Pardo E60: IPS 700 o 800, poppa da 41 mq e guida alla configurazione

Pardo E60 in navigazione visto dall’alto

Configurare un Pardo E60 significa decidere come dovranno lavorare insieme 18,08 metri di lunghezza, 33,2 tonnellate di dislocamento approssimativo, due IPS, tre cabine e una poppa capace di aprirsi fino a formare una piattaforma di 41 metri quadrati. Non è sufficiente scegliere la finitura del legno o il motore più potente: ogni opzione modifica pesi, assorbimenti, accessi e manutenzione. L’E60 è un night & day cruiser dalla vocazione Endurance, con carena pensata per procedere sia in dislocamento sia in planata e con predisposizione per future soluzioni ibride.

Questa guida adotta il punto di vista di chi deve definire una specifica, collaudarla e mantenerla. I dati indicati sono quelli dichiarati per il modello corrente; velocità, consumi e autonomia non vengono inventati e dovranno essere misurati sulla singola unità. Ogni accessorio è trattato come parte di un impianto: ciò che non è esplicitamente compreso nella configurazione scelta deve essere confermato dal cantiere e inserito in contratto con peso, potenza, interfacce e criteri di accettazione.

Identità tecnica: Endurance compatto, non walkaround ingrandito

L’E60 condivide la prua inversa e la relazione diretta con l’acqua tipiche di Pardo, ma sviluppa un programma diverso dalla gamma open. Il flybridge resta contenuto in altezza, il salone è protetto e il ponte inferiore offre tre cabine con tre bagni. Il modello deve poter sostenere trasferimenti lunghi a velocità controllata e, quando necessario, lavorare in planata. Questa doppia missione influenza carena, centraggio, dimensionamento dei serbatoi e scelta delle eliche. Per il proprietario significa che l’unità va collaudata su più regimi, non giudicata soltanto per la massima velocità o per il comfort in banchina.

Ruoli di progetto: che cosa verificare nel capitolato

Concept ed esterni sono attribuiti a Cantiere del Pardo, l’architettura navale a Davide Leone Yacht Design e gli interni a Nauta Design. Il capitolato dovrebbe conservare questa coerenza separando prestazioni dello scafo, ergonomia del ponte e realizzazione degli interni. Una modifica all’arredo può spostare pesi o sottrarre accesso a un impianto; un’antenna sul flybridge aumenta ingombro e massa in alto; una diversa scelta di tender influenza la poppa. Ogni personalizzazione va quindi descritta con disegno, distinta pesi, alimentazione, drenaggi e modalità di manutenzione.

Scheda di configurazione essenziale

Voce Configurazione dichiarata Controllo di accettazione
Lunghezza f.t. / scafo 18,08 / 16,43 m Verificare ingombri reali con appendici e accessori
Baglio massimo 5,12 m Compatibilità con posto barca e travel lift
Dislocamento 33,2 t circa Chiedere condizione di peso e distinta finale
Carburante / acqua 2.400 / 700 l Calibrazione livelli e capacità utilizzabile
Motori standard 2 × Volvo IPS 700 da 550 hp Numeri di serie, diagnostica e curve di collaudo
Motori opzionali 2 × Volvo IPS 800 da 600 hp Confronto a parità di peso e condizioni
Layout 2, entrambi Galley Up VIP matrimoniale oppure due letti singoli
Ospitalità 6 posti letto + 2 crew opzionali Controllare stivaggi, ventilazione e accessi
Capienza B14 / C16 Allineare dotazioni e mezzi collettivi all’impiego

Misure reali: il primo controllo prima dell’ordine

La lunghezza fuori tutto è 18,08 metri, mentre quella dello scafo è 16,43 metri. La differenza va mantenuta chiara in contratti, posto barca, trasporto e sollevamento. Il baglio di 5,12 metri sostiene la grande superficie di poppa, ma richiede verifica della luce utile del travel lift e della geometria delle cinghie. Il dislocamento di 33,2 tonnellate è indicato come approssimativo: prima della consegna occorre conoscere la condizione alla quale si riferisce e ricevere il peso aggiornato con motori, fluidi e optional installati.

Profilo del Pardo E60 al tramonto
La lunghezza fuori tutto è 18,08 metri, mentre lo scafo misura 16,43 metri.

Distinta pesi: il documento che lega tutte le opzioni

Il pieno di 2.400 litri di carburante e 700 litri d’acqua modifica sensibilmente la massa rispetto a una barca leggera. Si aggiungono persone, cambusa, catena, tender, batterie, stabilizzatore e dotazioni. La distinta deve indicare posizione longitudinale e verticale dei componenti principali, perché non conta soltanto quanto pesa un accessorio ma dove viene montato. Massa a poppa influenza l’assetto dei pod; massa sul flybridge incide sul rollio. La controlli di consegna dovrebbe confrontare il peso contrattuale con la configurazione effettiva e registrare i livelli dei serbatoi durante le prove.

Carena: collaudo su dislocamento, transizione e planata

La carena è descritta come adatta a lavorare sia in dislocamento sia in planata, con un flybridge leggero e basso. Il test deve quindi coprire almeno tre aree: bassa velocità, transizione e crociera planante. Per ciascun punto vanno annotati regime, velocità, consumo orario, consumo per miglio, assetto, visibilità e rumorosità. Non si deve presumere che il regime più lento sia sempre il più efficiente sulla distanza. Carico, mare, vento, pulizia della carena e configurazione delle eliche devono essere documentati, così da rendere la prova ripetibile e utile per la pianificazione.

IPS 700 o IPS 800: una decisione di missione

La dotazione standard prevede due Volvo IPS 700 da 550 hp ciascuno; in opzione sono indicati due IPS 800 da 600 hp. La differenza complessiva è di 100 hp, ma il confronto serio considera curve di coppia, peso finale, rendimento e margine al carico abituale. Chi naviga con tender, dotazioni e serbatoi spesso pieni può privilegiare riserva; chi utilizza l’E60 a velocità controllata deve verificare che la potenza superiore produca un vantaggio misurabile nel proprio profilo. Il contratto dovrebbe fissare eliche, software, strumentazione e condizioni della prova di accettazione.

Pardo E60 in navigazione laterale
La scelta tra IPS 700 e IPS 800 va verificata a parità di peso e condizioni.

Joystick e manovre: procedura prima dell’assistenza

La spinta orientabile dei pod rende intuitive molte manovre, ma vento, inerzia e superficie laterale restano quelli di un 18 metri da oltre 33 tonnellate. La sequenza di verifiche deve includere passaggio tra le postazioni, risposta dei comandi, allarmi, telecamere e comunicazione con chi gestisce cime e parabordi. Va provata anche la manovra senza affidarsi a una singola assistenza, conoscendo le procedure previste in caso di anomalia. Un joystick efficiente riduce il carico di lavoro; non corregge automaticamente un piano di ormeggio sbagliato né sostituisce la conoscenza degli spazi ciechi.

Pod e protezione subacquea: piano di manutenzione dedicato

Gli IPS integrano sterzo, trasmissione e scarico in unità immerse. L’ispezione comprende eliche, anodi, guarnizioni, tenute, lubrificanti, giochi e segni di urto. Le scadenze dipendono da ore e calendario e devono comparire nel registro dell’unità. In caso di contatto col fondo non basta sostituire una pala: occorre verificare geometria, allineamento e diagnostica. Anche sollevamento e invaso devono rispettare punti e distanze compatibili con i pod. Il proprietario dovrebbe conoscere in anticipo centro assistenza, disponibilità ricambi e tempi tipici di fermo nella propria area di navigazione.

Predisposizione ibrida: domande precise, niente aspettative indefinite

L’E60 è descritto come predisposto a motorizzazioni ibride. La specifica non equivale a dire che ogni unità possa essere convertita senza modifiche o che esista una prestazione elettrica già definita. Prima dell’ordine bisogna chiedere quali volumi, pesi, raffreddamenti, passaggi e interfacce siano riservati. Le apparecchiature aggiunte in seguito non devono occupare quelle zone. Se si considera un sistema ibrido effettivo, occorrono documentazione elettrica, strategia antincendio, gestione termica e responsabilità di integrazione chiaramente assegnate.

Carburante: calibrare 2.400 litri e pianificare la riserva

Il volume nominale va distinto da quello utilizzabile. Forma dei serbatoi, assetto, fondo non pescabile e tolleranza degli indicatori possono ridurre il combustibile disponibile. La consegna deve includere calibrazione dei livelli e prova degli allarmi, possibilmente con più punti di riempimento noti. L’autonomia si calcola solo dopo aver misurato il consumo per miglio nella configurazione reale e aver sottratto una riserva coerente con tratta, meteo e porti alternativi. Registrare rifornimenti, ore e miglia crea nel tempo una curva più affidabile di qualsiasi valore generico.

Sala macchine: controllare accessi prima di aggiungere componenti

Filtri, separatori, giranti, cinghie, scambiatori, valvole e livelli devono essere raggiungibili senza smontare arredi o apparati estranei. La verifica si esegue immaginando un intervento con motori caldi: illuminazione, ventilazione, pavimento, tientibene e vie di uscita assumono un valore concreto. Generatore, stabilizzazione o accumuli aggiuntivi non devono bloccare la rimozione dei componenti principali. Sensori di sentina, rilevazione incendio, estinzione fissa e arresti del combustibile vanno provati e identificati. Fotografie e schema della sala macchine consegnata aiutano a riconoscere modifiche future.

Pardo E60 visto dall’alto con terrazze aperte
Le terrazze e la piattaforma idraulica formano una superficie poppiera dichiarata di 41 metri quadrati.

Bilancio elettrico in tre scenari

La configurazione dovrebbe essere verificata in navigazione, in rada e durante una notte completa. Per ciascuno scenario si elencano carichi continui, intermittenti e di spunto: climatizzazione, cucina, frigoriferi, pompe, elettronica, intrattenimento e illuminazione. Il generatore deve lavorare senza lunghi periodi a carico troppo basso, mentre inverter e batterie devono sostenere le utenze previste senza superare correnti o temperature. Un eventuale pacco al litio richiede sistema di gestione, sezionamento, protezione e compatibilità con alternatori e caricabatterie. La capacità nominale non sostituisce un bilancio firmato e verificabile.

Acqua dolce: 700 litri, autonomia alberghiera e dissalatore

I 700 litri d’acqua possono essere adeguati o limitanti a seconda di persone, docce, lavaggi e permanenza in rada. La sequenza di verifiche deve controllare livelli, autoclavi, accumuli, boiler, perdite e qualità del serbatoio. Un dissalatore può essere coerente con la missione Endurance, ma la sua disponibilità specifica va confermata. Se installato, servono prefiltri raggiungibili, circuito di lavaggio, conservazione e scarico corretto. Pompa principale e ricambio devono essere facilmente sostituibili, mentre le linee vanno etichettate in modo da isolare un guasto senza interrompere tutta la barca.

Acque nere, grigie e prese a mare

Tre bagni, cucina e servizi producono flussi che richiedono serbatoi, ventilazioni, indicatori e valvole affidabili. Prima della consegna si riempiono e svuotano i circuiti, si osservano raccordi e si controllano odori o ritorni. Le prese a mare devono essere accessibili, identificate e azionabili con arredi montati. Fascette, passaggi e protezioni anti-sfregamento vanno ispezionati nei punti nascosti. Se è presente un trattamento o una configurazione particolare, il manuale deve distinguere modalità consentite e operazioni portuali, evitando che l’uso dipenda dalla memoria di un solo membro dell’equipaggio.

Poppa da 41 metri quadrati: configurazione e interblocchi

Le due terrazze abbattibili e la piattaforma idraulica formano una superficie di 41 metri quadrati a contatto con l’acqua. La prova deve verificare attuatori, guarnizioni, chiusure, sensori, drenaggi e interblocchi, ripetendo i cicli senza persone sulle parti mobili. Il sistema va testato anche con tender e accessori nella posizione prevista. Le terrazze aperte cambiano i percorsi e la protezione laterale: occorre definire quando possono essere utilizzate e chi controlla l’area. Una procedura manuale di emergenza deve essere disponibile e comprensibile, non soltanto citata nel manuale.

Zona poppiera e terrazze del Pardo E60
Attuatori, chiusure, drenaggi e interblocchi della poppa richiedono prove ripetute.

Piattaforma idraulica: tender, carichi e immersione

La piattaforma è parte della zona living e può partecipare alla movimentazione del tender, ma il limite di peso deve essere documentato per la configurazione concreta. Lunghezza, larghezza, motore, carburante e attrezzature del tender vanno considerati insieme. I punti di fissaggio devono trattenere il carico in navigazione senza ostacolare passerella, accessi o scarichi. La prova include salita, discesa, arresti, sincronismo e funzionamento dell’emergenza. Un accessorio apparentemente compatibile per dimensione può risultare troppo pesante o spostare eccessivamente il baricentro verso poppa.

Flybridge: scelta degli accessori con limite di quota

Il flybridge può accogliere divani, prendisole, frigorifero e seconda postazione di guida; un bimini è indicato come richiedibile. La disponibilità e la composizione vanno definite nel capitolato. Massa, vento e ingombro verticale devono essere calcolati con antenne e coperture installate. Scarichi, superfici antiscivolo, tientibene e accesso alla scala si provano bagnati. Un frigorifero aggiunge linea elettrica e ventilazione; una seconda plancia richiede rete dati e alimentazione ridondata. Il vantaggio del flybridge leggero si preserva evitando sovraccarichi casuali e arredi non certificati.

Prendisole di prua del Pardo E60
Il ponte walkaround collega la prua senza attraversare gli ambienti interni.

Prua e passavanti: sequenza di verifiche di sicurezza in movimento

Il walkaround permette di raggiungere la zona prodiera con sedute, prendisole e tavolo retrattile. Durante il collaudo si percorrono i passavanti con barca inclinata, controllando parapetti, tientibene, gradini, antiscivolo e drenaggi. Cuscinerie e tavoli non devono impedire l’accesso a bitte o salpa ancora. Il gavone della catena richiede scarico, separazione dagli interni e possibilità di intervento manuale. La massa di ancora e catena va inclusa nel centraggio; aumentarla senza verifica può incidere sull’assetto e sulla capacità del salpa ancora.

Main deck Galley Up: cucina, terrazze e percorsi di servizio

Entrambi i layout dichiarati mantengono la cucina sul ponte principale. Le grandi finestre apribili verso le murate e la porta pieghevole collegano dinette e pozzetto, facilitando il servizio alle terrazze. La prova deve controllare blocchi di cassetti e apparecchi, ventilazione, piani di appoggio, prese protette e passaggi con ospiti seduti. Le aperture laterali richiedono guarnizioni e drenaggi efficaci. La continuità visiva con l’esterno è un pregio, ma aumenta il carico solare: tende, vetri e distribuzione della climatizzazione devono funzionare insieme.

Cucina Galley Up del Pardo E60
Entrambi i layout mantengono la cucina Galley Up sul ponte principale.

Plancia interna: porta laterale e gestione dell’ormeggio

La porta accanto alla postazione interna consente allo skipper di raggiungere il passavanti durante l’ormeggio senza attraversare gli spazi degli ospiti. Va provata con mare formato e con la seduta nelle diverse regolazioni, verificando chiusura, drenaggio e assenza di interferenze. Display, radar, AIS, pilota, motori e livelli devono presentare allarmi coerenti. La visibilità si valuta con luce radente, tergicristalli attivi e persone nelle zone prodiera e poppiera. Le telecamere sono utili se posizionate, illuminate e pulibili; non sostituiscono una visuale diretta ben progettata.

Layout A: VIP matrimoniale

La configurazione standard indicata prevede Galley Up, tre cabine e tre bagni, con letto matrimoniale nella VIP prodiera. È adatta a coppie, ma l’uso reale dipende da accesso ai lati, altezza, stivaggi e ventilazione. La prova non si limita a sdraiarsi: si aprono armadi e pannelli, si verifica l’oscuramento, si ascoltano pompe e salpa ancora e si controllano vie di fuga. Materassi e arredi devono poter essere rimossi per raggiungere gli impianti. La cabina resta parte di un sistema, non una fotografia di catalogo.

Salone e plancia interna del Pardo E60
La plancia interna deve integrare motori, navigazione, livelli e allarmi con priorità leggibili.

Layout B: VIP con due letti singoli

Il secondo layout mantiene cucina alta, tre cabine e tre bagni ma dispone la VIP con due letti singoli. La scelta cambia flessibilità per ospiti, charter familiare o equipaggio aggiuntivo, senza modificare il numero dichiarato di cabine. Vanno controllati spazio tra i letti, accesso agli stivaggi, larghezza dei passaggi e possibilità di utilizzare entrambi i posti senza interferire con la porta. Se si desidera una trasformazione in matrimoniale, deve essere progettata e inclusa nella specifica: cuscini improvvisati o pannelli non fissati possono diventare pericolosi in navigazione.

Suite armatoriale a tutto baglio

La cabina armatoriale è collocata a centro barca, dove sfrutta il baglio massimo superiore a cinque metri. La posizione può ridurre le accelerazioni verticali rispetto alle estremità, ma va valutata insieme a rumore e calore dei locali tecnici. Durante l’accettazione si provano climatizzazione, oscuramento, prese, ventilazione e servizi con generatori e pompe attivi. Divano, vanity e armadi devono lasciare accessibili ispezioni e valvole. I grandi vetri di scafo richiedono controllo di sigillature, condensa e protezioni interne.

Suite armatoriale del Pardo E60
La suite armatoriale centrale sfrutta il baglio massimo superiore a cinque metri.

Cabina equipaggio opzionale: autonomia gestionale reale

La capacità dichiarata è di sei posti letto, più due crew opzionali. La cabina equipaggio poppiera dispone di accesso esterno separato e bagno: una soluzione che tutela privacy, ma che deve essere valutata per ventilazione, sicurezza e accesso in diverse condizioni del mare. Se l’armatore conduce personalmente, il vano può comunque influire su valore e flessibilità; non va trasformato in deposito senza verificare carichi e vie di uscita. Dotazioni, climatizzazione e comunicazioni con il resto della barca devono comparire nel capitolato.

Comfort acustico: provare motori e servizi separatamente

La silenziosità dichiarata va verificata distinguendo rumore propulsivo, strutturale, aerodinamico e degli impianti. Si ascoltano cabine e salone a più regimi, quindi si ripete la prova con generatori, climatizzazione, autoclavi e pompe. Supporti elastici, giunti e materiali fonoassorbenti risolvono problemi diversi. Vibrazioni anomale possono dipendere da eliche, allineamenti o pannelli; non vanno coperte con ulteriore isolamento prima della diagnosi. La misura più utile è comparativa e ripetibile, con condizioni annotate, non un singolo valore privo di contesto.

Climatizzazione e grandi superfici vetrate

Le aperture e le vetrate costruiscono il rapporto con il mare, ma aumentano l’apporto solare. Il collaudo climatico deve avvenire con sole pieno, porte chiuse e cabine occupate, registrando temperatura, umidità, distribuzione dell’aria e condensa. Griglie e filtri devono essere accessibili; le pompe acqua mare e gli scarichi vanno ispezionati. Tende e schermature riducono il carico senza aggiungere potenza. Un impianto sovradimensionato ma mal distribuito può creare cicli brevi e zone fredde, mentre uno sottodimensionato resta continuamente al massimo.

Accessori: matrice di compatibilità prima dell’acquisto

Stabilizzazione, dissalatore, batterie al litio, inverter, comunicazioni satellitari, telecamere, passerella, tender e illuminazione subacquea possono essere coerenti con l’E60, ma vanno confermati come disponibilità nella configurazione scelta. Per ogni voce si registrano peso, posizione, potenza, protezione, raffreddamento, drenaggio, accesso e ricambi. Lo stabilizzatore assorbe energia e volume; il dissalatore richiede filtri e conservazione; il tender grava sulla poppa; le antenne pesano in alto. La matrice evita incompatibilità e consente di aggiornare il bilancio elettrico e la distinta pesi prima della costruzione.

controlli di consegna: documenti, secco, banchina e mare

La sequenza minima parte da certificazione, manuali, numeri di serie, schemi, distinta pesi e lista degli optional. A secco si controllano scafo, pod, eliche, prese a mare e finiture. In banchina si provano batterie, generatori, protezioni, acqua, scarichi, climatizzazione, terrazze e piattaforma. In mare si eseguono avviamento a freddo, diagnostica, allarmi, sterzo, manovre e tabella dei regimi con carico noto. Alla fine ogni difetto riceve responsabile, termine e criterio di chiusura; la semplice promessa di correzione non sostituisce una nuova verifica.

Bagno del Pardo E60
Tre bagni richiedono circuiti, ventilazioni e valvole accessibili e identificati.

Manutenzione: pianificare per stagione e ore

Il programma combina scadenze dei D8, degli IPS, del generatore, delle batterie e degli impianti alberghieri. Oli, filtri, giranti, refrigeranti, scambiatori, anodi, tenute, pompe e dispositivi antincendio hanno intervalli distinti. Terrazze, piattaforma, porte, guarnizioni e bimini richiedono lavaggio, lubrificazione e controllo dei fissaggi. Il registro deve includere aggiornamenti software e anomalie intermittenti. Prima di una lunga tratta si controllano ricambi, attrezzi e centri assistenza. La manutenzione documentata protegge affidabilità e valore residuo, soprattutto su un’imbarcazione ricca di sistemi integrati.

Giudizio finale: l’E60 va ordinato come sistema

Il Pardo E60 offre un’impostazione precisa: 18,08 metri, baglio di 5,12, 33,2 tonnellate circa, due livelli IPS, 2.400 litri di carburante, tre cabine e una poppa espandibile da 41 metri quadrati. La scelta tra VIP matrimoniale e letti singoli rende il layout flessibile senza moltiplicare varianti confuse. Il suo potenziale emerge quando pesi, energia, tender, accessori e manutenzione sono decisi insieme. La configurazione corretta non è quella più ricca, ma quella che supera un collaudo misurabile e resta accessibile, documentata e sostenibile per il proprietario durante anni di utilizzo.

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