Razzi, fuochi a mano e fumogeni non si controllano con una sola domanda. La checklist deve distinguere quantità per fascia, tipo approvato, marcatura, quattro anni dalla fabbricazione, integrità, posizione e possibilità di recupero. Se una sola casella resta indefinita, la presenza fisica nel gavone non dimostra che la dotazione sia pronta.
Il decreto tecnico del 1999 definisce le prestazioni delle tre famiglie per il diporto. L’Allegato V aggiornato nel 2024 stabilisce quante unità servono e quando il LED può sostituire il fuoco a mano. Questa procedura traduce i due livelli in verifiche non invasive: nessuna accensione di prova, nessuno smontaggio e nessuna manipolazione non prevista.
1. Casella rotta: identifica la distanza massima
Segna una sola colonna: senza limite, entro cinquanta, dodici, sei o tre miglia, oppure una fascia inferiore. La scelta usa il punto più lontano dalla costa o dalla riva previsto dal viaggio. Non vale la distanza media e non basta che la maggior parte delle uscite resti vicino al porto.
Se l’itinerario cambia, la checklist viene ricostruita. Non si aggiunge un razzo “per prudenza” lasciando invariate le altre righe: si applica l’intera configurazione della nuova fascia e si verificano anche le restanti dotazioni.
2. Casella quantità: copia la matrice senza interpretazioni
Senza limite: due fumogeni, tre fuochi a mano, tre razzi. Entro cinquanta, dodici e sei miglia: due fumogeni, due fuochi e due razzi. Entro tre miglia: un fumogeno e due fuochi; la riga dei razzi non è prevista. Nelle colonne entro un miglio, trecento metri e acque interne queste tre famiglie non sono richieste dalla tabella.
Registra separatamente quantità richiesta e quantità disponibile. Un dispositivo scaduto, illeggibile o escluso per anomalia non entra nel totale attivo. La differenza rimane un blocco fino alla sostituzione fisicamente a bordo.

3. Casella tipo: non compensare una famiglia con un’altra
Il razzo a paracadute, il fuoco a mano rosso e il fumogeno galleggiante hanno funzioni e prestazioni diverse. La checklist contiene tre righe, non un totale generale di “segnali”. Una eccedenza di fuochi non colma un fumogeno mancante e un dispositivo elettronico non sostituisce liberamente tutte le categorie.
Etichetta gli alloggiamenti con nomi inequivocabili. Se più prodotti hanno involucri simili, il controllo parte dalla marcatura e non dal colore del cappuccio. L’equipaggio deve poter riconoscere il gruppo senza aprire o provare nulla.
4. Casella approvazione: verifica il modello concreto
I segnali devono corrispondere al prototipo approvato dall’Amministrazione. Sono ammessi anche tipi approvati per il diporto da Stati dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo. Un prodotto destinato a un altro impiego o privo di identificazione non viene accettato per somiglianza.
Conserva confezione, documento di acquisto e informazioni del fabbricante. Se l’approvazione non è dimostrabile, la casella resta aperta. La provenienza ufficiale riduce il rischio di dispositivi non riconoscibili e facilita gestione di scadenze o richiami.
5. Casella marcatura: leggi tutti i campi
Controlla nome e sede del fabbricante e dell’eventuale importatore, modello o sigla, istruzioni anche in italiano, data di fabbricazione ed estremi dell’approvazione con dichiarazione di conformità. Le indicazioni devono essere chiare, indelebili e leggibili.
Non riscrivere a mano una marcatura cancellata per considerare risolto il problema. Fotografa l’etichetta per il registro privato e proteggi l’involucro da sfregamento. Una fotografia precedente aiuta l’indagine, ma non rende leggibile il dispositivo al momento dell’emergenza.

6. Casella validità: calcola dalla fabbricazione
I segnali hanno validità di quattro anni dalla data di fabbricazione. Inserisci per ogni elemento data iniziale e fine validità, senza usare la data di acquisto. Se il lotto contiene date diverse, registra la scadenza più vicina e mantieni il dettaglio dei singoli dispositivi.
Imposta un preavviso che lasci tempo per approvvigionamento e restituzione dei vecchi articoli. Non aspettare l’ultimo giorno. Quando un dispositivo esce dal gruppo attivo, spostalo anche dall’inventario operativo affinché nessuno lo conteggi per errore.
7. Casella razzo: controlla i requisiti dichiarati
Il razzo deve avere involucro resistente all’acqua, istruzioni italiane o figure, accensione incorporata e una costruzione sicura quando impiegato secondo le istruzioni del fabbricante. La prestazione regolamentare prevede almeno trecento metri di altezza, segnale rosso a paracadute di almeno trentamila candele, almeno quaranta secondi e discesa non superiore a cinque metri al secondo.
Questi parametri si verificano nella documentazione e nell’approvazione, non con un lancio di prova. A bordo si controllano soltanto corrispondenza, involucro e leggibilità. Ogni esercitazione usa percorsi autorizzati e materiale destinato alla formazione.
8. Casella fuoco a mano: controlla durata e protezione
Il fuoco rosso deve avere involucro resistente all’acqua, istruzioni o figure e accensione incorporata. La prestazione minima è luce rossa uniforme di quindicimila candele per almeno un minuto; la prova di tipo prevede che continui dopo dieci secondi di immersione a cento millimetri.
Non immergere o accendere il dispositivo durante il collaudo di bordo. Verifica che l’involucro non presenti danni osservabili e che le istruzioni siano leggibili. Se la condizione è dubbia, escludilo dal totale attivo e chiedi indicazioni al canale competente.
| Controllo | Esito conforme | Blocco |
|---|---|---|
| Fascia | Colonna identificata | Rotta non definita |
| Quantità | Tre righe complete | Compensazioni tra tipi |
| Approvazione | Tipo dimostrabile | Prodotto generico |
| Marcatura | Tutti i dati leggibili | Etichetta abrasa |
| Validità | Quattro anni dalla fabbricazione | Calcolo dall’acquisto |
| Stivaggio | Protetto e accessibile | Umidità, calore o carico |
9. Casella fumogeno: controlla la funzione diurna
Il fumogeno galleggiante deve essere resistente all’acqua, avere istruzioni italiane o figure e non innescarsi in modo esplosivo quando usato correttamente. La prestazione prevista è fumo arancione altamente visibile per almeno tre minuti in acqua calma, senza fiamma, con galleggiabilità e continuità dopo l’immersione di prova.
La checklist lo identifica come fumogeno galleggiante, non come qualunque prodotto che genera fumo. Il controllo resta documentale e visivo. Una confezione deformata, corrosa o anomala viene segnalata senza tentare riparazioni.

10. Casella equivalenza LED: richiedi SOLAS MED
Il fuoco a mano può essere sostituito da un dispositivo a LED soltanto se conforme alla normativa SOLAS MED secondo le norme IMO emendate. La checklist allega la prova specifica del modello. Non accetta torce, strobo generici, luci di coperta o dispositivi personali come equivalenza automatica.
La sostituzione riguarda la riga del fuoco a mano, non fumogeni e razzi. Per il dispositivo LED si controllano anche alimentazione e manutenzione secondo istruzioni. Se la conformità non è leggibile o documentata, la casella resta negativa.
11. Casella stivaggio: ispeziona l’ambiente
Misura accessibilità, asciutto, ventilazione compatibile, protezione da urti e distanza da superfici calde secondo le indicazioni del fabbricante. Verifica che il carico di crociera non comprima la custodia e che acqua di sentina o spruzzi non raggiungano gli involucri.
Apri il gavone nella configurazione reale, con bagagli e attrezzature già imbarcati. Il test non tocca i dispositivi oltre il necessario: serve a capire se il contenitore può essere raggiunto e riconosciuto da un secondo adulto.

12. Casella custodia: controlla etichetta e fissaggio
La custodia secondaria riporta tipi, quantità e scadenza più vicina. Non copre le istruzioni originali e non obbliga a usare attrezzi non previsti per l’accesso. Il fissaggio impedisce movimenti in navigazione senza trasformarsi in un blocco sconosciuto all’equipaggio.
Controlla cerniere, cinghie e supporti. Materiale assorbente bagnato, condensa o ossidazione sono segnali che la soluzione deve essere rivista. Non inserire sostanze o imballi artigianali a contatto con i segnali senza indicazione compatibile del fabbricante.
13. Casella equipaggio: esegui una prova a secco
Un secondo membro dell’equipaggio indica posizione, riconosce le tre famiglie e trova le istruzioni. Non accende, apre o manipola i dispositivi. Il briefing chiarisce che il loro impiego è riservato alla situazione di soccorso e deve seguire le istruzioni del modello.
Registra chi ha partecipato e quali dubbi sono emersi. Se la sequenza dipende soltanto dalla memoria del proprietario, aggiorna etichette e mappa delle dotazioni. La conoscenza deve sopravvivere a un cambio di comandante.

14. Casella anomalia: non improvvisare diagnosi
Se l’involucro appare gonfio, rotto, corroso, bagnato o altrimenti anomalo, non aprirlo né provarlo. Segnala condizione, tipo, quantità e posizione a un distributore autorizzato o al canale competente e segui le istruzioni ricevute. La checklist marca il dispositivo come non disponibile finché il caso non è chiuso.
La sostituzione e la restituzione sono azioni separate. Prima si ripristina la quantità richiesta per la navigazione; poi si completa il percorso previsto per l’articolo escluso, senza cassonetti, abbandono o consegne informali.
15. Casella barca usata o charter: azzera le supposizioni
Alla presa in carico esegui un inventario completo. Confronta ogni dispositivo con la fascia autorizzata e prevista, senza assumere che il precedente proprietario o gestore abbia mantenuto la configurazione. Registra differenze fra elenco consegnato e presenza fisica.
Nel charter il responsabile firma la verifica prima della partenza e segnala subito mancanze. Una ricevuta d’acquisto o una dichiarazione verbale non sostituisce i segnali a bordo. La consegna si chiude quando quantità, validità, marcature e stivaggio sono stati osservati.

16. Audit finale: sei risposte obbligatorie
Chiedi: la fascia è corretta? Le tre quantità coincidono con la tabella? Ogni prodotto è approvato e marcato? I quattro anni dalla fabbricazione non sono trascorsi? Il gavone protegge e permette accesso? L’equipaggio riconosce posizione e famiglie senza prove pratiche? Una risposta negativa mantiene l’audit aperto.
Conserva data, responsabile, foto delle marcature e azioni correttive. Prima della partenza verifica di nuovo le voci che possono cambiare: rotta, dispositivi rimossi, carico davanti al gavone e scadenze. La dotazione diventa reale soltanto quando documenti, oggetti e configurazione restituiscono lo stesso esito.

