Il turismo nautico in Italia genera un impatto economico di 5,7 miliardi di euro

Il turismo nautico in Italia ha un impatto economico stimato in 5,7 miliardi di euro nel 2025, con un focus particolare sui superyacht e sulle infrastrutture costiere. Il settore, che conta 790 porti e quasi 172 mila posti barca, genera una spesa giornaliera che varia da 200 euro per la piccola nautica a 78 mila euro per i superyacht. La spesa turistica a terra, tra ristorazione, shopping, trasporti e hospitality, oscilla tra 45 e 650 euro al giorno a persona. Le destinazioni principali per i superyacht stagionali sono Costa Smeralda e Golfo di Olbia, seguite da Capri, Golfo del Tigullio e Costiera Amalfitana, mentre la Liguria, con Genova, Spezia e Riviera dei Fiori, si conferma il polo principale per i superyacht stanziali.

Un settore strategico per l’economia italiana

Il turismo nautico rappresenta un settore strategico per l’Italia, non solo per il contributo diretto all’economia, ma anche per lo spillover su altre filiere del Made in Italy e del turismo. Secondo Tommaso Nastasi, Strategy and Value Creation Leader di Deloitte, il settore è un asset chiave per il Paese. La spesa operativa, che include ormeggi, carburante, manutenzione, rimessaggio ed equipaggi, ha raggiunto 3,6 miliardi di euro nel 2025, pari al 63% del totale, mentre i consumi a terra, tra ristorazione, shopping, intrattenimento, trasporti e hospitality, valgono 2,1 miliardi (37%).

La spesa si concentra nella fascia alta, che sostiene imprese locali, occupazione e Made in Italy.

Le sfide e le opportunità del settore

La sfida competitiva è trasformare il traffico in valore, con strategie differenziate per segmento e una connettività territoriale in grado di intercettare la spesa di armatori e ospiti. La Liguria e la Toscana guidano l’offerta superyacht, con circa il 2% dei posti barca destinati a unità oltre i 24 metri. Il Sud e le isole, invece, restano meno serviti in termini di infrastrutture qualificate per clientela alto spendente, con meno di cinque strutture ogni 100 km.

La valorizzazione dell’intera filiera e del turismo nautico può rafforzare ulteriormente il posizionamento della nautica italiana nel mondo.

Con il 7% della flotta rappresentato da yacht premium tra 18 e 24 metri, il settore si concentra su unità di alto valore, che generano il 55% dell’impatto diretto. I superyacht stanziali, circa 960, trascorrono in Italia 193 giorni in media, distribuiti su 8,3 mesi dell’anno, e sono in gran parte yacht tra 40 e 60 metri. La spesa annuale generata da questi superyacht è circa cinque volte superiore a quella delle unità straniere stagionali.

Confindustria Nautica, attraverso lo studio “Yachting Tourism and Economic Contribution” realizzato in collaborazione con Deloitte, ha messo a disposizione di imprese e istituzioni uno strumento per orientare gli investimenti e valorizzare il contributo del turismo nautico allo sviluppo dei territori. L’obiettivo è rafforzare l’attrattività dell’Italia per i superyacht e sostenere la piccola e media nautica, che rappresenta una porta d’ingresso al diporto e un elemento essenziale per diffondere la cultura del mare.

Il turismo nautico in Italia non si misura soltanto nelle imbarcazioni prodotte, ma anche nel lavoro, nei servizi e nelle attività economiche che la loro presenza genera lungo le nostre coste. La nostra visione tiene insieme tutte le componenti del settore: infrastrutture portuali adeguate, servizi qualificati e formazione professionale sono le leve su cui lavorare per favorire una maggiore accessibilità, prolungare la stagione nautica e generare opportunità durature per le imprese e le comunità costiere.

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