiungere antenne, pannelli o luci modifica carico e forature, quindi ogni intervento deve essere sigillato e documentato. La copertura migliora il comfort ma può cambiare la visuale e la presa al vento: la manovra va provata nella configurazione normalmente utilizzata.
Peso, persone e distribuzione del carico
Le 7,6 tonnellate dichiarate devono essere contestualizzate rispetto a carburante, acqua, persone e optional. Con 1.300 litri di benzina il peso variabile è rilevante; aggiungere dodici persone e attrezzature modifica assetto e risposta. Ogni gavone non è un’autorizzazione a caricare senza criterio. Materiale pesante va distribuito e fissato, lasciando accessibili valvole, batterie e pompe. Durante la prova si annotano livelli e numero di persone, perché confrontare velocità o consumi senza descrivere il carico produce dati poco utili.
Prendisole prodiero e manovra d’ancora
L’area prodiera è una lounge ma resta anche zona di lavoro per l’ancoraggio. Cuscineria e schienali devono poter essere rimossi o fissati senza ostacolare salpa ancora, gavone catena e passaggi. Si prova la discesa e il recupero dell’ancora, controllando comando locale, protezione elettrica, fine corsa e lavaggio se presente. Catena, giunto e ancora vanno dimensionati e marcati. Durante la manovra nessuno deve sostare nella linea di tiro; gli appigli devono essere raggiungibili anche con coperta bagnata.

Prestazioni dichiarate: come interpretarle
Il cantiere indica 28 nodi di crociera e fino a 46 nodi massimi, precisando che la velocità può variare con peso e motorizzazione. Questi valori non possono essere attribuiti automaticamente a ogni D42. La prova registra eliche, carico, carburante, mare, vento e stato della carena; misura regime, velocità GPS e consumo sui due sensi. Si osservano ventilazione del vano, sincronizzazione dei motori, pressione di alimentazione e temperature. Un picco breve non vale quanto una sequenza stabile e ripetibile.
Prova funzionale in dodici passaggi
La sequenza consigliata è: documenti; vano motori aperto; livelli e sentina; batterie; avviamento a freddo; comandi ed elettronica; apertura e chiusura del prendisole; pompe e utenze; prova a regimi crescenti; virate sui due lati; manovra con joystick se presente; nuova ispezione a caldo. Ogni anomalia viene fotografata e collegata al regime o alla funzione che l’ha prodotta. La prova non serve a confermare aspettative commerciali, ma a verificare che tre motori e numerosi servizi lavorino insieme senza allarmi.
Valutazione finale e configurazione consigliata
De Antonio D42 interessa chi vuole una coperta ampia e pulita senza rinunciare a due cabine. Il vantaggio dei motori nascosti è reale soltanto quando accesso, ventilazione e interblocchi sono mantenuti con disciplina. La potenza non va scelta inseguendo il numero massimo: occorre confrontare uso previsto, autonomia misurata, carico e costi manutentivi. Prima della firma devono essere chiari motorizzazione, joystick, copertura, elettronica e utenze. La barca corretta è quella la cui distinta coincide con ciò che perito e tecnico trovano a bordo.
