Il Delphia 11 Sedan è un cruiser dislocante da 10,77 metri che può cambiare carattere in modo sostanziale secondo propulsione, numero di cabine e pacchetto energetico. Per configurarlo bene bisogna partire dalla missione: acque interne, costa, uso stagionale o permanenza prolungata. La scheda del cantiere indica 3,85 metri di baglio, 0,80 di pescaggio, 6.815 kg leggeri, motorizzazioni diesel o elettrica e layout da una a tre cabine. Sono dati dichiarati, non risultati di una prova della redazione.
| Voce | Dato pubblicato | Verifica sull’esemplare |
|---|---|---|
| Lunghezza fuori tutto | 10,77 m | Ingombri e posto barca |
| Lunghezza scafo | 9,99 m | Documenti e configurazione |
| Baglio | 3,85 m | Ormeggio e sollevamento |
| Pescaggio | 0,80 m | Carico e fondali |
| Dislocamento leggero | 6.815 kg | Peso finale con opzioni |
| Carburante / acqua | 400 / 380 l | Volumi utilizzabili |
| Acque nere / grigie | 170 / 170 l | Livelli, pompe e scarichi |
| Diesel | 57–150 hp | Motore, rapporto ed elica |
| Layout | 1–3 cabine | Piano firmato e inventario |
La missione viene prima dell’elenco optional
Un dislocante compatto premia la coerenza. Chi naviga su canali e laghi avrà priorità diverse da chi affronta tratte costiere con corrente e vento. Giorni a bordo, numero di persone, ponti bassi, disponibilità di ricarica e temperature definiscono motore, energia, riscaldamento e servizi. La configurazione dovrebbe nascere da uno scenario scritto, non dalla somma delle dotazioni disponibili.
Nel capitolato ogni opzione deve riportare peso, assorbimento, interfacce e manutenzione. Una scelta utile in porto può ridurre spazio o autonomia energetica in rada. Il confronto fra alternative è attendibile soltanto se usa la stessa condizione di carico e include le utenze alberghiere.

Una, due o tre cabine
Il cantiere propone configurazioni da una a tre cabine e fino a due bagni. La versione più aperta privilegia volume e stivaggio; aumentando gli ambienti crescono capacità ricettiva e privacy, ma diminuiscono passaggi e vani disponibili. Il piano scelto deve comparire nel contratto con porte, letti, armadi e servizi, poi essere confrontato con la barca durante la consegna.
Il numero di cuccette non basta a definire l’equipaggio operativo. Acqua, reflui, refrigerazione, ventilazione e mezzi di sicurezza devono sostenere le persone previste. Ogni cabina viene provata con porte e cassetti aperti per verificare interferenze, vie di uscita e accesso agli impianti.
Bagni e circuito dell’acqua
I 380 litri di acqua dolce vanno trasformati in un bilancio giornaliero. Autoclave, boiler, rubinetti e docce si provano insieme, osservando pressione, temperatura e scarichi. Gli accessi a filtri, pompe e collegamenti devono restare praticabili senza smontaggi sproporzionati.
Acque nere e grigie sono indicate in 170 litri ciascuna. Livelli, sfiati, anti-sifone, valvole e pompe devono corrispondere allo schema dell’unità. La sequenza di verifiche registra autonomia stimata, allarmi e procedura di gestione nel rispetto delle regole locali; odori e letture instabili diventano difetti tracciati.

Dislocamento leggero e peso reale
I 6.815 kg dichiarati descrivono la condizione leggera, non la barca pronta per la crociera. Liquidi, batterie, cucina, climatizzazione, tender, biciclette, ricambi e bagagli modificano immersione e inerzia. Il preventivo dovrebbe includere una distinta pesi aggiornata e una stima della condizione operativa.
Prima della prova si registrano persone, livelli dei serbatoi e attrezzature. Questi dati permettono di interpretare velocità, governo e consumi e diventano il riferimento per controlli futuri. Il rispetto del piano di carico conta più della semplice capacità dei gavoni.
Diesel da 57 a 150 hp
La gamma diesel pubblicata copre potenze da 57 a 150 hp. La scelta dipende da carico, teatro di navigazione e margine richiesto contro vento e corrente. Maggiore potenza non equivale automaticamente a migliore efficienza: aumenta peso, prezzo e carico termico, mentre la carena resta dislocante.
Il dossier deve identificare motore, rating, invertitore, rapporto, asse ed elica. Durante il collaudo si controllano avviamento, regime massimo previsto, temperatura, pressione, vibrazioni e scarico. L’elica deve permettere al motore di lavorare nel campo stabilito dal costruttore nella configurazione provata.

Propulsione elettrica e infrastruttura
L’alternativa elettrica si valuta come sistema completo. Potenza del motore, capacità installata, energia utilizzabile, caricatore, presa di banchina e assorbimenti dei servizi devono essere documentati. L’autonomia dipende fortemente dalla velocità, dalla temperatura e dal carico, quindi serve una simulazione riferita alla missione dell’armatore.
La consegna include stato delle batterie, diagnostica, garanzia e procedura in caso di allarme. Si prova un ciclo realistico di navigazione e ricarica, verificando tempi, temperature e potenza disponibile. La silenziosità locale è un vantaggio, ma non cancella la necessità di pianificare energia e porti.
Velocità e consumi da misurare
Per un dislocante il picco isolato è meno utile della stabilità a più regimi. Si eseguono passaggi nei due sensi annotando vento, corrente, profondità, giri e consumo. Vicino al limite della carena piccoli incrementi di velocità possono richiedere molta più energia.
La curva finale distingue litri o energia per ora e per miglio. Da essa si ricava un’autonomia con riserva esplicita, senza dividere semplicemente il volume nominale per un consumo ideale. Il verbale riporta condizioni e carico affinché la misura sia ripetibile.

Serbatoi e assetto variabile
I 400 litri di carburante e i 380 di acqua rappresentano masse importanti per una barca di questa taglia. Posizione e livelli influenzano l’assetto; indicatori, sfiati e bocchettoni devono funzionare in navigazione e in rifornimento. Si controllano fissaggi, ispezionabilità e possibilità di pulizia.
La sequenza di verifiche confronta le letture con le quantità imbarcate e registra eventuali scostamenti. Le valvole devono essere raggiungibili e identificate. Una procedura di bordo chiarisce quali serbatoi usare e quale margine conservare nelle diverse fasi della crociera.
Salone panoramico e controllo climatico
Le vetrate verticali migliorano la visuale ma aumentano irraggiamento, dispersioni e superfici da sigillare. Porte, guide e guarnizioni completano più cicli; drenaggi e scarichi condensa vengono provati con acqua. Schermature e ventilazione naturale entrano nella valutazione del comfort.
Riscaldamento o climatizzazione devono essere quelli effettivamente ordinati. Il test misura temperatura, rumore e distribuzione dell’aria con persone e utenze presenti. Filtri e componenti richiedono accessi chiari: una finitura elegante non deve trasformare la manutenzione ordinaria in uno smontaggio esteso.

Cambusa e bilancio dei carichi
Frigorifero, piano cottura e apparecchi dipendono dalla configurazione. Ogni utenza deve figurare nell’inventario con alimentazione, protezione e ventilazione. Ante, cassetti e stoviglie richiedono fermi, mentre le aperture non devono bloccare il passaggio tra plancia e pozzetto.
La prova contemporanea delle utenze evidenzia limiti di banchina, inverter o batterie. Se l’esemplare usa gas, si verificano vano, drenaggio, regolatore, intercettazione e rilevazione. Le scorte vanno collocate senza occupare vie di fuga o concentrare peso inutilmente.
Impianto elettrico e pannelli sul tetto
Batterie servizi e avviamento, caricabatterie, inverter, presa di banchina e pannelli devono formare uno schema unico. La capacità nominale non coincide sempre con quella utilizzabile. Il bilancio separa navigazione, rada, notte e picco alberghiero, includendo un margine per degrado e avviamenti.
La documentazione deve indicare protezioni, sezionamenti e punti di massa. Si prova la perdita di una sorgente e si verifica che sentine, luci essenziali, comunicazioni e governo restino disponibili. I moduli solari si valutano per potenza e regolatori, non soltanto per numero.

Plancia, portello laterale e visibilità
La timoneria interna protetta e l’accesso laterale facilitano l’ormeggio, ma la visibilità va verificata seduti e in piedi. Si controllano prua, settori poppieri, riflessi e raggiungibilità dei comandi. Elettronica e sensori eventualmente ordinati devono essere identificati per modello e versione.
La prova include sole basso e buio, oltre a una manovra su entrambi i lati. Si simula la perdita di un display e si verifica quali dati rimangano disponibili. La rete non deve creare un singolo punto di guasto per funzioni essenziali.
Poppa, piattaforma e carichi esterni
La piattaforma facilita imbarco e bagno e deve essere controllata per portata, scaletta, chiusure e distanza dalle appendici. Gavoni, sedute e tavoli non devono impedire accesso a cime, bitte, estintori o comandi. Drenaggi e guarnizioni si provano con acqua.
Biciclette, tender o altri carichi si inseriscono nel piano soltanto se previsti dal capitolato. Massa completa, fissaggi e centro di gravità vanno documentati. La configurazione da navigazione deve lasciare liberi i percorsi e non alterare l’accesso alla sicurezza.

Pescaggio e altezza per acque interne
Il pescaggio dichiarato di 0,80 m amplia le possibilità, ma il margine dipende da carico, fondale e precisione della cartografia. Elica, asse e timone restano appendici da proteggere. La prova verifica risposta a bassa velocità, arresto, retromarcia ed effetto evolutivo.
Per ponti e canali conta anche l’altezza effettiva sul galleggiamento con antenne e attrezzature. La brochure distingue valori secondo configurazione; la misura finale deve essere presa sull’esemplare caricato e registrata in plancia con la procedura per eventuali elementi abbattibili.
Sicurezza e modalità degradata
Bandiera, categoria e persone determinano mezzi di salvataggio, antincendio e comunicazioni. Ogni presa a mare deve essere identificata e raggiungibile. Pompe di sentina, allarmi, estintori e ventilazione del vano motore si provano nella configurazione reale.
L’equipaggio simula perdita di propulsione, energia o elettronica e verifica la sequenza di azioni. Manuali, scadenze e posizioni confluiscono in una sequenza di verifiche breve e utilizzabile. La presenza dell’attrezzatura non basta se nessuno sa raggiungerla o azionarla.
Documentazione e accettazione finale
Il fascicolo comprende certificati, piano scelto, schema elettrico, circuiti fluidi, distinta pesi, inventario, matricole, garanzie e manuali. Diesel ed elettrico non devono essere mescolati nella descrizione; dotazioni illustrate ma non ordinate restano escluse.
Il collaudo produce un verbale con condizioni, misure e anomalie. Ogni difetto ha responsabile, scadenza e nuova prova. Il Delphia 11 Sedan è convincente quando layout, energia e peso sono coerenti con la crociera lenta prevista: la configurazione documentata vale più del numero di accessori.
