Il Delphia 12 FlyLounge è un cruiser diesel di 13,40 metri fuori tutto progettato per navigazione costiera e acque interne, con flybridge abitabile, due cabine e due bagni. La sua lettura tecnica richiede un metro diverso da quello usato per un planante sportivo: contano regime economico, semplicità di gestione, visibilità, capacità dei serbatoi e permanenza prolungata. La documentazione 2026 dichiara una carena semiplanante, potenze contenute e una velocità massima di 19,5 km/h. Non abbiamo svolto una prova in mare; consumi, autonomia, rumorosità e comportamento sull’onda devono essere verificati sull’esemplare, senza trasformare il linguaggio commerciale in risultati sperimentali.
| Voce | Dato dichiarato |
|---|---|
| Lunghezza fuori tutto | 13,40 m |
| Lunghezza scafo | 12,00 m |
| Baglio | 4,26 m |
| Pescaggio | 0,84 m |
| Dislocamento leggero | 8.750 kg |
| Potenza diesel | 110–230 hp nella brochure 2026 |
| Velocità massima dichiarata | 19,5 km/h |
| Carburante | 300 l + 300 l |
| Acqua dolce | 200 l + 300 l |
| Acque nere / grigie | 250 l / 150 l |
| Tirante d’aria | 3,63 m |
| Categoria CE | B per 8 persone; C per 12 persone |
| Progettisti | Andrzej Skrzat / Tony Castro Yacht Design |
Identità del progetto: più liveaboard che fast cruiser
La lunghezza di scafo è di 12 metri, mentre la lunghezza fuori tutto raggiunge 13,40 metri. La differenza segnala l’incidenza delle estremità e delle piattaforme sull’ingombro, dato importante per ormeggio e tariffazione. Il baglio di 4,26 metri è generoso e sostiene un salone ampio, due cabine, due servizi e tre aree esterne distinte: prua, pozzetto e flybridge. Il pescaggio di 0,84 metri amplia le possibilità nelle acque interne e negli approdi poco profondi, senza eliminare la necessità di considerare squat, fondale e protezione delle appendici.
Il dislocamento leggero di 8.750 kg non include automaticamente tutti i liquidi e gli optional. Con i serbatoi massimi dichiarati, persone, cambusa, attrezzature e dotazioni, il peso operativo cresce in modo apprezzabile. È quindi sbagliato confrontare prestazioni o assetto usando solo il valore light displacement. Al collaudo servono pesata oppure distinta pesi aggiornata, livelli dei serbatoi e inventario esatto della configurazione.

Carena semiplanante: il regime di lavoro viene prima della velocità di punta
Il cantiere definisce la carena semiplanante e associa al modello una navigazione stabile, silenziosa e adatta a tratte prolungate. Sono indicazioni di progetto, non sostituiscono una curva di resistenza o una prova strumentata. La velocità massima dichiarata di 19,5 km/h corrisponde a circa 10,5 nodi: colloca chiaramente il FlyLounge fuori dalla logica dei cruiser veloci e rende centrali rendimento a bassa andatura, direzionalità e comfort.
Per valutare la carena occorre misurare più regimi, non soltanto il massimo. Vanno registrati velocità sull’acqua, giri, consumo, scia, rumore, vibrazioni e risposta alle correzioni di timone. Una prova significativa deve includere virate a velocità moderata, retromarcia, arresto e passaggio sull’onda corta. Il flybridge e le superfici laterali aumentano l’esposizione al vento: la deriva in manovra va verificata con condizioni annotate, non descritta per impressioni.
Potenza e documenti: una discrepanza da chiarire prima dell’ordine
La brochure 2026 indica una potenza minima di 110 hp e massima di 230 hp. La pagina prodotto corrente riporta invece un intervallo 110–250 hp. Questa discrepanza non va risolta scegliendo il numero più favorevole: deve essere chiarita nel preventivo, specificando motore, potenza omologata, trasmissione, rapporto, elica e versione della dichiarazione di conformità. Il cantiere presenta configurazioni diesel mono e bimotore e, nella pagina di gamma, identifica Yanmar come fornitore.
La scelta fra uno e due motori modifica ridondanza, peso, accesso al vano, manovra e manutenzione. Un monomotore lascia più spazio tecnico e riduce il numero di componenti; il bimotore offre due linee propulsive e può facilitare alcune manovre. Non si deve però attribuire automaticamente maggiore autonomia o sicurezza a una configurazione senza dati di consumo e senza analizzare circuiti condivisi, serbatoi, raffreddamento e accessibilità.

Linea d’asse e sala macchine: semplicità da verificare fisicamente
La documentazione di gamma associa il diesel alla linea d’asse. È un’architettura coerente con velocità moderate, ma richiede controlli precisi: allineamento motore-asse, supporti, giunto, tenuta, cavalletto, elica, timone e protezione galvanica. Sul nuovo bisogna verificare che il motore raggiunga il campo di regime prescritto a pieno carico; sull’usato vanno controllati giochi, vibrazioni, corrosione e storico degli interventi.
Il vano motore deve consentire sostituzione di filtri, girante, cinghie e parti dello scarico senza smontaggi impropri. Vanno individuati prese a mare, valvole, prefiltri, sifoni e pompe di sentina. Nel bimotore è importante capire quali utenze restino indipendenti e quali siano comuni. La semplicità meccanica è un vantaggio soltanto se componenti, schemi e punti di servizio sono realmente accessibili.
Serbatoi e autonomia: capacità elevata, dato di consumo da non inventare
La brochure riporta carburante 300 più 300 litri e acqua dolce 200 più 300 litri. La formulazione suggerisce capacità aggiuntive o configurazioni diverse, ma non autorizza a sommarle per ogni esemplare senza conferma contrattuale. La pagina prodotto mostra anche un valore “3 L” sotto la voce consumo, privo nel testo disponibile di un’unità completa e delle condizioni di prova. Non lo utilizziamo per calcolare l’autonomia.
La curva corretta deve essere costruita durante il collaudo con serbatoi e carico noti. Si registrano litri orari e litri per miglio a più regimi, applicando poi una riserva prudente. In parallelo vanno verificati precisione dei sensori, volume non aspirabile, sfiati e facilità di campionamento del gasolio. La capacità di navigare a lungo dipende anche da generazione elettrica, frigoriferi, riscaldamento e produzione di acqua, non soltanto dal motore.

Flybridge: postazione di governo e spazio sociale
Il ponte superiore integra timoneria rialzata, zona pranzo panoramica, prendisole e wet bar. Il valore del layout è la possibilità di vivere e governare dalla stessa area; il rischio è concentrare persone e pesi in alto. Portata, numero ammesso di occupanti, fissaggio del tavolo, chiusure dei gavoni e drenaggi devono essere verificati. La scala va provata con mani occupate e superficie bagnata, controllando continuità dei tientibene e illuminazione notturna.
La visibilità a 360 gradi dichiarata va confermata nella configurazione reale, con persone sedute, coperture, antenne e tender presenti. Dalla postazione superiore si devono raggiungere comandi motore, strumenti, VHF, arresti e allarmi senza distogliere lo sguardo. Per navigazioni sotto ponti, le antenne ripiegabili sono un accessorio funzionale; il tirante d’aria di 3,63 metri deve comunque essere verificato rispetto alla posizione effettiva di radar, luci e accessori.
Pozzetto e prua: percorsi, protezione e uso nelle mezze stagioni
Il pozzetto è protetto dalla sovrastruttura e organizzato con sedute a L; a prua una lounge allarga le possibilità di sosta. Le fotografie ufficiali mostrano passaggi laterali, battagliole e ampie superfici vetrate. In ispezione contano larghezza utile, altezza delle protezioni, gradini, drenaggi e accesso ai punti di ormeggio. Cuscinerie e tavoli devono poter essere bloccati per la navigazione.
La promessa di utilizzo durante più stagioni dipende da chiusure, ventilazione, riscaldamento e gestione della condensa. Un pozzetto coperto non è automaticamente un ambiente asciutto con vento laterale. Vanno provate tende, porte, canaline e scarichi. Le aree esterne devono inoltre mantenere liberi i percorsi verso ancora, bitte e dotazioni di sicurezza quando sono utilizzate per pranzo o relax.

Salone e cucina: il laboratorio della permanenza a bordo
Il salone sfrutta vetrate estese e una distribuzione aperta. La cucina è integrata nel ponte interno; la pagina prodotto prevede una configurazione completa e cita il pacchetto Master Chef. Per valutarla servono inventario di piano cottura, frigorifero, forno, lavello e stivaggi, oltre alla potenza elettrica richiesta. Il pacchetto commerciale non basta: ogni apparecchio deve comparire con marca, modello, tensione e protezione nel capitolato.
In navigazione si controllano blocchi di ante e cassetti, bordi dei piani, ventilazione e possibilità di lavorare con la barca in movimento. La luminosità è un pregio, ma aumenta il carico solare; oscuranti, isolamento e climatizzazione vanno dimensionati insieme. È utile provare il salone con tutte le utenze attive per verificare rumore delle ventole, cadute di tensione e capacità di mantenere la temperatura.
Due cabine e due bagni: abitabilità da misurare, non da intuire
La disposizione comprende cabina armatoriale, cabina ospiti e due servizi, con docce separate indicate nella documentazione. È una dotazione rilevante su questa lunghezza, ma non definisce automaticamente il comfort. Bisogna misurare letti, altezze, passaggi, armadi e aperture; vanno controllate uscite di emergenza, oscuramento, ventilazione e accesso ai serbatoi o agli impianti nascosti dagli arredi.
Nei bagni contano pendenza dei piatti doccia, pompe di scarico, sifoni, ventilazione e raggiungibilità delle valvole. Il cantiere dichiara 250 litri per le acque nere e 150 per le grigie. Occorre verificare se la configurazione effettiva raccoglie tutte le utenze previste, come avviene lo svuotamento e quali blocchi impediscano scarichi non consentiti. Un sistema ben documentato riduce odori, guasti e interventi invasivi.

Plancia ed elettronica: verifica della doppia postazione
La postazione interna e quella sul flybridge devono presentare dati coerenti e comandi chiaramente identificati. Un allestimento ragionato comprende cartografia, profondità, velocità, VHF, AIS, autopilota e allarmi motore; radar e sensori aggiuntivi vanno scelti in base all’area di navigazione. Non sono elencati qui come standard, perché la distinta varia con pacchetti e mercato.
Il collaudo deve simulare la perdita di uno schermo, il passaggio fra stazioni e l’uso del governo manuale. Occorre verificare angoli morti, riflessi, leggibilità al sole, ergonomia della seduta e accesso alla porta laterale. Le mappe devono essere aggiornate e le reti digitali documentate. Una doppia plancia aumenta la flessibilità, ma duplica anche componenti, cablaggi e punti da mantenere.
Thruster, Docking Pack e manovra con vento
La pagina di gamma cita bow e stern thruster per facilitare l’ormeggio; la pagina del modello include un pacchetto Docking fra le possibilità di personalizzazione. Prima dell’ordine bisogna chiarire quali propulsori, batterie, joystick o telecomandi siano inclusi. Potenza, durata di servizio e protezioni devono essere adeguate alla superficie laterale della barca, soprattutto con flybridge e vento al traverso.
In prova si eseguono traslazioni, arresti e ripartenze senza utilizzare i thruster in modo continuo oltre i limiti termici. Si controllano cadute di tensione, ritardi, rumore e accessibilità dei tunnel. Sul bimotore si valuta anche la risposta differenziale delle eliche; sul monomotore il timone a bassa velocità può richiedere una tecnica diversa. La manovrabilità va giudicata in condizioni ripetibili, non durante una singola evoluzione assistita.

Energia, riscaldamento e accessori per la vita a bordo
Delphia propone pacchetti Comfort, Audio e Master Chef, oltre al Docking. La pagina di gamma menziona pannelli solari, illuminazione LED, lavatrice e asciugatrice, mentre la pagina del FlyLounge include questi ultimi fra gli elementi possibili del ponte interno. Sono dotazioni da verificare per esemplare: non tutte sono necessariamente comprese nella versione base o compatibili con ogni configurazione.
La progettazione deve partire dal bilancio energetico. Frigorifero, cucina, lavanderia, audio, riscaldamento, caricabatterie e strumenti devono essere sommati per profilo d’uso, stabilendo capacità batterie, alternatore, presa da banchina, inverter ed eventuale generatore. I pannelli solari possono contribuire ai servizi, ma superficie, ombreggiamento e regolatore determinano la resa. Non vanno descritti come sostituti automatici della produzione convenzionale.
Sicurezza e categorie CE: leggere B8 e C12 correttamente
La certificazione dichiarata è B per otto persone e C per dodici. I numeri esprimono limiti differenti di progetto e carico; non significano che la barca possa affrontare qualsiasi condizione né che dodici persone siano sempre ammesse in categoria B. Targhetta, manuale del proprietario, dotazioni e carico massimo dell’esemplare sono i riferimenti da controllare.
La sicurezza operativa include tientibene, battagliole, superfici antiscivolo, drenaggi, pompe di sentina, estintori, rilevatori e vie di fuga. Vanno inoltre definite posizione della zattera, recupero di una persona in acqua e accesso alla piattaforma. Per itinerari fluviali si aggiungono altezza sotto i ponti, correnti, chiuse e protezione delle appendici; per la costa diventano più importanti ridondanza delle comunicazioni e gestione del meteo.

Controlli da perito e protocollo di collaudo
A secco si ispezionano carena, eventuali riparazioni, umidità, giunzione scafo-coperta, timone, asse, elica, prese a mare e anodi. Nel vano motore si verificano supporti, allineamento, scarico, raffreddamento, filtri e accessi. Su un bimotore si controlla la simmetria delle installazioni; su entrambe le versioni si confrontano numeri di serie e documentazione con la distinta ordinata.
In acqua si eseguono avviamento a freddo, marcia avanti e indietro, arresto, cerchio di evoluzione e manovre con e senza thruster. A regimi stabilizzati si registrano velocità, consumo, temperature, pressioni, rumore e vibrazioni. Si provano poi pompe, carica, inverter, utenze domestiche, bagni, scarichi, riscaldamento, elettronica e allarmi. Il test deve concludersi con ispezione di sentina e vano motore per individuare perdite o fissaggi allentati.
Manutenzione: il vantaggio di una barca semplice va preservato
Dopo ogni uscita sono prioritari controllo di sentina, livelli, prese a mare e anomalie all’elica o al timone. Alle scadenze del costruttore si interviene su motore, invertitore, filtri, girante, anodi e batterie. Annualmente vanno verificati carena, sigillature, pompe, estintori, thruster, riscaldamento e impianti dei reflui. Nei climi freddi il rimessaggio richiede protezione dal gelo e corretta gestione di acqua e combustibile.
La semplicità si perde quando gli accessori vengono installati senza accessi o schemi. Ogni pacchetto deve quindi consegnare manuali, fusibili, ricambi e posizione dei componenti. Lavatrice, pannelli solari, audio e cucina evoluta aumentano la qualità della permanenza, ma anche assorbimenti e punti di guasto. La configurazione migliore è quella che l’armatore sa usare, isolare e mantenere.

Verdetto tecnico: coerente per la crociera lenta, con specifiche da congelare
Il Delphia 12 FlyLounge è coerente con un programma di crociera rilassata: 13,40 metri fuori tutto, 4,26 di baglio, pescaggio contenuto, velocità dichiarata di circa 10,5 nodi e volumi adatti alla permanenza. La carena semiplanante e le configurazioni diesel non puntano alla prestazione sportiva. Il valore va cercato nella regolarità di marcia, nella doppia postazione e nell’organizzazione di spazi e serbatoi.
Prima dell’acquisto restano tre verifiche decisive: chiarire il limite di potenza, definire quali capacità aggiuntive dei serbatoi siano comprese e congelare standard e optional in un capitolato firmato. Con questi punti risolti e un collaudo strumentato, il FlyLounge può essere valutato per ciò che è realmente: un liveaboard compatto per costa e acque interne, non un fast cruiser mascherato da appartamento galleggiante.

