Focus Power 36, 11 metri di puro lusso e funzionalità | Spazio ampliabile grazie alle terrazze laterali

Focus Power 36 - focus-motoryachts.com

Nel segmento degli 11 metri plananti, Focus Power 36 si colloca in una zona tecnica molto precisa: non è una dayboat estrema, ma nemmeno una “mini fly” addomesticata. È, piuttosto, una sport cruiser moderna con hardtop, vetrature generose e impostazione walkaround, progettata per offrire velocità di punta da riferimento (fino a 50 nodi in base alla motorizzazione), senza rinunciare a due cabine reali e a un’impostazione di coperta pensata per vivere il mare con continuità: dal pranzo in rada, al trasferimento costiero, fino al weekend con pernottamento.

Il punto di forza non è una singola “feature”, ma un equilibrio ingegneristico complessivo: carena deep-V rinforzata per tenuta e morbidezza sull’onda; massa e volumi calibrati per mantenere reattività; propulsioni entrofuoribordo con eliche controrotanti per efficienza e grip; layout esterno che privilegia sicurezza e passaggi laterali veri; interni illuminati da finestrature di murata e skylight, capaci di far percepire l’unità come più grande dei suoi 36 piedi nominali. In più, l’idea di una piattaforma altamente configurabile—anche in chiave premium con pacchetti di allestimento evoluti—risponde a un mercato che vuole prodotto semi-custom senza entrare nella complessità di un vero custom.

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Profilo del cantiere: Focus Motor Yachts, identità “boutique” e cultura della qualità

Origini, posizionamento e filosofia costruttiva

Focus Motor Yachts si presenta come un costruttore europeo a vocazione “boutique”: gamma concentrata, produzione non massiva, enfasi su finitura e personalizzazione. La narrativa del brand richiama esplicitamente un immaginario di car culture e di design ad alto impatto, ma—dal punto di vista tecnico—ciò che conta è l’approccio: costruzione artigianale, controllo qualità lungo l’intero ciclo (dalla laminazione all’assemblaggio finale), e attenzione alla tenuta di valore nel tempo, tema centrale per un’unità che, per prestazioni e dotazioni, parla a un pubblico esigente.

In termini di reputazione di mercato, Focus è percepita come realtà in crescita, con una proposta che mira a combinare stile riconoscibile e architettura navale firmata, sostenuta da una rete commerciale internazionale. È un modello industriale diverso dai grandi volumi: la barca non è “standardizzata” al millimetro per ridurre varianti, ma nasce per essere configurata con un ventaglio di scelte estetiche e impiantistiche che possono spingersi verso un livello quasi sartoriale.

Partnership progettuali: l’impronta dell’architettura navale

Elemento chiave è la collaborazione con un progettista di carene noto per l’approccio pragmatico alle prestazioni: l’obiettivo non è inseguire un numero di velocità massima “da brochure”, ma ottenere una piattaforma coerente in tutto l’inviluppo: planata stabile, transizioni pulite, angoli di barra prevedibili, e comportamento “marino” anche con onda formata. Questa impostazione emerge nella scelta della deep-V, nella distribuzione dei pesi e nella cura dei volumi di prua, fondamentali per ridurre gli impatti e preservare comfort e struttura nel lungo periodo.

Focus Power 36 – ripresa dall’alto – focus-motoryachts.com

Dimensioni e architettura navale: perché la deep-V fa davvero la differenza

Geometrie principali e proporzioni

La Focus Power 36 gioca su proporzioni studiate: una lunghezza complessiva attorno agli 11 metri, baglio di circa 3,49 m e massa a secco nell’ordine di 6,5 t. Sono numeri che, letti insieme, raccontano molto: non è un oggetto ultraleggero da lago, ma una barca che porta struttura, impianti e volumi abitabili reali. La categoria di progettazione CE B (quando rispettata nell’allestimento) è un messaggio tecnico: la piattaforma nasce per un mare “vero”, non solo per la rada piatta estiva.

La carena è dichiaratamente rinforzata e di tipo deep-V: in parole semplici, significa che lo scafo taglia l’onda con un angolo più pronunciato rispetto a molte sport cruiser “moderate V”. Il vantaggio è un passaggio più morbido e una maggiore direzionalità; il costo è la necessità di potenza e di un buon set-up per non pagare in consumi. La Focus Power 36, grazie a un’ampia scelta di motorizzazioni, può essere “tarata” sul profilo dell’armatore: più veloce, più economica, o più equilibrata.

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Hardtop e superfici vetrate: estetica, ma anche ingegneria del comfort

L’hardtop è parte integrante dell’architettura: non un semplice tettuccio, ma un elemento che condiziona baricentro, aerodinamica e vivibilità. L’adozione di un tetto apribile e di ampie vetrate laterali ha due effetti tecnici: aumenta la luce naturale (riducendo la dipendenza dall’illuminazione artificiale) e migliora la percezione spaziale interna; al tempo stesso impone attenzione a rigidità, sigillature e drenaggi. Su unità veloci, inoltre, la qualità delle guarnizioni e la gestione delle vibrazioni diventano decisive per evitare rumorosità e infiltrazioni nel lungo periodo.

Materiali di costruzione: composito, finiture e strategie di robustezza

Scafo e sovrastruttura in GRP: cosa significa davvero “handcrafted”

Il materiale base è il composito in vetroresina (GRP), scelta standard nel segmento per rapporto tra costo, rigidità e libertà di forme. La differenza non è nel materiale “in sé”, ma in come viene laminato e controllato: qualità del ciclo, ripetibilità, cura nei rinforzi, attenzione agli accoppiamenti scafo-coperta e ai punti critici (attacchi dei tientibene, basi del hardtop, paratie, supporti motore, specchio di poppa con piedi poppieri).

In un 36 piedi che può superare i 40 nodi, lo stress strutturale non è un dettaglio: gli impatti ripetuti generano sollecitazioni impulsive e cicliche. Una laminazione ben progettata non serve solo a “non rompersi”, ma a mantenere geometrie stabili, ridurre scricchiolii e preservare l’allineamento degli impianti. Il risultato percepibile dall’armatore è un oggetto che, dopo stagioni di uso, non “invecchia” acusticamente e non perde la sensazione di solidità.

Allestimento e finiture: dalla verniciatura alle sellerie

La barca è fortemente configurabile anche nelle finiture: verniciature integrali, dettagli inox, sellerie con cuciture e materiali di livello automotive. Qui la tecnica incontra il luxury: la durabilità delle sellerie dipende da densità delle schiume, protezione UV, qualità delle cuciture e ventilazione; la resa delle vernici dipende da preparazione del fondo e cicli corretti. Non è solo estetica: una vernice ben applicata, su scafi veloci, riduce micro-porosità e facilita la manutenzione, contribuendo indirettamente anche alla resa idrodinamica nel tempo (una carena pulita “vale” nodi e litri/ora).

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Motorizzazioni, propulsione e trasmissione: il cuore tecnico della Focus Power 36

Entrofuoribordo e piedi poppieri: perché la scelta è coerente con le prestazioni

La Focus Power 36 adotta propulsioni entrofuoribordo con piedi poppieri. La logica è chiara: rispetto a linee d’asse tradizionali, il piede consente una gestione più fine dell’assetto e un miglior rendimento a velocità elevate, grazie a geometrie di trasmissione ottimizzate e a eliche spesso controrotanti (duo-prop). Questo si traduce in accelerazioni più pronte, migliore “grip” in virata e una planata più efficiente.

Dal punto di vista dell’armatore, il piede poppiero richiede manutenzione accurata (anodi, soffietti, controlli periodici), ma ripaga in dinamica. Su una barca che dichiara fino a 50 nodi, la trasmissione non può essere “secondaria”: deve reggere coppie elevate, variazioni di carico e manovre ripetute senza degradare precisione e affidabilità.

Gamma motori: diesel performanti e opzione ibrida in sviluppo

Uno degli aspetti più interessanti è l’ampiezza della gamma. In base alle versioni e ai mercati, sono disponibili configurazioni diesel bi-motore con potenze che possono andare da circa 540 hp complessivi fino a circa 740 hp. In pratica, l’armatore può scegliere tra un set-up più equilibrato (buona velocità di crociera, consumi più contenuti, costo d’acquisto più razionale) e un set-up “high performance” capace di portare la barca verso la soglia dei 50 nodi.

È inoltre significativa l’attenzione alla propulsione ibrida: l’idea, in questa taglia, non è tanto fare lunghe navigazioni full-electric, quanto aggiungere una modalità silenziosa a bassa velocità, migliorare la coppia ai regimi di manovra e ridurre emissioni/rumore in contesti sensibili (porti, canali, aree protette). In termini ingegneristici, l’ibrido su sterndrive richiede integrazione accurata: masse (batterie), ventilazione, dissipazione termica, sicurezza elettrica, e soprattutto un’architettura di controllo che renda trasparente la transizione tra modalità.

Prestazioni: velocità, crociera, autonomia e consumi (lettura tecnica, senza marketing)

Velocità: dalla crociera “vera” al picco da 50 nodi

Il dato più citato è la velocità massima che, con le motorizzazioni più potenti, può arrivare a circa 50 nodi. È un valore importante perché colloca la Focus Power 36 in un sotto-segmento ristretto: molte cruiser di 36-38 piedi, a parità di volumi interni e dislocamento, si fermano tra 30 e 40 nodi. Qui la barca si propone come “driver’s boat”: una piattaforma che non vive solo di comfort in rada, ma di navigazione attiva.

Focus Power 36 – poppa – focus-motoryachts.com

La velocità di crociera più sensata, dal punto di vista tecnico, tende a collocarsi nel range in cui la carena è stabilmente in planata con assetto efficiente (tipicamente metà-due terzi del regime di potenza massima). In quel punto, la barca “appoggia” sui pattini, riduce la superficie bagnata e lavora con angoli di trim più favorevoli. Il risultato è una crociera che può essere rapida senza diventare economicamente punitiva.

Autonomia e consumi: come leggere i numeri con realismo

La capacità carburante è nell’ordine di 550 litri, coerente con il dislocamento e con una filosofia “fast coastal cruiser”. Ciò significa che l’autonomia dipende in modo marcato da: motorizzazione scelta, carico (persone, acqua, tender), condizioni meteo-marine e pulizia carena. In termini pratici, l’armatore tecnico dovrebbe ragionare su un profilo d’uso: trasferimenti rapidi tra porti (distanze medio-corte), alternati a giornate di rada con consumi marginali (generatore se presente, climatizzazione, impianti).

Il serbatoio acqua può variare (a seconda degli allestimenti) in un intervallo che consente di modulare la vita a bordo: dalla giornata con docce rapide al weekend più autonomo. È una scelta che riflette la configurabilità del modello: la barca non impone un solo stile di crociera, ma offre soluzioni per armatori diversi.

Sistemi di bordo: elettronica, domotica, energia e sicurezza

Plancia e navigazione: ergonomia e leggibilità

Su un 36 piedi che può correre, la plancia non è un esercizio di stile: deve garantire visibilità, controllo e riduzione del carico cognitivo. Il layout tipico prevede sedute pilota/co-pilota sportive, comandi a portata e display multifunzione di grande formato. L’ergonomia corretta si misura in dettagli: posizione delle manette, appoggio del polso, inclinazione dei display (riflessi), immediatezza degli allarmi, logica di raggruppamento degli interruttori.

Focus Power 36 – plancia – focus-motoryachts.com

Soluzioni di integrazione digitale (reti di bordo e controllo centralizzato) permettono di governare luci, servizi e monitoraggi con un’interfaccia unica. È un passaggio importante: più impianti significa più complessità; centralizzare non serve a “fare scena”, ma a ridurre errori e a migliorare diagnosi e manutenzione.

Monitoraggio e gestione: dal controllo remoto alla prevenzione guasti

L’adozione di sistemi di monitoraggio (stile “boat monitoring”) ha due vantaggi concreti: sicurezza (allarmi per sentina, batterie, intrusioni) e manutenzione predittiva (tensioni, cicli batteria, assorbimenti anomali). Su barche premium, questo tipo di architettura sta diventando un elemento quasi obbligatorio, soprattutto per chi usa la barca in charter o la lascia in marina per periodi lunghi.

Manovrabilità: thruster, assetto e visibilità operativa

La manovra in porto è spesso il momento in cui una barca “si giudica” davvero. Su questa taglia, un bow thruster ben dimensionato e un set-up di trasmissione con eliche controrotanti rendono le manovre più pulite, soprattutto con vento al traverso. L’hardtop con apertura consente inoltre, quando necessario, di governare in piedi con migliore percezione degli ingombri: non è un dettaglio, è un vantaggio operativo reale.

Design e architettura degli spazi: coperta sportiva, fruibilità continua e sicurezza walkaround

Pozzetto: socialità vera, non “decorativa”

La Focus Power 36 lavora su un’idea precisa: pozzetto compatto ma funzionale, con una grande area prendisole e una dinette a U, più una cucina esterna che non si limita al “wet bar”, ma propone una vera zona di preparazione e servizio. Questa scelta è intelligente perché sposta la vita quotidiana sopra coperta, dove la barca esprime al massimo la sua vocazione estiva.

La presenza di camminamenti laterali ampi e tientibene solidi è un tema di sicurezza: su molte barche sportive, la ricerca di volumetria del pozzetto sacrifica la percorribilità; qui, invece, la barca rimane usabile in navigazione, con passaggi sensati anche quando il mare si muove o quando a bordo ci sono ospiti non esperti.

Focus Power 36 – pozzetto – focus-motoryachts.com

Area “beach” e piattaforma: relazione con l’acqua

La tendenza contemporanea è trasformare la poppa in uno spazio “da spiaggia”: piattaforme estese, accesso facilitato al mare, supporto a sport acquatici. Su questa barca, la piattaforma può diventare un vero hub operativo, soprattutto se configurata in modo evoluto (ad esempio con movimentazioni idrauliche, quando previste). In chiave ingegneristica, l’importante è che la struttura dello specchio e i rinforzi siano dimensionati per i carichi dinamici (persone, tender, azioni ripetute di salita/discesa), senza affaticamenti prematuri.

Interni e vita a bordo: due cabine reali, luce naturale e funzionalità da weekend

Schema abitativo: due cabine + dinette, con posti letto effettivi

Sotto coperta troviamo una configurazione classica ma ben sfruttata: cabina di prua con letto matrimoniale generoso, cabina di poppa a tutto baglio (o quasi) con letto longitudinale e volumi sfruttati sotto il pozzetto, più una dinette che può contribuire a completare la capacità di pernottamento. In termini concreti, la barca è credibile per 4 persone (e, in alcune configurazioni, un quinto ospite “occasionale”).

La qualità percepita dipende molto dalla luce: finestrature di murata e aperture superiori riducono l’effetto “caverna” tipico di molte cruiser compatte. È un elemento progettuale importante perché aumenta comfort e, indirettamente, la permanenza a bordo: una barca luminosa si vive meglio, soprattutto in porto o in rada durante le ore calde.

Focus Power 36 – cabina armatoriale – focus-motoryachts.com

Cucina e servizi: essenzialità ben dimensionata

La cucina interna, integrata con quella esterna, risponde a un uso realistico: colazioni, pranzi rapidi, preparazioni leggere, senza pretendere di essere la cambusa di un 50 piedi. Il bagno, con doccia, segue i compromessi tipici della taglia: il punto non è inseguire il lusso da superyacht, ma offrire funzionalità pulita, buoni materiali e ventilazione corretta per evitare condense e odori.

Prestazioni in navigazione: comportamento dinamico e “sensazione al timone”

Stabilità, virate e controllo: cosa ci aspettiamo da una 6,5 t da oltre 40 nodi

La combinazione di deep-V e piedi poppieri ben settati dovrebbe tradursi in una barca capace di virate pulite e appoggio prevedibile. A velocità sostenute, la qualità si misura nella progressività: ingresso in curva senza incertezze, assenza di rimbalzi laterali, e capacità di mantenere la traiettoria anche quando il mare non è perfettamente regolare.

Un’impostazione “da guidare” implica che la barca non sia un salotto galleggiante: deve restituire feedback, ma senza diventare nervosa. In questo senso, la massa a secco non è un nemico: se correttamente distribuita, aiuta a “smorzare” e a dare solidità di comportamento, a patto di avere la potenza necessaria per sostenere la planata e mantenere margine in accelerazione.

Feedback di comandanti e periti: la barca è pensata per la navigazione attiva

Chi sale su una sport cruiser come questa cerca due cose: emozione e controllo. La Focus Power 36 tende a privilegiare proprio questo: posizione di guida alta, visibilità migliorabile con apertura superiore, e una coperta che resta funzionale anche mentre si procede. È una barca che, per impostazione, invita a macinare miglia costiere con ritmo, alternando trasferimenti veloci a soste in rada, senza la sensazione di “forzare” la piattaforma oltre il suo ruolo.

Layout

Focus Power 36 – layout – focus-motoryachts.com

Scheda tecnica sintetica (dati principali)

  • Modello: Focus Power 36
  • Lunghezza f.t. (LOA): 11,00 m
  • Lunghezza scafo: 10,67 m
  • Baglio massimo: 3,49 m
  • Dislocamento a secco: circa 6,5 t
  • Carburante: 550 L
  • Acqua dolce: 140–280 L (in base all’allestimento)
  • Portata persone: fino a 10
  • Cabine + salone: 2 + 1
  • Posti letto: 4 + 1
  • Categoria di progettazione: CE B
  • Architettura navale / Design: Tony Castro
  • Propulsione tipica: bi-motore entrofuoribordo con piedi poppieri (configurazioni variabili)
  • Prestazioni indicative: circa 35–50 nodi (in base alla motorizzazione)

Innovazione e ricerca: ibrido, alleggerimenti e pacchetti di qualità evoluta

Ibrido: riduzione impatto e nuova fruibilità “silenziosa”

L’ibridizzazione, in questa classe, non è un vezzo: risponde a regolamentazioni più stringenti, a sensibilità ambientale e a un desiderio crescente di comfort acustico. La possibilità di procedere a bassa velocità in modalità elettrica (o assistita) può migliorare l’esperienza in uscita/entrata dai porti e nelle aree a limitazione, riducendo vibrazioni e rumore percepito. La sfida ingegneristica è integrare il sistema senza penalizzare il baricentro e senza introdurre complessità ingestibile per l’armatore.

Qualità e alleggerimento: quando “premium” è anche struttura

Pacchetti di allestimento avanzati, con miglioramenti su laminazione, materiali e dotazioni, vanno letti anche in chiave strutturale: un alleggerimento intelligente (non “a caso”) può aumentare reattività e ridurre consumi, ma deve mantenere rigidità e margini di sicurezza. Se realizzato con criterio, è un beneficio doppio: prestazioni migliori e sensazione di solidità invariata (o superiore).

Mercato e concorrenza: dove si colloca davvero la Focus Power 36

Segmento e prezzo: tra produzione industriale e “semi-custom”

Il posizionamento della Focus Power 36 è ibrido anche commercialmente: non gioca sul prezzo d’attacco da grande serie, ma nemmeno su quello “da boutique estrema” tipico di brand ultra-limitati. La variabilità di configurazioni e allestimenti rende i listini molto elastici: l’unità può partire da livelli “entry” per la categoria e salire sensibilmente con motori top, finiture full-paint, impianti evoluti e pacchetti premium. L’approccio corretto è considerare la barca come una piattaforma: il prezzo è funzione diretta dell’ambizione dell’armatore.

Competitor diretti: cosa cambia rispetto ai “big” del 36–38 piedi

Nel confronto tecnico, la Focus Power 36 si distingue soprattutto per la combinazione di prestazioni di punta e abitabilità da weekender. Alcuni concorrenti tipici nel perimetro 36–38 piedi offrono ottimi layout e brand equity, ma spesso con velocità massime più contenute. Altri, invece, inseguono velocità elevate ma rinunciando a interni veri o privilegiando configurazioni open pure.

Un confronto ragionato può includere:

• Jeanneau Leader 36: più lunga e con capacità carburante simile, ottima fruibilità e gamma motori ampia; in genere privilegia equilibrio e comfort da crociera più che la ricerca del “50 nodi”.

• Bavaria S36: sport cruiser razionale, spesso più orientata a crociere costiere tranquille, con velocità massime tipicamente inferiori; punto di forza è l’approccio “value for money” di un grande costruttore.

• De Antonio D36: impostazione open moderna e molto votata al day-boating, con velocità importanti; punta su immagine e spazi esterni, spesso con soluzioni propulsive differenti e un layout più “Mediterraneo”.

• Fjord 38 Xpress: walkaround dall’impostazione day cruiser premium, spesso con fuoribordo e velocità elevate; filosofia più “open lounge”, meno “weekender con due cabine” nella lettura tradizionale.

In sintesi: la Focus Power 36 mira a essere più veloce di molte cruiser “classiche” e più abitabile di molte dayboat pure. È un incrocio che, oggi, ha un mercato reale.

Trend di settore: personalizzazione, digitalizzazione, efficienza

La direzione del segmento è chiara: più personalizzazione (materiali, colori, layout), più digitalizzazione (monitoraggio, reti di bordo, integrazione comandi) e maggiore attenzione all’efficienza, anche tramite alleggerimenti, carene ottimizzate e prime forme di ibrido. La Focus Power 36 intercetta questi trend senza rinunciare alla sostanza della barca planante: carena, potenza, stabilità, sicurezza in navigazione.

Immagini extra

Focus Power 36 – dinette – focus-motoryachts.com
Focus Power 36 – bagno – focus-motoryachts.com

Clientela target: a chi parla davvero questa barca

La Focus Power 36 non è “per tutti”, e questo è un bene. Parla a tre profili principali:

1) Armatori privati sportivi, che vogliono guidare, fare trasferimenti rapidi e avere una barca reattiva, ma pretendono due cabine vere per famiglia o ospiti.

2) Utilizzo “weekend premium”: marina-to-marina, rada diurna, notte a bordo, con attenzione al design e alle finiture.

3) Charter di lusso costiero, dove prestazione e immagine contano, ma serve anche una base abitabile credibile (cabine, bagno, zone d’ombra, cucina esterna funzionale).

Risultati, riconoscimenti e presenza: segnali di maturità del progetto

Un segnale interessante è la presenza del modello nelle shortlist e nelle candidature a premi di settore: per un costruttore non “di volume”, entrare in queste dinamiche significa farsi valutare non solo per estetica, ma per sostanza progettuale. Inoltre, l’ecosistema di versioni e pacchetti—con edizioni più curate e dotazioni di alto livello—è spesso indice di un prodotto che sta evolvendo e consolidando la propria identità sul mercato.

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Conclusioni: posizionamento e prospettive future

La Focus Power 36 è una barca che interpreta in modo moderno il concetto di sport cruiser: non sacrifica la navigazione sull’altare dell’arredo, ma non cade neppure nell’estremismo della dayboat senza compromessi. La deep-V e le propulsioni a piedi poppieri la rendono tecnicamente credibile per chi vuole andare forte e bene; l’hardtop, le vetrate e il layout sotto coperta la rendono vivibile oltre la gita giornaliera. In un mercato dove molte barche tendono ad assomigliarsi, il suo valore sta nella coerenza: design riconoscibile, piattaforma performante, configurabilità reale. Se il cantiere continuerà a investire su digitalizzazione e (dove sensato) ibrido, mantenendo al centro la qualità strutturale, la Power 36 può diventare un riferimento stabile tra le 36 piedi premium ad alte prestazioni.

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