Il Solaris Power 40 Open concentra in 11,97 metri una coperta senza gradini, grande prendisole poppiero, T-Top, cabina e bagno con doccia separata. La parte che richiede più attenzione è però sotto il piano di calpestio: il cantiere propone una coppia di Volvo Penta V6 280 a benzina oppure tre alternative diesel D4 e D6, con velocità massime dichiarate da 30 a 41 nodi. Motore, rapporto di trasmissione, eliche, peso e impianti cambiano abbastanza da rendere ogni configurazione una barca diversa da verificare contrattualmente.
I numeri del Solaris Power 40 Open
La lunghezza al galleggiamento è 10,62 metri, il baglio 3,85 e il pescaggio 0,73. Il dislocamento leggero dichiarato varia da 8.231 chilogrammi con i benzina a 9.040 con i diesel; a pieno carico le cifre salgono rispettivamente a 9.324 e 10.130. Carburante e acqua sono 1.000 e 250 litri. Il certificato indica fino a dodici persone, mentre il ponte inferiore offre una cabina più una seconda opzionale.
| Voce | Dato dichiarato | Controllo in configurazione |
|---|---|---|
| Lunghezza fuori tutto | 11,97 m | Ingombro reale con piattaforma e accessori |
| Lunghezza al galleggiamento | 10,62 m | Rapporto con carena e assetto |
| Baglio | 3,85 m | Posto barca e passavanti |
| Pescaggio | 0,73 m | Valore da verificare con piedi poppieri |
| Dislocamento leggero | 8.231-9.040 kg | Differenza tra benzina e diesel |
| Dislocamento carico | 9.324-10.130 kg | Dotazioni incluse nel dato |
| Carburante | 1.000 l | Autonomia da calcolare sul consumo reale |
| Acqua | 250 l | Bilancio con doccia e cucina |
| Cabine | 1 + 1 opzionale | Layout ordinato e accessi tecnici |
| Persone | 12 | Limiti e distribuzione del carico |
Quattro motorizzazioni, quattro profili
La base a benzina usa due V6 280 da 209 kW ciascuno. Le opzioni diesel sono due D4 300 da 221 kW, due D6 380 indicati dal cantiere a 280 kW e due D6 440 indicati a 324 kW. La scelta modifica peso, prestazioni, manutenzione e disponibilità di assistenza. Il contratto deve riportare modello completo, piede poppiero, rapporto, eliche, strumentazione e dotazioni di raffreddamento.

V6 280: la configurazione più leggera
Con la coppia benzina il cantiere dichiara 31 nodi massimi e 21 di crociera. Il minor peso può favorire risposta e assetto, ma la decisione va confrontata con disponibilità del carburante, ventilazione del vano e normativa del porto. Sensori vapori, estrattori e sequenza di avviamento non sono optional marginali. Il collaudo deve includere ventilazione, tenuta del circuito e corretta lettura dei livelli.
D4 300: diesel e velocità dichiarata di 30 nodi
La configurazione D4 300 è associata a 20 nodi di crociera e 30 massimi. La differenza rispetto al benzina non si riduce a un nodo: coppia, massa e impianto di alimentazione cambiano l’assetto. Filtri separatori, valvole, ritorni e accessibilità devono essere controllati. Una prova utile registra giri, velocità, consumo e temperatura con carico dichiarato, senza trasformare il risultato in promessa per ogni mare.

D6 380: la soluzione intermedia
Con due D6 380 il dato del cantiere sale a 33 nodi massimi e 23 di crociera. Il maggior volume del motore richiede spazio per manutenzione ordinaria e straordinaria: filtri, cinghie, scambiatori e componenti del piede devono essere raggiungibili. Prima dell’acquisto conviene simulare la rimozione dei principali elementi, verificando che arredi e strutture non rendano un intervento semplice un lavoro invasivo.
D6 440: 41 nodi dichiarati
La coppia più potente porta i dati a 41 nodi massimi e 27 di crociera. Potenza e velocità aumentano carichi su piedi, eliche e fissaggi, oltre al fabbisogno di carburante. La configurazione deve essere verificata per limiti di carico, diametro delle eliche e taratura dei flap. Il fatto che la piattaforma possa raggiungere quel dato non significa che 41 nodi siano appropriati con ogni onda, distribuzione di persone o stato della carena.

Trasmissioni e controllo dell’assetto
Le motorizzazioni Volvo Penta operano con piedi poppieri. L’angolo di trim modifica spinta, sollevamento e visibilità; flap o intercettori, se installati, aggiungono un secondo livello di regolazione. Il conducente deve sapere quale sistema interviene automaticamente e quale richiede comando. Sensori di posizione, fine corsa e protezione anticorrosione vanno inclusi nella sequenza di verifiche, insieme a cuffie, oli e anodi.
Mille litri non equivalgono a un’autonomia fissa
Il serbatoio da 1.000 litri va tradotto in miglia solo usando consumo misurato nella configurazione scelta. La riserva deve coprire onda, vento, fouling e deviazioni. È inoltre necessario sapere quanta capacità sia effettivamente utilizzabile senza aspirare aria e come siano suddivisi i serbatoi. Indicatori, travaso e valvole devono essere provati, non soltanto letti sul display.
Il controllo comprende anche sfiati, bocchettoni e protezione dalle contaminazioni. Un indicatore calibrato male può creare un falso margine; un ritorno o uno sfiato ostruito può interrompere l’alimentazione anche con carburante presente. Prima di una traversata conviene costruire una tabella personale con giri, velocità, litri ora e miglia per litro, annotando carico e condizioni. Solo così la capacità nominale diventa uno strumento di pianificazione.

La plancia e la distinta elettronica
Le fotografie ufficiali mostrano una plancia a due display, comandi motore e apparati di comunicazione. Marchi e dimensioni effettivi dipendono dall’ordine. Il capitolato deve elencare schermi, cartografia, trasduttori, pilota, VHF, AIS e rete dati. Occorre verificare aggiornamenti, licenze e accesso ai moduli dietro il cruscotto. Due display identici non garantiscono ridondanza se condividono alimentazione o sensore.
La rete dovrebbe essere consegnata con schema, terminazioni e indirizzi dei dispositivi. Gli allarmi motore devono rimanere disponibili anche se un display multifunzione viene riavviato. È utile provare il passaggio alla strumentazione di riserva, controllare la posizione delle antenne e verificare che il pilota riceva dati coerenti di rotta e velocità. La sicurezza dipende dalla qualità dei segnali e delle alimentazioni, non dal numero di icone sullo schermo.
Coperta flush e gestione dell’acqua
Il percorso senza gradini dalla piattaforma alla guida migliora circolazione e accessibilità. Impone però soglie, pendenze e drenaggi molto efficaci. Prima della consegna va provato lo smaltimento dell’acqua con barca caricata e scarichi parzialmente sollecitati. Le botole devono rimanere stagne e apribili; i canali non possono riversare acqua verso cabina, vano motori o cablaggi.
I passavanti devono conservare larghezza utile anche con cime, parabordi e tendalini stivati. Portelli e sedute non possono bloccare l’accesso alle attrezzature di sicurezza. Superfici antiscivolo, tientibene e illuminazione vanno valutati con coperta bagnata e di notte. La continuità visiva del teak o del rivestimento è importante, ma non deve nascondere punti di ispezione o ridurre la presa nei percorsi operativi.

T-Top, parabrezza e visibilità
Il T-Top ombreggia pilotaggio, cucina esterna e parte della zona pranzo. Aggiunge peso alto, superficie al vento e passaggi per luci o antenne. Parabrezza e montanti devono lasciare visibilità nelle virate e di notte; riflessi dei display possono diventare più critici della trasparenza. Il controllo include fissaggi, drenaggi, sigillature e altezza libera per chi usa le sedute di guida.
Prendisole poppiero e stivaggio
Il prendisole a poppa copre un volume di stivaggio rilevante. Caricare tender, attrezzatura e ricambi in quella zona sposta il baricentro e può aumentare il tempo di planata. Il vano deve avere ventilazione, drenaggio e fermi adeguati. L’armatore dovrebbe ricevere un limite di carico e verificare che l’accesso resti possibile anche con tavolo, cuscini e altre funzioni in uso.

Cucina esterna e utenze
Frigorifero, lavello e piano di cottura cambiano secondo la configurazione. Ogni utenza deve comparire nel bilancio elettrico e nella distinta delle protezioni. Acqua dolce, scarichi e ventilazione richiedono valvole accessibili. Se è previsto un generatore o inverter, vanno documentati potenza continua, spunto e priorità dei carichi. Un accessorio installato in seguito può sovraccaricare un impianto dimensionato diversamente.
Cabina principale e seconda cabina opzionale
Il layout standard dichiara una cabina; la seconda è opzionale. La scelta modifica stivaggio, passaggi e accesso agli impianti, non soltanto il numero di letti. Prima di firmare bisogna confrontare disegni e barca ordinata, verificando ventilazione, vie d’uscita, volumi tecnici e possibilità di ispezionare serbatoi. Tessili e pannelli non devono nascondere giunzioni che richiedono manutenzione.

Bagno e doccia separata
Il box con porta in vetro distingue l’allestimento, ma deve funzionare in navigazione. Porta, cerniere e fermi richiedono blocco sicuro; piatto e pompa devono scaricare con differenti assetti. I 250 litri d’acqua impongono disciplina se più persone usano la doccia. Livello, autoclave, boiler e serbatoio delle acque nere vanno provati insieme, verificando anche accesso a filtri e valvole.
Dodici persone e distribuzione del carico
La capacità massima non significa che dodici adulti possano disporsi ovunque senza conseguenze. Persone a prua o poppa cambiano ingresso in planata, trim e drenaggio. Il comandante deve conoscere sedute omologate, tientibene e limiti del manuale. Durante il collaudo è utile simulare il carico abituale, non quello minimo da dimostrazione, registrando pressioni, giri e risposta dei sistemi di assetto.

La sequenza di verifiche pre-consegna
Il verbale dovrebbe riportare pesi e optional, codici motore, eliche, software, ore e livelli. Servono prove di carica batterie, pompe di sentina, allarmi, ventilazione, VHF, navigazione, luci e utenze. Vanno controllati drenaggi, botole, anodi, tenute dei piedi e funzionamento dei flap. Ogni difetto deve avere responsabile e scadenza; una segnalazione cancellata non è una riparazione.
Il dossier finale deve includere schemi elettrici e idraulici aggiornati, manuali dei componenti, elenco dei sezionamenti e piano di manutenzione. È opportuno fotografare numeri di serie e posizione di filtri, fusibili, valvole e pompe. Una seconda verifica dopo alcune ore di funzionamento può individuare assestamenti, piccole perdite e connessioni da serrare. La consegna si chiude soltanto quando configurazione fisica, documenti e contratto descrivono la stessa barca.
Quale Solaris Power 40 Open scegliere
La configurazione corretta dipende da distanze, carico e rete di assistenza. I benzina offrono la piattaforma più leggera; i diesel propongono tre livelli di potenza e massa. Il D6 440 privilegia velocità dichiarata, ma rende ancora più importante il controllo dell’assetto e dei consumi. La scelta razionale nasce da una rotta tipo, un bilancio energetico e un capitolato completo, non dal solo dato massimo.
Chi naviga prevalentemente vicino alla costa può attribuire più valore a semplicità e disponibilità del carburante; chi percorre molte ore deve confrontare consumo, manutenzione e autonomia. Anche rumore, spazio tecnico e rivendibilità meritano una valutazione separata. Il miglior allestimento è quello che mantiene margini con il carico reale, può essere assistito nei porti frequentati e non costringe a usare continuamente la potenza massima per rispettare il programma.

