Il progetto, sviluppato internamente dal Design & Technology Centre del marchio (con il contributo creativo di Foster secondo documentazione di prova), non inseguе la “gara al nodo” a qualunque costo. Piuttosto, sceglie una prestazione gestibile, efficiente, ripetibile: una barca capace di emozionare in mare formato, mantenendo controllo, visibilità e comfort, e offrendo sotto coperta spazi che – per volume e luce – appartengono a categorie superiori.

Profilo del cantiere: Sunseeker, manifattura britannica con vocazione mediterranea
Origini, DNA e reputazione sul mercato
Sunseeker nasce nel 1969 a Poole, sulla costa meridionale dell’Inghilterra, e costruisce nel tempo una reputazione fondata su tre pilastri: prestazioni, design riconoscibile e qualità di finitura. La narrazione “ufficiale” del brand insiste su un’idea precisa: progettare attorno a come gli armatori desiderano vivere la barca, con un approccio quasi sartoriale nella fase di definizione degli spazi e dei dettagli, pur dentro una produzione industriale evoluta.
Storicamente, Sunseeker ha saputo anticipare desideri del mercato mediterraneo: grandi aree esterne, cockpit sociali, accessi fluidi, massima fruibilità al fonda. Il Superhawk 55 incarna esattamente questa rotta: un open che non rinuncia al temperamento, ma parla il linguaggio di chi usa la barca spesso e senza “cerimonie”, tra rada e marina, tra day use e weekend.
Cultura del progetto e continuità del marchio
La “cifra” Sunseeker si riconosce nella ricerca di volumi sorprendenti a parità di lunghezza e in una cura meticolosa dei punti d’uso: passaggi, impugnature, altezze, sedute, interfacce di comando. Anche il legame con l’immaginario pop (celebre la presenza in produzioni cinematografiche e l’associazione con un certo gusto “Bondiano”) diventa qui un elemento di contesto: nel 55 non è la teatralità a guidare il progetto, bensì l’ergonomia di una barca che vuole essere veloce e intelligente.

Scheda tecnica sintetica
- Lunghezza fuori tutto (LOA): 17,13 m
- Baglio massimo: 4,93 m
- Pescaggio: 1,43 m
- Dislocamento: 26.100 kg
- Carburante: 1.800 L
- Acqua dolce: 430 L
- Acque nere: 150 L
- Motorizzazione: 2 × Volvo Penta D11 con IPS 950 (2 × 725 PS)
- Prestazioni dichiarate: fino a 38 kn
- Generatori: 11 kW (50 Hz) / 11,5 kW (60 Hz)
- Cabine / bagni: 2 / 2 (en-suite e day head)
Dimensioni e architettura navale: una piattaforma planante disegnata intorno all’IPS
Proporzioni e obiettivo progettuale
Con 4,93 metri di baglio su 17,13 metri di LOA, il Superhawk 55 lavora su un rapporto dimensionale che favorisce stabilità trasversale e vivibilità in coperta. Il pescaggio di 1,43 m è coerente con la scelta dei pod e con una carena che deve garantire efficienza alle medie-alte velocità senza sacrificare la manovrabilità in spazi ristretti.
Il punto chiave, però, è concettuale: Sunseeker dichiara che lo scafo è specificamente progettato per l’integrazione del sistema Volvo Penta IPS. Non è un dettaglio di marketing. Un’architettura “pensata per IPS” riguarda posizione dei volumi, assetto, distribuzione dei pesi, geometrie di flusso a poppa e gestione delle appendici, con l’obiettivo di ridurre resistenze e migliorare la risposta dinamica in accelerazione e in virata.
Carena planante, assetto e visibilità
Una barca performance moderna non si giudica solo dal picco di velocità, ma dall’assetto che mantiene nei transitori: uscita dall’acqua, passaggio in planata, comportamento in virata, reazione al mare di prua. Nelle prove pubblicate, il Superhawk 55 mostra un’impostazione “pulita”: entra in planata poco sopra i 13 nodi, e – una volta su – mantiene un assetto descritto come “piatto” e controllato, con ottima visibilità dalla postazione di guida centrale.

Materiali e costruzione: composito, finiture “high-gloss” e percezione premium
Scafo e sovrastruttura: il composito come standard industriale evoluto
Nel segmento dei performance cruiser di alta gamma, la costruzione in composito a base di vetroresina (GRP) resta la soluzione dominante per il miglior compromesso tra rigidità, ripetibilità produttiva e qualità estetica. Il Superhawk 55 si colloca in questa tradizione, ma la sua identità è costruita soprattutto sulla qualità di ingegnerizzazione dei particolari: incassi, sportelli, allineamenti, chiusure, vani “nascosti”.
Un elemento interessante, documentato in ambito progettuale, è l’introduzione di parti stampate in 3D per modanature non strutturali, con lo scopo di aumentare libertà di forma e ridurre sprechi di attrezzaggio. È un segnale importante: la barca diventa un “prodotto” in cui tecniche di prototipazione rapida e produzione digitale iniziano a incidere anche sullo stile, non solo sulla meccanica.
Interni: legni curvati, laccature e luce come “materiale”
Sunseeker descrive gli interni con un lessico preciso: finiture laccate, pannellature, essenze con geometrie curve, illuminazione LED a incasso. In termini progettuali, qui il “materiale” più determinante è la luce: finestrature di scafo e grandi superfici vetrate superiori trasformano l’area lobby/dinette in un ambiente che molti recensori definiscono quasi un “atrium”, amplificando percezione di volume e riducendo la sensazione di essere sottocoperta su un open.

Motorizzazioni e propulsione: Volvo Penta D11 IPS 950, potenza gestita
Scelta tecnica: perché IPS su un open sportivo
La configurazione standard dichiara 2 × Volvo Penta D11 accoppiati a IPS 950, per una potenza complessiva di circa 1.450 PS. La scelta IPS, su un’imbarcazione che vuole essere emozionante ma anche “facile”, porta con sé vantaggi concreti: manovra assistita (joystick), risposta in accelerazione progressiva, capacità di mantenere traiettorie pulite in virata e riduzione della soglia d’ansia in ormeggio, anche per armatori senza equipaggio fisso.
In pratica, l’IPS non è solo un sistema di trasmissione: è un pacchetto che influenza layout (sala macchine, volumi), esperienza d’uso (controlli), e persino mercato (più “owner-driver friendly”). È una scelta coerente con l’idea di Superhawk 55 come dayboat evoluto e weekender credibile.
Trasmissione e manovrabilità: joystick, thruster e controllo fine
Le testimonianze di prova sottolineano una manovrabilità immediata: virate strette ad alta velocità senza reazioni nervose, e gestione dell’ormeggio affidata al joystick con un comportamento descritto come intuitivo. È riportata anche la presenza di un bow thruster a supporto delle manovre in spazi stretti e negli approdi “stern-to”, tipici del Mediterraneo.
Prestazioni, autonomia e consumi: lettura numerica e interpretazione ingegneristica
Velocità: dichiarato vs rilevato
La velocità massima dichiarata è fino a 38 nodi. In prova, vengono riportati picchi intorno a 36,6 nodi, valore perfettamente compatibile con variabili reali (carico, mare, temperatura, pulizia carena, carburante, dotazioni). La scelta progettuale appare volutamente “non estremista”: più che inseguire un 45+ nodi, Sunseeker punta a una finestra di utilizzo ampia e sfruttabile, con crociere veloci che restano governabili in condizioni mediterranee non ideali.
Planata e comportamento dinamico
Il dato di ingresso in planata poco sopra i 13 nodi è significativo: indica una transizione relativamente dolce e una carena che non richiede “strappi” di potenza per sollevarsi. In termini pratici, significa minore rumore e minore stress meccanico nei transitori, oltre a un comfort superiore per gli ospiti seduti in cockpit.

Consumi e range: cosa significano davvero i numeri
In prova viene indicato un consumo compreso tra 7 e 8 litri per miglio nautico alle andature di crociera, un valore interessante per un 55 piedi performance. Tradotto in grandezze più immediate: a 25 nodi, parliamo approssimativamente di 175–200 litri/ora (perché 25 nm/h × 7–8 L/nm). È una stima utile per l’armatore perché consente di ragionare su tempi, costi e autonomia con logica ingegneristica, senza inseguire numeri “da brochure” privi di contesto.
Una fonte internazionale riporta un’autonomia di crociera intorno a 250 miglia a 25 nodi, dato coerente con la capacità carburante e con un’impostazione di barca pensata per “coprire terreno” tra porti e baie, mantenendo un margine operativo prudente.
Sistemi di bordo: elettronica, navigazione, energia e gestione impianti
Plancia: interfaccia uomo-macchina “da performance cruiser”
Una barca che tocca (e mantiene) velocità elevate deve offrire una plancia leggibile, ergonomica, “anti-fatica”. Nel Superhawk 55 la guida è centrale, in stile race-boat, con sedute protette e possibilità di conduzione sia seduti sia in appoggio. Le recensioni descrivono una strumentazione impostata su due grandi display multifunzione Garmin affiancati da comandi a rotella, una soluzione che unisce immediatezza visiva e controllo tattile: utile quando il mare costringe a tenere una mano “ancorata” al pilota.

Energia di bordo: generatori e comfort reale
Il dato tecnico dichiarato prevede un generatore da 11 kW (50 Hz) o 11,5 kW (60 Hz), dimensionamento coerente con l’idea di barca premium senza equipaggio: deve alimentare servizi alberghieri, climatizzazione (a seconda della configurazione), cucina e intrattenimento senza penalizzare affidabilità. Più che “quanti gadget”, conta la stabilità dell’impianto: tensione pulita, protezioni, logiche di gestione dei carichi e facilità di manutenzione, aspetti su cui Sunseeker ha storicamente una buona reputazione.
Design esterno e studio degli spazi: modularità, ergonomia e “social engineering” in coperta
Cockpit: il vero cuore del progetto
Il cockpit è concepito come salotto principale in navigazione e all’ancora. La logica è ingegneristica prima che estetica: sfruttare la larghezza, arretrare l’inizio dei passavanti, e creare una piattaforma sociale ampia, flessibile, riconfigurabile. Vengono descritti divani a L laterali e una seduta centrale, con possibilità di trasformazione per ottenere un’area dining ampia (fino a dieci persone secondo alcune prove) o una configurazione lounge con passaggi più generosi.
Wet bar e cucina “outdoor”: funzionalità da dayboat premium
Il bar centrale, con lavello, frigorifero e grill, sposta la barca verso una dimensione di “beach club mobile”. La scelta è coerente con il target: armatori che vivono la rada come estensione della villa o del resort, e che pretendono servizi immediati senza scendere sottocoperta a ogni esigenza.
Prua: seconda area living e protezione dal sole
La prua è pensata come un secondo “salotto”, con prendisole e possibilità di riconfigurazione in sedute contrapposte. Interessante anche la soluzione del tendalino con pali in carbonio, che consente ombreggio rapido senza appesantire visivamente la barca. È un dettaglio da superyacht tender trasferito su un performance cruiser, e racconta bene la convergenza tra mondo dayboat e mondo superyacht.

Innovazione e ricerca: efficienza, produzione digitale e soluzioni “nascoste”
Riduzione consumi ed emissioni: la via dell’efficienza sistemica
Il Superhawk 55 non nasce come piattaforma ibrida, ma affronta il tema sostenibilità in modo pragmatico: efficienza della carena, ottimizzazione per IPS, consumi specifici contenuti per la classe. In un contesto normativo e sociale che richiede sempre più attenzione a emissioni e rumore, l’approccio “efficienza prima” è spesso il più efficace nel breve periodo, perché non introduce complessità di sistemi ancora giovani per questo segmento.
Soluzioni intelligenti: tender garage, storage toys e ancoraggio occultato
Tra le innovazioni più apprezzate dalla critica specializzata spiccano i volumi “a scomparsa”: prendisole che si solleva per lo stivaggio di giochi d’acqua (come seabob), piattaforma bagno studiata per creare accessi e per ospitare un garage tender in dimensioni sorprendenti per un open di 17 metri, oltre a ancora e verricello occultati sotto il piano di coperta per mantenere la prua pulita e sicura.
Vita a bordo e comfort: due cabine en-suite e un sottocoperta “da barca più grande”
Layout: 4 posti letto reali, con privacy vera
Sotto coperta, il Superhawk 55 propone due cabine, entrambe con bagno privato: una VIP a prua e una cabina a poppa che gioca un ruolo chiave nel posizionamento, perché rende la barca davvero adatta a una crociera breve senza compromessi. Un elemento distintivo è la soluzione delle cuccette scorrevoli nella cabina di poppa, che permette di ottenere matrimoniale o due singoli: un dettaglio che aumenta versatilità per uso charter di lusso o per armatori che ospitano amici e famiglia.


Dinette e cucina: luce, altezza e convivialità protetta
La zona lobby/dinette con cucina è progettata come uno spazio dove “si può stare”, non solo passare. La luce naturale – amplificata da finestrature e vetrate superiori – riduce l’effetto “caverna” tipico di molti open. È un tratto decisivo: trasforma un performance cruiser in un luogo dove leggere, pranzare o lavorare al computer con comfort reale, anche in giornate calde o con meteo incerto.

Prestazioni in navigazione: feedback di prova, ergonomia e sicurezza
Comportamento: agile, “facile”, poco intimidatorio
Le prove descrivono una barca che non mette in difficoltà: lo sterzo e l’assetto risultano naturali, la visibilità dalla postazione centrale resta costante e l’ergonomia consente conduzione in piedi o seduti con appoggi corretti. Sono aspetti decisivi per la sicurezza, perché la prestazione vera è quella ripetibile senza stress: quando un’imbarcazione ad alte andature riduce la fatica del pilota, aumenta automaticamente il margine di gestione del rischio.
Il tema “real-world”: mare formato e uso mediterraneo
In Mediterraneo, il dayboating non avviene in laboratorio: raffiche, onda corta, traffico, scie, ingressi in porto stretti e ormeggi in retromarcia sono la normalità. Il Superhawk 55 risponde a questo scenario con una combinazione razionale: potenza adeguata, carena efficiente, cockpit protetto, sistemi di manovra assistita e layout pensato per muoversi senza inciampi.

Mercato, concorrenza e clientela target: dove si colloca davvero il Superhawk 55
Segmento e prezzo: premium performance con contenuti “da categoria superiore”
Il Superhawk 55 si posiziona nel segmento dei performance cruiser/open sportivi di fascia alta, dove il valore non è solo la velocità, ma l’insieme di design, volumi, tecnologia e qualità di esecuzione. In ambito prova è riportato un prezzo indicativo di 1.535.000 € (IVA esclusa, riferimento temporale gennaio 2024), cifra che lo colloca in una fascia coerente con competitor europei di pari standing e con la reputazione del marchio.
Competitor diretti: la “nicchia virtuosa” degli open sofisticati
Secondo analisi internazionali, i rivali più vicini non sono solo i classici sportcruiser, ma anche i dayboat/tender di lusso e gli open ad altissima cura formale: Vanquish 58, Maori 54, Wajer 55 e persino un oggetto iconico come Wallypower58. Qui il Superhawk 55 gioca una carta particolare: abbina immagine aggressiva e soluzioni “da tender di lusso” (modularità, storage toys, pulizia del ponte) a una vera abitabilità per quattro persone con due bagni, cosa non sempre scontata in questa nicchia.
Se invece allarghiamo lo sguardo agli sportcruiser più tradizionali, entrano in scena modelli come Princess V55 (impostazione più cruiser, spesso con volumi maggiori ma un linguaggio meno “race”), oppure open italiani di grande fascino come Riva 56’ Rivale e alternative più estreme orientate alla velocità pura. In questo panorama, il Superhawk 55 si differenzia soprattutto per equilibrio: non è il più veloce “sulla carta”, ma è tra i più convincenti nel rapporto tra prestazione, facilità e qualità della vita a bordo.
Clientela target: armatori privati, charter premium, rappresentanza
La barca parla a tre profili: (1) armatore privato owner-driver che desidera una performance yacht maneggevole; (2) charter di lusso per day trip o weekend (dove contano cockpit scenografico, prendisole e layout flessibile); (3) società di rappresentanza o hospitality, che usano l’imbarcazione come piattaforma di relazione, eventi e trasferimenti veloci tra porti e resort.
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Risultati e riconoscimenti: quando il mercato “certifica” il progetto
La credibilità di un performance cruiser premium non si costruisce solo con le brochure: conta la risposta della critica e del mercato. Il Superhawk 55 ha ottenuto riconoscimenti di peso, tra cui il premio per Best Exterior Design nella categoria 45’–64’ ai World Yachts Trophies 2023, e la vittoria nella categoria Sportscruisers over 45ft ai Motor Boat Awards 2024. Due premi che, letti insieme, raccontano esattamente la doppia natura del modello: stile e funzionalità supportati da una piattaforma tecnica convincente.
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Prospettive future: cosa anticipa il Superhawk 55 sulla direzione del settore
Il Superhawk 55 è un indicatore interessante di come si sta evolvendo il mercato: meno ossessione per l’overpower fine a sé stesso, più attenzione a efficienza, facilità d’uso e spazi modulari. L’innovazione qui non è solo “propulsione alternativa”, ma anche produzione digitale (stampa 3D per elementi non strutturali), integrazione intelligente dei volumi (garage, stivaggi, meccanismi) e una concezione dell’open come piattaforma sociale altamente ingegnerizzata.
In un settore che guarda con crescente interesse a ibrido ed elettrico, questo modello sceglie una via pragmatica: costruire una barca che consuma relativamente poco per la classe, che naviga forte con controllo e che offre valore d’uso quotidiano. È una scelta coerente con l’identità Sunseeker: performance con stile, ma soprattutto performance che un armatore può realmente sfruttare.



