Standard, Explorer o Flybridge: la piattaforma da 21,95 metri mette insieme velocità al vento reale, carico e abitabilità oceanica.

Verdetto in breve
Gunboat 72 è destinato a velisti che comprendono numeri polari, carichi e manutenzione del carbonio. Può essere una straordinaria bluewater veloce, ma non deve essere allestita come un catamarano da charter: la disciplina sul peso è parte del progetto.
Numeri di riferimento
| Lunghezza | 21,95 m |
|---|---|
| Baglio | 9,40 m |
| Dislocamento standard | 23,5 t |
| Dislocamento massimo | 31 t |
| Albero standard | 25 m |
| Versioni | 72, Explorer, Flybridge |
| Costruzione | Composito di carbonio |
| Progetto | VPLP Design |
I dati di targa sono riferimenti di progetto. Il test deve specificare persone, liquidi, dotazioni e condizioni: una velocità o un’autonomia senza assetto e riserva non è un dato ripetibile.
Analisi componente per componente
Struttura in carbonio
Scafi e strutture leggere consentono dislocamenti da 23,5 tonnellate nella versione standard. Il carbonio offre rigidezza ma richiede controlli mirati: attacchi di albero, derive, timoni e traverse devono essere ispezionati per impatti e delaminazioni, con metodi compatibili e tracciabilità delle riparazioni.
Tre configurazioni
Standard, Explorer, Flybridge e interpretazione Regatta non sono semplici pacchetti estetici. Cambiano massa, centro di gravità, altezza dell’albero e organizzazione della manovra. La Flybridge arriva a circa 26 tonnellate standard e albero da 29 metri; la base dichiara 25 metri.
Derive profonde
Nella documentazione della piattaforma precedente le appendici portavano il pescaggio fino a circa 4,6 metri, contro 1,7 circa con derive alte. Il dato esatto va confermato sulla specifica ordinata. Casse, fuse, sollevamento e protezione in caso d’urto sono nodi primari su un performance cat.
Rig da prestazione
La versione Regatta può adottare albero rotante, piano velico maggiore e derive dedicate. Ogni incremento di potenza aumenta carichi su sartie, traverse, winch e timoni. Load sensor, calibrazione strumenti e limiti operativi devono essere consegnati insieme alle polari.
Impianti e peso
Un performance cruiser perde carattere se generatori, batterie, water toy e finiture vengono aggiunti senza controllo. Ogni optional deve avere massa e posizione. Il limite massimo dichiarato non è un obiettivo di allestimento: serve margine per equipaggio, acqua, carburante e attrezzatura offshore.
Ergonomia di manovra
La conduzione deve consentire visibilità delle vele, comunicazione tra timoniere e grinder e accesso sicuro alle scotte. Sul flybridge aumentano visuale e separazione sociale, ma anche distanza dagli impianti. Arresti, rilascio dei carichi e timoneria d’emergenza devono essere provati.

Motore, trasmissione e risposta
La prestazione nasce prima di tutto dalla capacità di navigare alla velocità del vento già da circa otto nodi di reale. Rig, vele laminate, winch e gestione dei carichi sono un sistema unico; la versione Regatta aggiunge albero rotante, rig maggiorato e derive più profonde. I motori ausiliari, l’idraulica e il banco servizi devono essere leggeri ma ridondanti, perché una barca veloce copre grandi distanze tra i punti di assistenza.
Nel sea trial annoteremmo giri, nodi, consumo, temperatura, rumorosità e vibrazione a intervalli stabili. Proveremmo anche manovra degradata, arresti e comandi locali. Elettronica e joystick aumentano precisione, ma non devono nascondere differenze meccaniche tra i due lati o un assetto scorretto.
Configurazioni disponibili: come scegliere
L’Explorer è più coerente per un armatore che vuole oceano e autonomia; la Regatta richiede equipaggio, manutenzione e cultura dei carichi. Il Flybridge migliora vita a bordo ma modifica centro di gravità: la scelta deve precedere il piano di vele e l’inventario impiantistico.
La scelta va fatta prima di dimensionare batterie, generatore, serbatoi e stivaggi. Cambiare layout o propulsione a capitolato avanzato può lasciare impianti sovra o sottodimensionati, oppure concentrare massa dove la carena la tollera meno.
Accessori e servizi di bordo
Pacchetto Explorer con autonomia e protezioni aggiuntive
Nel capitolato vanno dichiarati marca, modello, peso installato e posizione. Occorre inoltre identificare alimentazione, protezione e accesso per lo smontaggio: il nome commerciale dell’optional, da solo, non permette di valutarne integrazione e manutenzione.
Flybridge con albero e pesi coerenti
La verifica non finisce con l’accensione in banchina. Il componente va provato con motore, generatore o rete servizi nelle condizioni previste, annotando assorbimento e allarmi. Comandi locali e procedura di emergenza devono comparire nella documentazione di bordo.
Rig Regatta con albero rotante e load sensor
Questa voce modifica la configurazione operativa e può spostare masse o carichi elettrici. Prima dell’ordine servono uno schema, il dato di consumo e l’interferenza con gavoni, passaggi e attrezzature già previste. Va poi aggiunta al piano dei ricambi.
Strumentazione vento calibrata e software polari
L’installazione deve conservare ispezionabilità di valvole, filtri, fissaggi e cablaggi vicini. Chiederemmo anche quale assistenza possa intervenire nelle aree frequentate e quale sia la modalità utilizzabile se sensore, display o attuatore non è disponibile.
Doppio autopilota, radar e comunicazioni satellitari
Il beneficio è reale soltanto se equipaggio e impianto possono sostenerlo. Nel collaudo si misura il funzionamento continuativo, non una dimostrazione di pochi secondi; nel manuale devono risultare limiti, manutenzione e condizioni che impongono di non utilizzarlo.
Inventario pesi aggiornato per ogni optional
Prima della consegna questa dotazione va inserita nell’inventario tecnico con matricola, schema e parti soggette a usura. Il peso completo comprende staffe, cavi, fluidi e accessori: è il valore completo, non quello del solo apparecchio, che entra nel bilancio della barca.

Layout, ergonomia e impianti nascosti
La 72 standard bilancia salone sul bridgedeck e pozzetto; Explorer chiude parte del pozzetto prodiero per aumentare gli interni; Flybridge porta albero da 29 metri, dislocamento maggiore e una seconda zona di conduzione. Ogni scelta modifica deriva al vento, baricentro e comunicazione tra timoniere e manovratori. Ufficio, family room, desalinizzatore e connettività satellitare sono utili soltanto se inseriti nel peso obiettivo.
Apriremmo tutti i pannelli per identificare prese a mare, pompe, valvole, filtri e connessioni. Verificheremmo drenaggi con acqua, ventilazione con ambienti chiusi e possibilità di raggiungere le dotazioni d’emergenza in configurazione notte e giorno.
Checklist del perito per questo modello
Nel controllo pre-acquisto o nel collaudo di consegna non ci limiteremmo alla finitura visibile. Su questo modello metteremmo per iscritto almeno questi punti:
Ultrasuoni o metodi appropriati sui nodi in carbonio
Il punto va documentato con fotografia, condizione iniziale e risultato dopo la prova. Se emergono giochi, perdite o valori diversi tra i lati, la causa deve essere isolata prima dell’accettazione.
Casse derive, fuse e sistemi di sollevamento
Non basta una verifica statica: serve un ciclo completo nelle condizioni operative e un secondo controllo a caldo. Rumore, temperatura, assorbimento o pressione anomali devono diventare una misura, non un’impressione.
Allineamento e giochi dei timoni
Chiederemmo accesso fisico, schema e procedura di isolamento. Il componente deve poter essere raggiunto con gli arredi montati e senza rendere indisponibile un’altra funzione essenziale della barca.
Calibrazione dei carichi e della strumentazione vento
Il verbale deve distinguere usura ordinaria, regolazione e difetto. Per ogni anomalia vanno indicati ricambio, ore di lavoro, eventuale alaggio e conseguenze sull’impiego fino al ripristino.
Dislocamento reale e posizione delle masse aggiunte
Il risultato va confrontato con la configurazione consegnata e con lo storico di manutenzione. Software, tarature o modifiche successive devono essere registrati insieme a data e soggetto che ha eseguito l’intervento.
Il controllo generale comprende inoltre documentazione CE, matricole, storico dei lavori, protezione antincendio, batterie, sentine e prove di isolamento dove pertinenti. Le anomalie devono essere quantificate in ore, ricambi e fermo barca, non descritte con un generico “da rivedere”.
Piano di manutenzione ragionato
Prima di ogni uscita
Il controllo rapido deve includere ultrasuoni o metodi appropriati sui nodi in carbonio e casse derive, fuse e sistemi di sollevamento. Livelli, sentine, allarmi e dotazioni di sicurezza si verificano prima di avviare, quando un’anomalia può ancora essere corretta senza pressione operativa.
Dopo navigazione o impiego gravoso
Sale, calore e vibrazioni rendono prioritari allineamento e giochi dei timoni e calibrazione dei carichi e della strumentazione vento. Il risciacquo non deve spingere acqua nei connettori; le ispezioni a caldo vanno svolte rispettando protezioni e tempi di raffreddamento.
Tagliando stagionale
Oltre ai cicli prescritti dal costruttore, inseriremmo dislocamento reale e posizione delle masse aggiunte nel verbale annuale. Fotografie, analisi dei fluidi quando pertinenti, log degli allarmi e ore di funzionamento permettono di leggere una tendenza prima che diventi fermo barca.
A chi serve davvero
Gunboat costruisce in carbonio con stampi femmina e tolleranze strette per controllare peso e allineamento. Su un catamarano performance, 7,5 tonnellate tra dislocamento standard e massimo non sono un invito a riempire i gavoni: sono il margine dentro cui preservare linee d’acqua e accelerazione. Le derive profonde sviluppano portanza di bolina e devono poter essere sollevate in condizioni o fondali che aumentano il rischio d’urto.
La configurazione riuscita è quella che mantiene margine: di carico, energia, autonomia e accessibilità. È questo margine, più del dato massimo, che distingue una barca piacevole in esposizione da una barca convincente dopo molte stagioni.
