Fountaine Pajot FP48: configurazioni, piano velico e impianti

Fountaine Pajot FP48 in navigazione con gennaker

Fountaine Pajot FP48 è un catamarano a vela di 14,92 metri fuori tutto e 7,90 metri di larghezza, sviluppato come successore del Tanna 47. Il cantiere concentra l’evoluzione su disposizione interna, equipaggiamenti e tecnologia, mantenendo la manovrabilità in equipaggio ridotto tra gli obiettivi dichiarati. Per valutarlo correttamente bisogna separare piattaforma, versione abitativa, motorizzazione, produzione energetica e accessori: Full Maestro, Classic Maestro e Quintet non sono semplici variazioni di arredo, ma schemi che cambiano cabine, bagni, stivaggio e modalità d’impiego. La configurazione finale deve quindi nascere da una matrice d’uso, non dall’accumulo di optional.

Dati principali e verifica contrattuale

Il pescaggio dichiarato è 1,64 metri. Il piano velico comprende una randa da 85 metri quadrati e un genoa da 49, per un totale nominale di 134 metri quadrati nelle due vele indicate. La propulsione standard è affidata a due motori da 45 hp, mentre l’alternativa dichiarata arriva a due unità da 80 hp. Acqua dolce e gasolio sono ripartiti in due serbatoi da 350 litri per ciascun fluido, quindi 700 litri nominali per circuito. Il dislocamento leggero non è valorizzato nella scheda pubblicata: non va inventato né sostituito con numeri provenienti da allestimenti differenti. Peso e capacità reali devono comparire nei documenti della singola barca.

Voce Dato dichiarato Controllo prima dell’ordine
Lunghezza fuori tutto 14,92 m Ingombro del posto barca
Larghezza fuori tutto 7,90 m Ormeggio, alaggio e cantiere
Pescaggio 1,64 m Fondali e appendici
Randa / genoa 85 / 49 m² Taglio, tessuto e attrezzatura
Motori 2 × 45 hp; 2 × 80 hp opzionali Versione e trasmissione
Acqua dolce 2 × 350 l Pompe, indicatori, serbatoi
Gasolio 2 × 350 l Filtri, valvole, autonomia

Tre versioni, tre logiche di utilizzo

La Full Maestro dedica uno scafo a una grande suite armatoriale con bagno privato e colloca nell’altro due cabine doppie con due bagni. La Classic Maestro mantiene una suite con bagno, aggiunge una cabina multifunzione o un guardaroba e conserva due cabine doppie con due bagni. La Quintet dichiara quattro cabine doppie e quattro bagni, più una cabina con letti sovrapposti e un ulteriore bagno. Il confronto deve includere numero effettivo di occupanti, durata delle permanenze, equipaggio professionale, volume per ricambi e accesso agli impianti. Più cabine aumentano capacità, ma anche consumi d’acqua, biancheria, ventilazione, manutenzione e gestione degli scarichi.

Fountaine Pajot FP48 visto da poppa in navigazione
Il baglio massimo dichiarato è 7,90 metri.

Full Maestro: priorità alla suite armatoriale

La Full Maestro è coerente con un programma nel quale il proprietario vuole un’area privata ampia e chiaramente separata. Prima di sceglierla si verificano altezza, larghezza dei passaggi, ventilazione, accesso al letto, gavoni e possibilità di intervenire sugli impianti nascosti. La suite non va valutata soltanto durante una visita diurna: oscuramento, circolazione d’aria, rumori di pompe e caricabatterie e facilità di uscita sono elementi operativi. Nell’altro scafo, due cabine e due bagni offrono autonomia agli ospiti, ma richiedono un piano per acqua calda, serbatoi, pulizia e ricambi. Ogni vano deve avere una funzione precisa, altrimenti il volume maggiore diventa deposito non organizzato.

Classic Maestro: cabina multifunzione o guardaroba

La variante Classic Maestro introduce una decisione interessante: la cabina multifunzione può sostenere lavoro, ospite occasionale o stivaggio tecnico, mentre il guardaroba privilegia ordine e permanenze lunghe. La scelta va descritta nel contratto con arredi, prese, ventilazione e fissaggi, non lasciata a una denominazione commerciale. Se il locale ospita apparecchi elettronici o attrezzatura, si valutano dispersione termica e accessibilità; se diventa posto letto, servono misure e vie di uscita adeguate. Il vantaggio di uno spazio flessibile esiste soltanto quando la trasformazione è rapida e gli oggetti hanno sedi sicure in navigazione.

Fountaine Pajot FP48 fotografato dall’alto
Il piano velico dichiara 85 m² di randa e 49 m² di genoa.

Quintet: capacità e carico alberghiero

La Quintet massimizza il numero di locali dichiarati. Quattro cabine doppie, una con letti sovrapposti e cinque bagni possono servire equipaggi numerosi o programmi professionali, ma il carico alberghiero cresce più velocemente dei posti. Consumi d’acqua, produzione di acque nere, biancheria, clima e ricarica di dispositivi devono essere dimensionati sul pieno utilizzo. Si controllano anche pesi di bagagli e cambusa, distribuiti tra i due scafi per non creare assetti permanenti. Prima dell’acquisto conviene simulare un giorno completo: docce, cucina, ricariche, ventilazione e lavaggi. La capacità nominale ha valore soltanto se impianti e procedure la sostengono senza dipendere continuamente dalla banchina.

Quadrato e pozzetto collegati da tre metri

Il cantiere dichiara una porta scorrevole larga tre metri che unisce quadrato e pozzetto, creando un unico spazio quando è aperta. È una soluzione efficace per la vita a bordo, ma la soglia, i binari, il bloccaggio e il drenaggio meritano un controllo attento. La porta deve rimanere ferma nelle posizioni previste e chiudere senza compressioni irregolari. Quando è aperta, arredi e oggetti interni sono più esposti a pioggia e spruzzi; quando è chiusa, ventilazione e condensa cambiano. Tavolo, cucina e sedute vanno analizzati come percorso di lavoro: chi prepara un pasto non deve interferire con chi entra dal pozzetto o si muove verso la manovra.

Postazione di manovra del Fountaine Pajot FP48
La gestione in equipaggio ridotto è un obiettivo dichiarato del progetto.

Pozzetto, piattaforma di poppa e socialità

Il tavolo del pozzetto è indicato per otto persone, come il salone sul roof. La zona di poppa comprende una chaise longue vicino all’acqua e una grande panca con ulteriori sedute. L’allestimento deve però conservare corridoi liberi, prese sicure e accesso ai vani tecnici. Tavolo e sedute si provano in configurazione di navigazione, verificando chiusure e spigoli. Vicino all’acqua si controllano scala, doccia se installata, illuminazione e possibilità di recuperare una persona. Cuscini e schienali richiedono stivaggio asciutto; lasciarli montati in ogni condizione aumenta usura e può ostacolare ispezioni o manovre.

Pozzetto anteriore e aree sul roof

Il progetto offre prendisole sul roof e a prua; il pozzetto anteriore interamente pontato viene indicato come opzione. La decisione cambia uso, drenaggio e accesso al ponte. Un’area di prua arredata deve mantenere punti di presa e percorsi sicuri verso salpa ancora e gavoni. Sul roof, carico e persone sono collocati in alto: si rispettano limiti, si bloccano oggetti e si evita di trasformare il salone in deposito. L’accesso deve essere provato con mani occupate e mare formato, valutando gradini e protezioni. Prima dell’ordine si chiarisce quali cuscini, coperture, tavoli e tientibene sono inclusi nella versione selezionata.

Pozzetto anteriore del Fountaine Pajot FP48
Il pozzetto anteriore completamente pontato è previsto come opzione.

Piano velico e gestione delle manovre

Randa da 85 metri quadrati e genoa da 49 definiscono la base dichiarata. Il dato di superficie non spiega da solo carichi, riduzioni o attrezzatura: albero, boma, avvolgimento, rotaie, winch e rinvii vanno descritti nella distinta. Per l’equipaggio ridotto conta la sequenza: preparazione, issata, presa di terzaroli, avvolgimento e ammainata devono poter essere eseguiti senza sovrapporre persone e cime. Si prova la visibilità dalla postazione di governo e si verifica che ogni comando abbia etichetta e arresto. Vele portanti aggiuntive, se ordinate, richiedono punti di mura, drizze, stivaggio e limiti di vento espressamente definiti.

Motori diesel e due livelli di potenza

La configurazione standard 2 × 45 hp e quella opzionale 2 × 80 hp rispondono a esigenze diverse. La scelta deve considerare dislocamento effettivo, area di navigazione, corrente, uso del generatore e margine desiderato, senza trasformare la potenza superiore in una garanzia di velocità. Si verificano marca, modello, rapporto di trasmissione, eliche, alternatori e accessibilità per tagliandi. I due vani devono consentire controlli di olio, filtri, prese a mare, scarichi e supporti. In prova si misurano regimi raggiunti, temperatura, fumo, vibrazioni e risposta separata delle due linee, poi si ispezionano nuovamente sentine e circuiti.

Pozzetto e tavolo esterno del Fountaine Pajot FP48
Il tavolo del pozzetto può accogliere otto persone.

Gasolio: 700 litri nominali e gestione separata

I due serbatoi da 350 litri offrono 700 litri nominali. La ripartizione richiede una mappa chiara di bocchettoni, sfiati, intercettazioni, filtri e alimentazione di ogni motore o generatore. Non si presume che tutto il volume sia utilizzabile in ogni assetto: la verifica avviene con indicatori calibrati e registrazione dei rifornimenti. L’autonomia si calcola su consumi misurati a regimi ripetibili, lasciando riserva per deviazioni e mare contrario. Acqua o contaminazione nel gasolio possono fermare entrambe le linee se la gestione non è realmente indipendente; per questo spurgo, ricambi e accessibilità ai filtri fanno parte della preparazione, non del solo programma di officina.

Acqua dolce: capacità, pompe e produzione

Anche l’acqua dolce è ripartita in due serbatoi da 350 litri. Si controlla se le due metà possono essere isolate, come vengono misurate e quale pompa alimenta le utenze. Con molte cabine, docce e cucina, 700 litri possono esaurirsi rapidamente; il consumo giornaliero va stabilito con procedure reali. Un dissalatore, se scelto, introduce prefiltri, membrane, scarico e richiesta energetica: portata e qualità si verificano in consegna. Il circuito deve poter essere sanificato e drenato. Perdite minime diventano rilevanti su permanenze lunghe, quindi pompa che riparte senza richiesta, umidità sotto i mobili e raccordi accessibili sono segnali da controllare.

Dinette e cucina del Fountaine Pajot FP48
La porta scorrevole larga tre metri unisce quadrato e pozzetto.

Pannelli solari integrati da 2.300 W

Il roof integra 2.300 watt di pannelli solari dichiarati. La potenza nominale non coincide con energia giornaliera garantita: ombra di albero e boma, temperatura, orientamento e stato dei regolatori modificano la produzione. La verifica deve includere schema delle stringhe, protezioni, sezionamento, regolatori e compatibilità con la tensione del banco servizi. Si misurano tensione e corrente in condizioni note e si osserva la risposta quando una parte del campo è in ombra. Il solare può sostenere servizi e ricarica, ma il bilancio va costruito in wattora: frigoriferi, pompe, elettronica, illuminazione e climatizzazione devono essere sommati per ore di utilizzo.

ODSea+: propulsione ibrida dichiarata

Il pacchetto ODSea+ indicato per FP48 comprende due motori elettrici da 25 kW, un generatore da 32 kW, due batterie da 27 kWh, due convertitori da 6 kW e idrogenerazione inclusa. È un’architettura specifica, da confrontare con quella diesel e non da descrivere come semplice sostituzione dei motori. Capacità nominale, potenza continua, raffreddamento, ridondanza e strategia del generatore devono essere chiariti. L’idrogenerazione dipende dalla navigazione e dalla gestione delle eliche; non è energia gratuita indipendente dalle condizioni. Prima dell’ordine servono garanzie, rete di assistenza, procedure di isolamento e modalità di funzionamento in caso di guasto a un ramo.

Quadrato del Fountaine Pajot FP48
Le versioni comprendono Full Maestro, Classic Maestro e Quintet.

Banco servizi, conversione e distribuzione

Al di fuori o insieme al pacchetto ibrido, la rete di bordo deve essere letta attraverso uno schema aggiornato. Batterie, caricabatterie, inverter, alternatori, solare, eventuale generatore e presa di banchina convergono su protezioni che devono essere accessibili e coordinate. Si richiede il bilancio dei carichi, con picchi di avviamento e margine. Prese nelle cabine, cucina, pompe, elettronica e climatizzazione non possono essere sommate soltanto in base alla potenza di targa: conta la contemporaneità. In consegna si provano separatamente banchina, motori, solare e generazione, osservando allarmi e commutazioni. Etichette e manuali devono corrispondere all’allestimento effettivamente cablato.

Elettronica di navigazione e comunicazioni

Display, autopilota, radar, AIS, VHF, strumenti vento e trasduttori vanno definiti per modello e quantità nella distinta. Il layout deve permettere al timoniere di seguire rotta e vele senza coprire la visuale. La rete dati si verifica accendendo progressivamente gli strumenti, cercando perdite di comunicazione e incongruenze fra velocità, vento, profondità e posizione. Il pilota automatico deve essere tarato sul catamarano e disporre di comando manuale immediato. Antenne e sensori sull’albero richiedono passaggi protetti e connettori ispezionabili. Per traversate, ridondanza significa anche strumenti portatili, carte, energia separata e una procedura, non soltanto due schermi sullo stesso circuito.

Illuminazione interna del Fountaine Pajot FP48
Il roof integra 2.300 W di pannelli solari dichiarati.

Bagni, acque nere e ventilazione

Il numero di bagni varia con la versione e incide direttamente su valvole, pompe, serbatoi e manutenzione. Ogni locale deve avere ventilazione, drenaggio, accesso alle intercettazioni e una procedura per evitare usi incompatibili con il sistema installato. Le tubazioni delle acque nere si controllano per odori, curve, supporti e possibilità di lavaggio. Docce e lavabi producono acque grigie che devono essere convogliate secondo lo schema reale, non scaricate casualmente nelle sentine. In un allestimento Quintet il controllo richiede tempo: si prova ogni pompa, indicatore e scarico singolarmente, identificando quale protezione elettrica e quale presa a mare gli corrispondono.

Cucina, refrigerazione e vita in rada

La cucina aperta verso quadrato e pozzetto facilita il servizio, ma concentra calore, umidità ed energia. Frigoriferi, congelatore, piano di cottura e piccoli apparecchi vanno scelti dentro il bilancio elettrico. Cassetti e sportelli devono avere chiusure adatte alla navigazione; pentole e stoviglie necessitano di fermi. La ventilazione si prova con porte in diverse posizioni, evitando che condensa o odori invadano le cabine. In rada, acqua, freddo e smaltimento dei rifiuti sono legati: più capacità di cambusa richiede anche volume per imballaggi e una routine di pulizia. Il layout convince quando consente a una persona di lavorare senza bloccare i passaggi.

Cabina matrimoniale del Fountaine Pajot FP48
La capacità effettiva va verificata sulla configurazione ordinata.

Climatizzazione e comfort termico

Qualunque impianto di climatizzazione o riscaldamento presente deve essere verificato per potenza, zone, prese a mare, pompe, scarichi di condensa e assorbimento. Ampie superfici vetrate e porta da tre metri cambiano il carico termico con esposizione e apertura. Non basta accendere l’impianto per pochi minuti: si misura la temperatura in più cabine, si ascoltano vibrazioni e si controlla che la condensa raggiunga lo scarico senza ristagni. In uso notturno contano rumore e distribuzione dell’aria. Se la barca deve funzionare lontano dalla banchina, la richiesta energetica va confrontata con generatore, batterie e solare nella condizione meno favorevole prevista.

controlli di consegna e prova

La consegna parte dalla configurazione contrattuale: versione, cabine, bagni, motori, vele, elettronica, energia e accessori. A banchina si provano circuiti elettrici, acqua, scarichi, porte, pompe e allarmi. In mare si verificano separatamente motori, governo, pilota, strumenti e manovre veliche, annotando condizioni e carico. Si issa e si riduce la randa, si avvolge il genoa e si controllano winch, stopper e rinvii. Dopo la navigazione si ispezionano vani motore, sentine, alberatura e ferramenta. Per ODSea+ si aggiungono carica, conversione, generatore, idrogenerazione e isolamento dei rami. Ogni anomalia riceve un responsabile e una chiusura documentata.

Manutenzione programmata e accessibilità

Un catamarano con più cabine e impianti richiede manutenzione organizzata per sistemi. Motori, vele, rigging, batterie, solare, pompe, valvole, condizionamento e scarichi hanno intervalli diversi; un calendario unico evita omissioni. Ricambi critici devono essere etichettati e stivati senza sovraccaricare un solo scafo. L’accessibilità va provata prima dell’acquisto: se per raggiungere un filtro occorre smontare arredi pieni, l’intervento sarà rinviato. Dopo ogni traversata si registrano ore, energia, consumi e anomalie. Sul nuovo si conservano versioni software e garanzie; sull’usato si confrontano interventi dichiarati con stato fisico e diagnostica.

Valutazione finale: scegliere il sistema, non il catalogo

FP48 propone una piattaforma articolata: tre schemi abitativi, due livelli diesel, un pacchetto ibrido dichiarato, 2.300 W di solare e grandi volumi di acqua e carburante. La ricchezza di scelta è il suo punto forte e il principale rischio progettuale per l’acquirente. Full Maestro favorisce la privacy armatoriale, Classic Maestro introduce uno spazio flessibile, Quintet aumenta la capacità; ciascuna richiede impianti e procedure coerenti. Il compratore esperto parte da persone, rotte, giorni in autonomia e assistenza disponibile, poi dimensiona energia e dotazioni. Una configurazione misurata, provata e documentata vale più di una barca sovraccarica di accessori non integrati.

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