L’Aquila 46 Yacht può essere configurata come catamarano a tre, quattro o cinque cabine, con tre pacchetti di propulsione, timoneria interna opzionale, serbatoi supplementari e sistema foil disponibile in configurazioni compatibili. Questa libertà rende insufficiente una sequenza di verifiche generica. Il controllo deve partire dalla distinta della singola unità e collegare ogni scelta a peso, energia, raffreddamento, accessibilità e documentazione. I dati che seguono sono quelli dichiarati dal costruttore; prestazioni e autonomia richiedono invece una prova tracciata, con carico e condizioni registrati.
Creare la distinta tecnica della singola barca
Il fascicolo deve riportare numero di scafo, layout, motori, trasmissioni, eliche, serbatoi, batterie, elettronica e pacchetti. Ogni modifica tra ordine e consegna va registrata. Il nome del modello non permette di stabilire quale componente sia realmente presente.
La distinta diventa l’indice dei collaudi: per ogni riga servono manuale, numero di serie, garanzia, posizione e prova. In questo modo la consegna non si riduce a una visita estetica e le differenze rispetto alla brochure vengono risolte prima dell’accettazione.
Tabella di configurazione e controlli
| Elemento | Valore dichiarato | Verifica di consegna |
|---|---|---|
| Lunghezza | 14,36 m | Confermare ingombri reali |
| Baglio | 7,10 m | Compatibilità con ormeggio e alaggio |
| Pescaggio | 1,24 m | Chiglie sacrificiali installate |
| Peso leggero | 20.739 kg | Aggiornare con optional |
| Peso a pieno carico | 26.287 kg | Rispettare il limite documentato |
| Motori standard | 2 × D4 320 hp | Modello, serie e trasmissione |
| Motori opzionali | 2 × D6 480 / 2 × Yanmar 550 hp | Distinta specifica e compatibilità |
| Carburante | 1.800 + 800 l opzionali | Provare indicatori e valvole |
| Acqua dolce | 800 l | Test di pressione e tenuta |
| Acque nere | 240 l | Schema e procedure di scarico |
| Cabine | 3 / 4 / 5 | Allineare planimetria e impianti |
| Posti letto | fino a 10 | Dipendono dalla configurazione |

Accessi ai due locali motore
I propulsori sono distribuiti nei due scafi. La sequenza di verifiche deve verificare accesso, illuminazione, ventilazione, drenaggio e possibilità di raggiungere filtri, giranti, cinghie, astine e prese a mare. Un componente ispezionabile a vano vuoto può diventare irraggiungibile dopo lo stivaggio dell’attrezzatura.
Ogni locale viene fotografato prima dell’uso. Si registrano fissaggi, fascette, protezioni dal calore e passaggi dei cablaggi. Pompe e allarmi si provano separatamente per identificare chiaramente il lato interessato da un eventuale guasto.
Confrontare i tre pacchetti motore
Lo standard è una coppia di Volvo Penta D4 da 320 cavalli. Sono indicati due D6 da 480 o due Yanmar da 550 come alternative. Il confronto comprende massa, ingombri, alternatori, intervalli di servizio, disponibilità di assistenza e compatibilità con il foil.
La scelta non si basa sul solo valore di potenza. Il preventivo deve includere eliche, trasmissioni, strumenti, ricambi iniziali e modifica degli impianti. Prestazioni e consumi vanno richiesti per la stessa versione e con condizioni dichiarate.
Prova propulsiva senza estrapolazioni
La prova in mare registra carico, livelli dei serbatoi, vento, onda e temperatura. Per ogni motore si annotano avviamento, regime, temperatura, pressione e allarmi. Si osservano vibrazioni e sincronizzazione, senza trasformare una singola uscita in una promessa universale.
Le manovre avanti-indietro vengono eseguite separatamente e insieme. Il verbale indica tempi di risposta e comportamento degli strumenti. Ogni anomalia deve poter essere ripetuta e chiusa con una seconda prova.

Quadro elettrico e C-Zone
Il modello dichiara un sistema di commutazione digitale C-Zone per le utenze in corrente continua. La sequenza di verifiche verifica che pagine, nomi dei circuiti e allarmi corrispondano allo schema. Deve restare documentata anche la possibilità di isolamento manuale dei circuiti essenziali.
Si provano utenze singole e simultanee, osservando cadute di tensione e riavvii. Retro dei quadri, fusibili principali, sezionatori e connessioni devono essere accessibili. Il software non sostituisce protezioni e cablaggi correttamente dimensionati.
Batterie e bilancio energetico
Refrigerazione domestica, induzione, autopilota, pompe, strumenti e comfort costruiscono un carico significativo. La capacità del banco non può essere dedotta dal volume della barca: deve derivare dalle ore di impiego di ogni utenza e dalla capacità di ricarica.
La verifica registra tecnologia, capacità nominale e utilizzabile, posizione, ventilazione e serraggio. Si provano ricarica da banchina e alternatori, separazione dell’avviamento e monitoraggio. Eventuali generatori o sorgenti aggiuntive vanno trattati come sistemi completi.

Induzione e cucina: il test dei carichi
La cucina può includere piano a induzione e refrigerazione di dimensioni domestiche. Il collaudo controlla alimentazione, ventilazione, fermi di ante e cassetti e funzionamento con altri carichi ammessi. Un elettrodomestico acceso per pochi secondi non è una prova sufficiente.
La finestra poppiera e la porta aprono la cucina verso il pozzetto. Guarnizioni, chiusure e sensori eventualmente presenti devono essere verificati. Prima di navigare ogni elemento mobile deve avere una posizione sicura.
Carburante standard e capacità supplementare
La capacità standard dichiarata è 1.800 litri, con ulteriori 800 opzionali. Il contratto deve indicare serbatoi effettivi, posizione, collegamenti, valvole e modalità di trasferimento. La quantità aggiuntiva comporta una massa che deve entrare nel bilancio di carico.
Il test confronta indicatori con livelli noti e verifica sfiati, bocchettoni e tenuta. L’autonomia si calcola soltanto dopo aver raccolto consumi della configurazione scelta, mantenendo una riserva esplicita.

Impianto acqua dolce da 800 litri
La sequenza di verifiche mappa serbatoi, pompe, accumulatori, filtri, valvole e utenze. Dopo il riempimento si spurga l’aria, si provano rubinetti e docce e si osservano i vani per individuare perdite. L’indicatore viene confrontato con il livello reale.
Numero di cabine ed equipaggio cambiano il consumo. Produzione di acqua calda o eventuale dissalatore richiedono circuiti, protezioni e manutenzione specifici. La capacità nominale non garantisce da sola autonomia.
Acque nere, bagni e prese a mare
Il serbatoio dichiarato è 240 litri. Le versioni da tre, quattro o cinque cabine possono avere altrettanti bagni con doccia, aumentando tubazioni e utenze. Lo schema deve essere legato esattamente al layout consegnato.
Ogni toilette, pompa e scarico viene provato. Prese a mare e valvole devono essere etichettate e raggiungibili. Si controllano ventilazione, odori, sifoni e possibilità di pulire i pozzetti di raccolta.

Cabine e impianti cambiano insieme
Passare da tre a cinque cabine non è una modifica puramente d’arredo. Crescono luci, ventilazione, bagni e potenziali occupanti; diminuiscono volumi tecnici o di stivaggio. La planimetria definitiva deve riportare accessi e organi di servizio.
La prova simula l’uso con porte e letti in posizione. Gli sportelli tecnici devono aprirsi senza smontare arredi. Fermi, oscuranti e ventilazione sono controllati in ogni locale, non soltanto nella cabina armatoriale.
Timoneria sul flybridge
La stazione superiore viene provata seduti e in piedi, verificando campo visivo, display, comandi motore e comunicazione con il ponte. La visuale sulle estremità di un baglio di 7,10 metri è particolarmente importante nelle manovre.
Scale, corrimani e accesso diretto a prua devono essere percorsi con mani impegnate e calzature bagnate in condizioni sicure. Si controllano illuminazione, antisdrucciolo e assenza di spigoli o interferenze.

Timoneria interna opzionale
La postazione interna è proposta per aumentare protezione in condizioni sfavorevoli. Se ordinata, deve replicare i comandi essenziali e offrire una visibilità utilizzabile. Display, tergicristalli, disappannamento e ventilazione diventano parte del collaudo.
Il passaggio di controllo tra interno e flybridge deve essere chiaro e privo di conflitti. Si prova il riavvio degli strumenti e si verifica quale stazione abbia priorità. La ridondanza apparente non deve nascondere sensori o alimentazioni condivisi non documentati.
Autopilota, rete dati e allarmi
La sequenza di verifiche verifica acquisizione satellitare, vento se presente, profondità, velocità, pilota e dati dei due motori. Ogni allarme deve essere visibile nella stazione attiva. Nodi, dorsali e alimentazioni della rete vengono identificati sullo schema.
L’autopilota è provato a motore nelle condizioni disponibili, controllando direzione della correzione, risposta e disinserimento. I parametri devono riflettere geometria e peso della barca, non valori generici.

Foil opzionale: ispezione e compatibilità
L’Aquila Hydro Glide è disponibile come opzione con pacchetti indicati dal costruttore. Prima dell’ordine si confermano motori compatibili, geometria, pescaggio, limiti e manutenzione. Il verbale di consegna include ispezione visiva e istruzioni per alaggio e urti.
I vantaggi dichiarati di efficienza e comfort devono essere separati dai risultati della propria prova. Costi, protezione e frequenza delle ispezioni fanno parte della decisione quanto la prestazione attesa.
Pompe di sentina e compartimentazione
I due scafi richiedono una mappa chiara di compartimenti, pompe, sensori e allarmi. Ogni dispositivo viene attivato localmente e verificato dalla timoneria. Scarichi e valvole di non ritorno devono essere ispezionabili.
Le paratie strutturali non eliminano la necessità di controllare passaggi di tubi e cavi. Sigillature e attraversamenti devono corrispondere alla documentazione. Il test va ripetuto dopo che l’attrezzatura di bordo ha occupato i gavoni.
Ormeggio e alaggio nella sequenza di verifiche
Prima della consegna si confermano posto barca, larghezza utile, profondità e accesso. Per il rimessaggio servono capacità di sollevamento e punti di presa compatibili con 26.287 chilogrammi a pieno carico e la geometria dei due scafi.
Le manovre vengono simulate da entrambe le postazioni. Traiettorie delle cime, accesso alle bitte e comunicazione tra i ponti devono funzionare con l’equipaggio reale, non soltanto con il personale del cantiere.
Verbale finale e controlli delle prime ore
Il verbale riporta condizioni, valori osservati, fotografie e anomalie. La chiusura di ogni punto richiede una seconda verifica. Manuali, dichiarazione CE, numeri di serie, garanzie, chiavi e ricambi iniziali devono essere inventariati.
Nelle prime ore si ricontrollano sentine, livelli, temperature, ricarica, serraggi accessibili e tenuta degli impianti. La configurazione è completa soltanto quando ogni optional è documentato, collaudato e integrato nel piano di manutenzione.
Piano di manutenzione legato alla configurazione
Il calendario deve distinguere controlli prima di ogni uscita, mensili, stagionali e legati alle ore motore. Ai controlli comuni si aggiungono quelli dei componenti effettivamente ordinati: foil, seconda timoneria, serbatoi supplementari e apparati energetici. Per ogni attività si indicano accesso, materiale necessario, limite di usura e soggetto responsabile.
La manutenzione dei due scafi va registrata in modo separato, così da riconoscere differenze ricorrenti tra dritta e sinistra. Filtri, pompe, batterie e sensori devono avere un’identità precisa. Una lista generica non permette di capire quale componente sia stato sostituito o quale anomalia stia tornando.
Consegna all’equipaggio e procedure
Il collaudo termina con una prova pratica dell’equipaggio abituale. Ogni persona deve conoscere sezionatori, valvole principali, pompe, estintori, allarmi e governo d’emergenza. Le procedure per piattaforma, scale, finestre e arredi vengono provate nella sequenza corretta.
Le istruzioni devono restare a bordo in una forma consultabile anche senza connessione. Una barca ricca di sistemi diventa semplice soltanto quando comandi e responsabilità sono noti. La verifica tecnica trova così il proprio risultato: non una raccolta di spunte, ma una configurazione comprensibile e verificabile.
