La Sardegna diventa hub nautico internazionale grazie al boom dei superyacht

Superyacht in movimento lungo le coste della Sardegna, con concentrati a Porto Cervo e Cala di Volpe
Superyacht in movimento lungo le coste della Sardegna, con concentrati a Porto Cervo e Cala di Volpe

La Sardegna si conferma un hub nautico internazionale, con un incremento del 30% dei superyacht nel 2026 rispetto al 2025. I dati presentati al Cannes Yachting Festival 2026 dal Centro Studi Cipnes Gallura–UniOlbia mostrano una crescita significativa del traffico nautico, con 3.176 superyacht rilevati tra giugno e agosto, un aumento del 9,97% rispetto al 2025. La presenza degli yacht si espande non solo nella Costa Smeralda, ma anche in aree come il golfo di Arzachena, Cannigione e Tavolara–San Teodoro, segnando una distribuzione più equilibrata del traffico. La crescita è stata del 38,1% a giugno, del 30,4% a luglio e del 25,4% ad agosto, con un picco di 2.039 MMSI unici nel solo mese di agosto.

La flotta dei superyacht e il peso del Made in Italy

La flotta dei superyacht in Sardegna si conferma di alto valore, con 56 unità che superano i 100 milioni di dollari, concentrando oltre 11,8 miliardi di dollari, il 61% del valore complessivo. Il valore totale stimato dei 291 superyacht analizzati raggiunge 19,2 miliardi di dollari, con una media di 66,8 milioni e una mediana di 30 milioni. Tra i 291 yacht, 106 sono stati costruiti in Italia, con marchi come Benetti, Perini Navi e Sanlorenzo che rappresentano un forte peso nella cantieristica nazionale. La lunghezza media dei superyacht analizzati è di 61,7 metri, con una fascia tra 40 e 59 metri che rappresenta il 42,3% del campione.

Un ulteriore 34% è compreso tra 60 e 89 metri, con 34 unità che superano i 90 metri, comprese nove gigayacht di almeno 120 metri. La presenza internazionale dei superyacht è confermata dal fatto che gli Stati Uniti sono il primo Paese associato alla proprietà, con 53 yacht, il 18,2% del totale. Seguono Italia, Regno Unito, Germania e Paesi Bassi. La crescita del traffico nautico si accompagna a un aumento del peso del Made in Italy, con un’importante presenza italiana nella costruzione e nella proprietà di questi yacht.

Un mercato internazionale e un’industria in crescita

La presenza dei superyacht in Sardegna non è solo un fenomeno turistico, ma un indicatore di potenziale industriale. L’analisi del Centro Studi ha incluso anche i settori economici associati ai proprietari, con finanza e investimenti che rappresentano il 14,4% del campione, mentre l’industria manifatturiera raggiunge il 12%. L’obiettivo è trasformare la presenza nautica in un sistema industriale del mare, con un focus su porti, refit, cantieristica e servizi. La sfida è costruire una rete stabile di infrastrutture, competenze e attività produttive, in linea con il Piano regionale di internazionalizzazione della nautica.

La Sardegna, attraverso il progetto sviluppato con il Politecnico di Milano, sta cercando di sviluppare una filiera di carburanti rinnovabili destinati alla nautica, con l’idea di produrre biometanolo attraverso la valorizzazione del biogas e delle risorse dell’economia circolare. Questo passaggio da destinazione nautica a sistema industriale del mare rappresenta un’opportunità per la regione, che deve ora concentrarsi su una crescita sostenibile e qualificata, in grado di attrarre investimenti e creare occupazione.

La crescita del traffico nautico in Sardegna ha un impatto economico significativo, con un valore complessivo stimato di 19,2 miliardi di dollari. La regione sta cercando di sfruttare questa opportunità per sviluppare un sistema industriale del mare, con un focus su infrastrutture, competenze e attività produttive. La presenza internazionale dei superyacht indica una domanda consolidata, ma la sfida è costruire una rete stabile di servizi e infrastrutture.

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