Vedi una piccola barca con molte persone, assetto basso sull’acqua e rotta verso costa. Che cosa fai nei primi due minuti? La risposta non parte dall’etichetta “sbarco fantasma”, ma dalla sicurezza: posizione, pericolo, allarme e capacità della tua unità. L’arrivo compiuto senza una preventiva operazione di salvataggio viene descritto come sbarco autonomo. Se invece le persone si trovano in pericolo e viene ricevuto un allarme, si configura un caso di soccorso in mare coordinato, nell’area SAR italiana, dalla Guardia Costiera.
Questa checklist serve al diportista che incontra una situazione reale. Non insegna a inseguire, fermare o identificare nessuno. Ordina ciò che si deve osservare, ciò che va comunicato e i limiti da rispettare per non trasformare una segnalazione utile in un secondo problema. L’obiettivo è proteggere la vita umana, mantenere governabile la propria barca e lasciare il coordinamento a chi dispone del quadro complessivo.
1. Metti in sicurezza comando ed equipaggio
Prima di guardare con il binocolo, assicurati che qualcuno governi stabilmente la barca. Riduci le attività non necessarie, fai indossare i dispositivi appropriati all’equipaggio e libera l’area di manovra. Controlla traffico, fondale, vento, onda e ostacoli.
Assegna tre funzioni se le persone disponibili lo consentono: governo, comunicazioni, osservazione. Chi osserva non deve sporgersi o distrarre chi è al timone. Se sei solo, privilegia sempre il controllo dell’unità.

2. Registra subito posizione e ora
Leggi coordinate e ora dagli strumenti, poi verifica che la posizione sia coerente con la carta. Annota anche la rotta della tua barca. Se l’altra unità si muove, una posizione senza riferimento temporale perde rapidamente utilità.
Aggiungi una stima di distanza e rilevamento senza avvicinarti per ottenerla. Non sostituire le coordinate con una descrizione vaga della costa; località e punti notevoli possono integrare, non rimpiazzare, il dato strumentale.
3. Cerca segnali concreti di distress
Controlla se vi sono persone in acqua, richieste di aiuto, fumo, fiamme, imbarco d’acqua, sbandamento, assenza di governo o deriva verso un pericolo. Osserva bordo libero, distribuzione delle persone e risposta dell’unità alle onde.
Non attendere di riconoscere ogni dettaglio se la situazione appare critica. Trasmetti ciò che sai e specifica ciò che non puoi confermare. Il dubbio dichiarato è migliore di una certezza inventata.

4. Non classificare le persone
La checklist non contiene domande su nazionalità, status o intenzioni. Questi aspetti non aiutano il primo soccorso e non sono compito del comandante da diporto. Descrivi soltanto numero stimato, posizione delle persone, gesti, condizioni visibili e presenza di bambini o feriti quando realmente osservabili.
Evita termini emotivi o giudizi. Una comunicazione neutra rende più chiaro il rischio e protegge la dignità di chi si trova sulla scena.
5. Trasmetti un messaggio breve e completo
Contatta la Guardia Costiera attraverso i canali di emergenza marittima disponibili e dichiara chi sei, dove ti trovi, che cosa osservi e quale assistenza puoi realisticamente prestare. Mantieni il messaggio ordinato e rispondi alle domande.
Se la comunicazione radio è debole, prova i mezzi disponibili senza abbandonare il governo. Non delegare l’allarme a messaggi pubblici o gruppi social: non garantiscono ricezione, verifica o coordinamento.
6. Usa questa matrice per non dimenticare dati
| Controllo | Informazione utile | Da evitare |
|---|---|---|
| Localizzazione | Coordinate, ora, rotta stimata | Solo nome della località |
| Unità | Tipo, colore, dimensione e assetto | Etichette non verificate |
| Persone | Stima, persone in acqua, feriti visibili | Numero presentato come certo |
| Pericolo | Governo, acqua, incendio, deriva, meteo | Minimizzare perché il motore gira |
| Osservatore | Tipo di barca, equipaggio, limiti | Promettere capacità inesistenti |
| Aggiornamento | Solo cambiamenti rilevanti | Comunicazioni continue e ripetitive |
7. Mantieni ascolto dopo la chiamata
Non considerare concluso il compito appena ricevuta conferma. Resta sul canale indicato, tieni il volume udibile e ripeti le istruzioni importanti. Se devi manovrare o perdi il contatto visivo, comunicalo.
Il centro di coordinamento può chiedere osservazione, aggiornamenti o un’azione compatibile. Può anche ordinare di mantenere distanza. Ogni risposta deve essere chiara: eseguibile, non eseguibile o eseguibile con un limite dichiarato.

8. Calcola una distanza di sicurezza dinamica
La distanza corretta cambia con mare, vento, velocità e stabilità dell’altra unità. Devi poter osservare e intervenire se richiesto, ma anche evitare collisioni, onda e spostamenti improvvisi delle persone verso il tuo lato.
Non incrociare la prua e non chiudere una via di manovra. Considera che l’altra barca potrebbe avere timone o motore inefficienti. Usa velocità minima compatibile con il governo.
9. Prepara i mezzi senza lanciarli alla cieca
Porta a portata di mano mezzi galleggianti, cima, illuminazione e cassetta sanitaria. Controlla che le cime non possano entrare nell’elica. Non lanciare oggetti pesanti verso persone ammassate e non creare una gara per raggiungere un singolo mezzo.
Se ricevi istruzioni per passare un supporto, scegli il lato sottovento quando appropriato e valuta la deriva. Mantieni chiaro il punto di recupero sulla tua barca.

10. Se una persona cade in acqua, cambia procedura
Dichiara immediatamente la persona in mare, indica posizione e numero osservato, mantieni il contatto visivo e marca il punto. Manovra proteggendo la persona dall’elica. Chi osserva deve indicare continuamente la direzione.
Recupera secondo le capacità dell’unità e le condizioni. Se l’avvicinamento diretto metterebbe a rischio tutti, fornisci galleggiamento e attendi il mezzo più adatto continuando a indicare la posizione.
11. Valuta la capacità prima di imbarcare
Non permettere un trasferimento incontrollato. Stima stabilità, bordo libero, spazio e possibilità di mantenere il comando. Prepara un unico punto di accesso, distribuisci i pesi e impedisci che l’equipaggio si concentri sullo stesso lato.
Se la tua barca non può accogliere altre persone senza grave rischio, dichiaralo. Puoi assistere sorvegliando, segnalando, offrendo galleggiamento o svolgendo un compito indicato dal coordinamento. Sovraccaricare la seconda barca non mette fine all’emergenza.

12. Proteggi comunicazioni e privacy
Vieta dirette, pubblicazioni e condivisione della posizione mentre l’evento è in corso. Le immagini possono esporre persone vulnerabili e interferire con l’operazione. Se registri un dettaglio utile, conserva il file originale senza commenti o montaggi.
Una sola persona deve comunicare all’esterno per conto della barca. Tutti gli altri telefoni restano disponibili per necessità operative. Dopo l’evento, eventuali richieste di materiali vanno gestite con l’autorità.
13. Se l’arrivo a terra avviene senza soccorso
Quando l’unità raggiunge la costa con i propri mezzi, la scena rientra nella descrizione dello sbarco autonomo. Il diportista non deve organizzare il controllo a terra, inseguire le persone o interferire con gli operatori. Comunica il punto di arrivo e ogni esigenza sanitaria osservata.
Non salire sull’unità e non spostare oggetti. Mantieni libera l’area per i mezzi incaricati e conserva le informazioni registrate durante l’avvistamento.

14. Segna gli eventi sul giornale di bordo
Registra in ordine cronologico avvistamento, posizione, chiamata, risposte, manovre, cambiamenti e passaggio di consegne. Usa frasi fattuali. Se una stima è incerta, scrivilo.
Salva tracce di navigazione, fotografie operative e messaggi senza alterarli. Il registro deve ricostruire ciò che la tua barca ha fatto, non formulare giudizi sulle persone incontrate.
15. Controlla l’equipaggio dopo la scena
Verifica eventuali ferite, esposizione, stanchezza e stress. Ripristina mezzi utilizzati, cime, radio e cassetta sanitaria. Se hai accolto persone, segui le indicazioni ricevute per assistenza medica, igiene e sbarco.
Non ripartire automaticamente se l’equipaggio non è in condizioni di continuare. La sicurezza successiva fa parte della chiusura dell’evento.

16. Trasforma l’esperienza in addestramento
Rivedi la sequenza con l’equipaggio: che cosa è stato rapido, che cosa ha creato confusione, quali strumenti erano difficili da usare. Aggiorna la scheda di comunicazione e ripeti una prova a freddo.
Inserisci nel briefing ordinario uomo a mare, allarme, posizione e ruoli. La procedura vale per qualunque persona in distress, indipendentemente da come o perché si trovi in mare.
17. Il criterio finale: presto, preciso, coordinato
Uno sbarco autonomo non è sinonimo di operazione SAR, ma un’unità ancora in movimento può diventare rapidamente una situazione di pericolo. Non spetta al diportista attribuire status o intenzioni. Spetta osservare, segnalare e assistere nei limiti della sicurezza.
La checklist si chiude con tre parole: presto, preciso, coordinato. Allarme tempestivo, dati verificabili e rispetto delle istruzioni permettono di aiutare senza aumentare il rischio. In mare la scelta più pericolosa è improvvisare un’azione spettacolare quando serve una risposta ordinata.
18. Prepara una scheda plastificata vicino alla radio
Una situazione inattesa riduce la capacità di ricordare sequenze lunghe. Prepara quindi una scheda con campi vuoti per coordinate, ora, rotta, descrizione dell’unità, persone stimate, segnali di pericolo, meteo e capacità della tua barca. Aggiungi uno spazio per scrivere il canale o il mezzo di comunicazione indicato e il compito ricevuto.
La scheda non deve contenere frasi da leggere meccanicamente senza ascoltare le domande. Serve a evitare omissioni e a mantenere separati fatti, stime e cambiamenti. Provala durante un’esercitazione: un membro dell’equipaggio descrive un bersaglio immaginario, un altro compila, il comandante continua a governare. Se tutti devono interrompere ciò che fanno per capire il modulo, il modulo è troppo complesso.
19. Adatta la procedura a notte e cattiva visibilità
Di notte, con foschia o pioggia, la stima delle persone e delle dimensioni diventa meno affidabile. Dichiara apertamente il limite visivo, usa gli strumenti disponibili senza attribuire loro informazioni che non forniscono e riduci la velocità in modo compatibile con il governo. Non dirigere luci intense sui volti o sul timoniere dell’altra unità se ciò può accecare o generare panico.
Registra caratteristiche delle luci, eventuali segnali e intervalli di perdita del contatto. Se radar o tracciamento mostrano un bersaglio, comunica che si tratta di un dato strumentale distinto dall’osservazione visiva. Mantieni un osservatore dedicato e controlla anche il traffico circostante: l’attenzione fissata sul bersaglio non deve nascondere una nave in avvicinamento. Ogni peggioramento di visibilità, assetto o governo è un aggiornamento concreto da trasmettere.
