Nove metri in alluminio, doppio 300 CV e categoria B: analizziamo perché ADV 9 è più vicino a un fast cruiser che a un RIB tradizionale.

Verdetto in breve
ADV 9 è adatto a chi vuole un mezzo rapido e robusto per trasferimenti esposti, con possibilità di pernottare. Il doppio 300 CV è coerente con uso offshore; il singolo 450 con giornate veloci e manutenzione più semplice.
Numeri di riferimento
| Lunghezza | 9,20 m |
|---|---|
| Baglio | 3,27 m |
| Peso barca | 3.300 kg |
| Motori | singolo 450 o 2 × 300 CV |
| Velocità massima | 50 nodi |
| Autonomia dichiarata | 250 miglia |
| Carburante | 450 l |
| Categoria | CE B + C |
I dati di targa sono riferimenti di progetto. Il test deve specificare persone, liquidi, dotazioni e condizioni: una velocità o un’autonomia senza assetto e riserva non è un dato ripetibile.
Analisi componente per componente
Crossover in alluminio
Il nove metri usa struttura saldata e tubolari come protezione laterale. Cordoni, specchio di poppa, isolamento dei metalli e anodi devono essere verificati. L’alluminio tollera uso intenso ma una vite incompatibile o corrente dispersa può creare danni localizzati difficili da vedere sotto rivestimenti.
Scelte di propulsione
È previsto un singolo fino a 450 CV oppure due fino a 300 ciascuno. Il singolo riduce peso e manutenzione; la coppia offre ridondanza e controllo, ma carica la poppa. Lunghezza gambo, altezza, eliche e batterie devono essere definite con il cantiere.
Prestazione
Sono indicati 50 nodi e fino a circa 250 miglia. Non sono necessariamente ottenuti nello stesso assetto. Con 450 litri, la misura utile è litri per miglio a più regimi e con cabina equipaggiata; una riserva prudente deve coprire vento, onda e deviazione.
Omologazione B/C
La portata cambia: otto persone in categoria B, dodici in C. Non è solo burocrazia, ma condizione di progetto e carico. Equipaggio, bagagli e dotazioni devono rispettare la configurazione dichiarata; non si usa automaticamente il numero maggiore in ogni navigazione.
Cabina
L’ADV9 porta il concetto RIB verso un cabin crossover. Cuccette, toilette e servizi vanno valutati su ventilazione, drenaggio e capacità delle acque nere. Le superfici interne non devono nascondere accessi a serbatoio, pompe e fissaggi della console.
Quattro punti di sollevamento
I punti dedicati facilitano movimentazione, ma richiedono brache, angoli e portate corretti. Il peso operativo di 3.300 kg cresce con motori, 450 litri, batterie e dotazioni. Il piano di sollevamento deve usare il peso reale, non quello nudo di catalogo.

Motore, trasmissione e risposta
La scelta è tra un singolo 450 CV e due fuoribordo da 300. Il singolo pesa e costa meno, offre però una sola linea propulsiva; il doppio aumenta spinta, manovrabilità e ridondanza, ma porta massa e consumi a poppa. I 50 nodi dichiarati e 250 miglia di autonomia non appartengono necessariamente allo stesso regime. Elica, altezza, carico e trim devono essere provati con la barca nell’assetto reale.
Nel sea trial annoteremmo giri, nodi, consumo, temperatura, rumorosità e vibrazione a intervalli stabili. Proveremmo anche manovra degradata, arresti e comandi locali. Elettronica e joystick aumentano precisione, ma non devono nascondere differenze meccaniche tra i due lati o un assetto scorretto.
Configurazioni disponibili: come scegliere
Il doppio motore è coerente con trasferimenti lontani e manovra, ma due 300 CV spingono peso e costo. Per uso costiero il singolo 400-450 può essere più pulito. La decisione va presa insieme a cabina, batterie e serbatoi, perché tutti gravano sulla poppa.
La scelta va fatta prima di dimensionare batterie, generatore, serbatoi e stivaggi. Cambiare layout o propulsione a capitolato avanzato può lasciare impianti sovra o sottodimensionati, oppure concentrare massa dove la carena la tollera meno.
Accessori e servizi di bordo
Singolo 450 CV o doppio fino a 2×300
Nel capitolato vanno dichiarati marca, modello, peso installato e posizione. Occorre inoltre identificare alimentazione, protezione e accesso per lo smontaggio: il nome commerciale dell’optional, da solo, non permette di valutarne integrazione e manutenzione.
Toilette e servizi cabina con serbatoio adeguato
La verifica non finisce con l’accensione in banchina. Il componente va provato con motore, generatore o rete servizi nelle condizioni previste, annotando assorbimento e allarmi. Comandi locali e procedura di emergenza devono comparire nella documentazione di bordo.
T-top con radar e antenne su piastre strutturali
Questa voce modifica la configurazione operativa e può spostare masse o carichi elettrici. Prima dell’ordine servono uno schema, il dato di consumo e l’interferenza con gavoni, passaggi e attrezzature già previste. Va poi aggiunta al piano dei ricambi.
Doppio banco e monitoraggio dei consumi
L’installazione deve conservare ispezionabilità di valvole, filtri, fissaggi e cablaggi vicini. Chiederemmo anche quale assistenza possa intervenire nelle aree frequentate e quale sia la modalità utilizzabile se sensore, display o attuatore non è disponibile.
Salpancora, VHF DSC, AIS e sonar
Il beneficio è reale soltanto se equipaggio e impianto possono sostenerlo. Nel collaudo si misura il funzionamento continuativo, non una dimostrazione di pochi secondi; nel manuale devono risultare limiti, manutenzione e condizioni che impongono di non utilizzarlo.
Dotazione di sollevamento calcolata sul peso operativo
Prima della consegna questa dotazione va inserita nell’inventario tecnico con matricola, schema e parti soggette a usura. Il peso completo comprende staffe, cavi, fluidi e accessori: è il valore completo, non quello del solo apparecchio, che entra nel bilancio della barca.

Layout, ergonomia e impianti nascosti
Cabina, t-top, zone prendisole e coperta larga permettono weekend e attività sportive. Quattro punti di sollevamento aprono anche l’uso come tender di grande yacht, ma richiedono certificazione e procedure precise. Radar compatto, AIS, autopilota, VHF DSC, salpancora, frigorifero e toilette completano il fast cruiser. Se si installa litio, il caricatore dei fuoribordo deve essere compatibile con BMS e profilo di carica.
Apriremmo tutti i pannelli per identificare prese a mare, pompe, valvole, filtri e connessioni. Verificheremmo drenaggi con acqua, ventilazione con ambienti chiusi e possibilità di raggiungere le dotazioni d’emergenza in configurazione notte e giorno.
Checklist del perito per questo modello
Nel controllo pre-acquisto o nel collaudo di consegna non ci limiteremmo alla finitura visibile. Su questo modello metteremmo per iscritto almeno questi punti:
Corrosione galvanica e cordoni dello scafo
Il punto va documentato con fotografia, condizione iniziale e risultato dopo la prova. Se emergono giochi, perdite o valori diversi tra i lati, la causa deve essere isolata prima dell’accettazione.
Assetto e ventilazione con propulsione scelta
Non basta una verifica statica: serve un ciclo completo nelle condizioni operative e un secondo controllo a caldo. Rumore, temperatura, assorbimento o pressione anomali devono diventare una misura, non un’impressione.
Peso reale sui quattro punti di sollevamento
Chiederemmo accesso fisico, schema e procedura di isolamento. Il componente deve poter essere raggiunto con gli arredi montati e senza rendere indisponibile un’altra funzione essenziale della barca.
Conformità del carico per categoria B o C
Il verbale deve distinguere usura ordinaria, regolazione e difetto. Per ogni anomalia vanno indicati ricambio, ore di lavoro, eventuale alaggio e conseguenze sull’impiego fino al ripristino.
Accesso agli impianti dietro la cabina
Il risultato va confrontato con la configurazione consegnata e con lo storico di manutenzione. Software, tarature o modifiche successive devono essere registrati insieme a data e soggetto che ha eseguito l’intervento.
Il controllo generale comprende inoltre documentazione CE, matricole, storico dei lavori, protezione antincendio, batterie, sentine e prove di isolamento dove pertinenti. Le anomalie devono essere quantificate in ore, ricambi e fermo barca, non descritte con un generico “da rivedere”.
Piano di manutenzione ragionato
Prima di ogni uscita
Il controllo rapido deve includere corrosione galvanica e cordoni dello scafo e assetto e ventilazione con propulsione scelta. Livelli, sentine, allarmi e dotazioni di sicurezza si verificano prima di avviare, quando un’anomalia può ancora essere corretta senza pressione operativa.
Dopo navigazione o impiego gravoso
Sale, calore e vibrazioni rendono prioritari peso reale sui quattro punti di sollevamento e conformità del carico per categoria B o C. Il risciacquo non deve spingere acqua nei connettori; le ispezioni a caldo vanno svolte rispettando protezioni e tempi di raffreddamento.
Tagliando stagionale
Oltre ai cicli prescritti dal costruttore, inseriremmo accesso agli impianti dietro la cabina nel verbale annuale. Fotografie, analisi dei fluidi quando pertinenti, log degli allarmi e ore di funzionamento permettono di leggere una tendenza prima che diventi fermo barca.
A chi serve davvero
Il passaggio da ADV 7 a 9 non è un semplice ingrandimento. Tre tonnellate e tre, baglio di 3,27 metri e cabina spostano il progetto nella fascia dei cruiser veloci. La costruzione in alluminio offre resistenza agli urti e una struttura facilmente ispezionabile; richiede isolamento galvanico rigoroso tra scafo, motori, impianti e accessori inox. Sei camere d’aria mantengono la funzione protettiva dei tubolari.
La configurazione riuscita è quella che mantiene margine: di carico, energia, autonomia e accessibilità. È questo margine, più del dato massimo, che distingue una barca piacevole in esposizione da una barca convincente dopo molte stagioni.
