Custom Line Navetta 33 nasce per interpretare il concetto di long range mediterraneo con un’impostazione ingegneristica precisa: una piattaforma semidislocante da 33 metri capace di coniugare volumi residenziali, efficienza propulsiva e comfort dinamico, senza inseguire la velocità fine a sé stessa. L’obiettivo progettuale è chiaro: offrire un profilo di navigazione “12 nodi” (crociera reale e sfruttabile), sostenuto da una carena ottimizzata per consumi e stabilità, e da un set impiantistico pensato per rendere la vita a bordo fluida come in una villa sul mare.
In questa logica, Navetta 33 è un prodotto-ponte fra yacht e superyacht: mantiene la razionalità costruttiva del composito (GRP) e la replicabilità industriale tipica del semi-custom, ma introduce soluzioni che appartengono al mondo dei 40+ metri, come la gestione evoluta degli spazi di poppa e un pacchetto stabilizzazione ridondante, con benefici tangibili sia in crociera sia all’ancora.
Profilo del cantiere: Custom Line, la sartoria industriale del Gruppo Ferretti
Custom Line è il marchio del Gruppo Ferretti nato nel 1996 con una missione netta: produrre superyacht in materiali compositi con un approccio “made-to-measure”, cioè altamente personalizzabile pur all’interno di piattaforme tecniche consolidate. L’idea di fondo è una sartorialità controllata: l’armatore interviene su layout, decor, materiali e dotazioni, mentre architettura navale e impianti mantengono standard di affidabilità e certificabilità tipici di un grande gruppo industriale.

Il cuore produttivo della gamma Navetta è la Superyacht Yard di Ancona, polo strategico multibrand del Gruppo Ferretti: qui si costruisce l’intera flotta Custom Line e si concentrano capacità, logistica e competenze “large yacht”, con grandi capannoni dedicati ai compositi e un’infrastruttura pensata per prove, varo e consegna in un’unica filiera. In termini industriali, significa ridurre rischi di integrazione e innalzare la ripetibilità qualitativa su scafi di questa taglia.
Dimensioni e architettura navale: numeri, proporzioni e scelte funzionali
Le quote principali e la loro lettura progettuale
Navetta 33 misura 33,00 m di LOA con un baglio massimo di 7,52 m: un rapporto lunghezza/larghezza che favorisce stabilità di forma e vivibilità interna, senza esasperare resistenze idrodinamiche. Il pescaggio di 2,18 m è una scelta equilibrata per il Mediterraneo: sufficiente per un buon “grip” di carena e per l’efficienza delle appendici, ma ancora compatibile con molte rade e marine. Il dislocamento dichiarato è 160 t a vuoto e 182 t a pieno carico: valori coerenti con una semidislocante in GRP orientata a comfort e autonomia, non a prestazioni plananti.
La lunghezza al galleggiamento (LWL) di 28 m è un dato chiave: incide direttamente su resistenza d’onda, assetto e rendimento propulsivo. Tradotto per il lettore non tecnico: più LWL “utile” significa, a parità di forma, una carena che lavora in modo più efficiente alle andature tipiche della crociera (10–12 nodi), con minore richiesta di potenza e minori vibrazioni strutturali.

Bulbous bow e comportamento al mare
Uno degli elementi distintivi è la prua con bulbo, soluzione che su yacht di questa taglia non è un vezzo estetico, ma un dispositivo idrodinamico: il bulbo può ridurre la resistenza d’onda a determinate velocità e migliorare il comportamento sull’onda, “addolcendo” l’impatto e contribuendo alla sensazione di solidità direzionale. In pratica, l’armatore guadagna comfort e prevedibilità della piattaforma in traversia e su mare formato, a beneficio anche della gestione dei volumi interni (meno accelerazioni verticali percepite).
Materiali di costruzione: scafo, sovrastruttura, interni
GRP come scelta di performance e manutenzione
Il materiale di costruzione dichiarato è GRP (vetroresina/composito), soluzione che su un 33 metri offre un mix molto efficace di rigidità strutturale, controllo dei pesi e facilità di manutenzione nel ciclo di vita. Dal punto di vista ingegneristico, il valore non è “la vetroresina” in sé, ma la qualità del processo: stratifiche, rinforzi, bonding, isolamenti e verniciature determinano silenziosità, durata e resistenza a fatica.
Per il lettore non specialista, l’effetto pratico è semplice: un composito ben progettato riduce rumori e vibrazioni, mantiene finiture stabili nel tempo e limita i costi di manutenzione rispetto a strutture metalliche più grandi, pur conservando standard di robustezza adeguati alla navigazione d’altura (coerentemente con l’idea di “navetta” e con le autonomie dichiarate).
Interni: qualità percepita e logica di cantiere
La filosofia Custom Line privilegia interni “tailor-made” su base industriale: essenze, pelli, tessuti e pietre vengono selezionati in un perimetro controllato dal cantiere, così da garantire compatibilità con requisiti di peso, resistenza al fuoco, posa e manutenzione. Il risultato, quando ben configurato, è un ambiente residenziale che non sacrifica la funzionalità marina: spigoli protetti, superfici facili da pulire, fissaggi anti-sollecitazione e una buona gestione delle dilatazioni.

Motorizzazioni, propulsione e trasmissione: affidabilità prima di tutto
La coppia MAN V12 e la linea d’asse
La scheda tecnica ufficiale indica due MAN V12 LE446 da 1.400 hp ciascuno con trasmissione in linea d’asse: una scelta classica e, soprattutto, coerente con l’uso reale di una semidislocante. La linea d’asse, rispetto a soluzioni più complesse, offre robustezza, facilità di ispezione e una prevedibilità di manutenzione che molti armatori “cruiser” considerano un valore patrimoniale.
Dal punto di vista dinamico, questa architettura favorisce una spinta progressiva, utile nelle andature di trasferimento e nella manovrabilità assistita da thruster e sistemi di controllo (che variano in funzione dell’allestimento). In termini di “feeling”, lo yacht si governa con un’erogazione corposa ma non nervosa: esattamente ciò che ci si aspetta da un 33 metri pensato per macinare miglia con equipaggio ridotto e routine affidabili.

Serbatoi, autonomia e consumo: la matematica della crociera
Con 18.700 litri di carburante e 3.100 litri d’acqua, Navetta 33 si posiziona in modo credibile nel segmento long range “soft”: l’autonomia dichiarata arriva a 1.850 miglia a 10 nodi (crociera economica), un numero che consente pianificazioni mediterranee estese e, con opportuna gestione delle riserve, anche tratte più ambiziose. In pratica: più libertà di rotta, meno dipendenza dalle soste ravvicinate e maggiore comfort psicologico in itinerari con infrastrutture limitate.
Le prove e le recensioni internazionali riportano una velocità massima nell’ordine dei 15 nodi e una crociera tipica intorno ai 12 nodi, con range che può superare le 1.500 miglia a andature sostenute e avvicinarsi a ~1.900 miglia a 10 nodi, coerentemente con l’impostazione della carena. Va ricordato che consumi e range reali dipendono da carico, stato del mare, pulizia carena, assetto e potenza hotel: variabili che, su uno yacht di questa taglia, possono spostare in modo sensibile la curva di efficienza.
Sistemi di bordo: plancia, elettronica, domotica e gestione nave
Plancia integrata: ergonomia e “single glance monitoring”
Custom Line descrive una plancia integrata progettata per monitorare i sistemi “a colpo d’occhio”, un concetto che, tradotto in termini professionali, significa riduzione del carico cognitivo del comandante: strumenti raggruppati, flussi informativi coerenti, allarmi gerarchizzati e una disposizione che minimizza movimenti inutili. Su un 33 metri, l’ergonomia di plancia non è un dettaglio: incide sulla sicurezza, sulla qualità delle manovre e sulla capacità di gestire la navigazione con equipaggio snello.

VOTIS e infotainment: il comfort passa dal software
Il sistema VOTIS viene indicato come piattaforma di gestione dell’infotainment, cioè un livello software che coordina contenuti audio/video e, a seconda delle configurazioni, può integrarsi con scenari di bordo (illuminazione, tende, climatizzazione) in un’esperienza utente più simile al residenziale contemporaneo. Il valore reale è la semplificazione: meno “telecomandi”, meno interfacce frammentate, più coerenza di controllo fra ambienti diversi.
Stabilizzazione e sicurezza: comfort misurabile, non percezioni
Pinne a zero speed + doppio Seakeeper: ridondanza orientata al benessere
Il pacchetto stabilizzazione dichiarato è particolarmente ricco: pinne elettroidrauliche con funzione zero speed abbinate a due stabilizzatori giroscopici Seakeeper. Tecnicamente, la combinazione ha una logica precisa: le pinne lavorano in modo efficace in moto (e, in modalità zero speed, anche da ferme), mentre i giroscopi contribuiscono a smorzare il rollio soprattutto in rada, dove molti yacht mostrano il lato più “stressante” per gli ospiti. La doppia presenza di Seakeeper rafforza l’idea di comfort come requisito progettuale, non come optional di marketing.
Per chi non è del mestiere, il beneficio è immediato: meno mal di mare, più fruibilità di saloni e zone pranzo, maggiore qualità del sonno in rada, e un uso reale del beach club senza quell’oscillazione laterale che spesso limita la permanenza a poppa quando si è all’ancora.

Design e layout: quattro ponti di vita con vocazione “villa sul mare”
Ponte principale: master wide-body e socialità protetta
La distribuzione enfatizza una suite armatoriale “wide-body” sul ponte principale, soluzione da superyacht perché separa la vita dell’armatore dai flussi ospiti e riduce la dipendenza dal ponte inferiore. A livello progettuale, questo consente un migliore controllo acustico (motori più lontani), più luce naturale e una relazione diretta con l’esterno tramite finestrature e visuali laterali, cruciali nella percezione di “spazio vero”.

Ponte inferiore: quattro cabine ospiti e gestione privacy
Il ponte inferiore accoglie quattro cabine ospiti, completando un totale di cinque cabine indicato nella scheda tecnica ufficiale. La scelta è tipica del segmento: massimizzare l’ospitalità (fino a 10 ospiti, secondo database di settore) mantenendo corridoi razionali e bagni dedicati, con un bilanciamento fra generosità delle cabine e spazi tecnici (impianti, lavanderie, magazzini) che su un 33 metri non possono essere “invisibili”.

Ponte superiore e sky lounge: flessibilità d’uso
Il ponte superiore è pensato come livello di convivialità alternativa, con ambienti che possono passare da lounge panoramica a sala cinema, da area meeting a salotto informale. Questa flessibilità è cruciale per la clientela contemporanea: l’armatore non compra più solo “spazi”, ma scenari d’uso, e l’upper deck diventa la piattaforma più adatta a riconfigurazioni stagionali (famiglia, ospiti, charter selettivo).

Poppa e beach area: il Dual Mode Transom come dispositivo di spazio
Il brevetto Dual Mode Transom (DMT) è uno dei contenuti più riconoscibili: l’idea è ampliare la fruibilità della zona di poppa trasformandola in un’area living/entertainment più estesa, con configurazioni che variano in funzione dell’assetto e della sosta. Dal punto di vista dell’architettura degli spazi, è un “moltiplicatore” di metri quadri percepiti: porta il concetto di beach club oltre la semplice piattaforma bagno, rendendolo una stanza esterna utilizzabile per molte ore al giorno.
Vita a bordo e comfort: acustica, clima, servizi, equipaggio
Un 33 metri di impostazione navetta deve vincere una sfida specifica: essere silenzioso come un grande yacht, pur con impianti importanti e volumi generosi. Qui entrano in gioco isolamento, antivibranti, layout dei locali tecnici e qualità dei passaggi impiantistici. La percezione finale non dipende solo dai decibel, ma dalla “firma” delle vibrazioni: un ronzio basso e continuo è molto più tollerabile di micro-risonanze e scricchiolii diffusi, che spesso sono il vero nemico del comfort premium.
La capacità di persone a bordo è indicata in 20 unità, dato che aiuta a leggere la piattaforma come mezzo pensato per ospitalità ampia e gestione ordinata dei flussi. La presenza di cabine equipaggio (4 in scheda) segnala un’impostazione da servizio strutturato: su yacht di questo livello, la differenza fra “lusso percepito” e “lusso reale” è la continuità del servizio, e quindi la qualità dei percorsi crew, delle aree lavoro e delle dotazioni di back-of-house.

Prestazioni in navigazione: dati, sensazioni e “feedback di perizia”
La velocità massima dichiarata è 15 nodi, con crociera a 12 e economica a 10: numeri perfettamente allineati a una semidislocante ottimizzata per comfort e range. La lettura corretta non è “quanto va forte”, ma “quanto va bene” nelle andature d’uso: 12 nodi significano trasferimenti rapidi senza stressare carena e impianti, mantenendo margini di potenza utili in mare formato.
Le recensioni internazionali sottolineano la coerenza fra velocità e autonomia, riportando range superiore alle 1.500 miglia a crociera e vicino a ~1.900 a 10 nodi, valori che rafforzano la credibilità del progetto per crociere “a calendario pieno”, non solo weekend. In termini di perizia, la presenza di bulbo e stabilizzazione evoluta suggerisce un comportamento marino orientato a ridurre rollio e beccheggio percepiti, cioè a migliorare la vivibilità reale degli spazi durante la navigazione.

Scheda tecnica sintetica
- Lunghezza fuori tutto (LOA): 33,00 m
- Baglio massimo: 7,52 m
- Pescaggio: 2,18 m
- Dislocamento (vuoto / pieno carico): 160.000 kg / 182.000 kg
- Carburante / acqua: 18.700 l / 3.100 l
- Materiale di costruzione: GRP
- Motori: 2 x MAN V12 LE446 1400 CR (1.400 hp cad.)
- Trasmissione: linea d’asse
- Velocità (max / crociera / eco): 15 kn / 12 kn / 10 kn
- Autonomia dichiarata a 10 kn: 1.850 nm
- Cabine: 5 (equipaggio: 4)
Nota operativa: i valori di consumo e range variano con carico, mare, assetto e dotazioni; la scheda tecnica resta la base più corretta per confronti omogenei fra modelli.
Mercato e concorrenza: dove si colloca Navetta 33
Segmento e posizionamento economico
Navetta 33 compete nel segmento 30–35 metri semidislocante “family superyacht”, dove l’armatore cerca volumi, autonomia e comfort prima della velocità. I listini effettivi dipendono in modo decisivo da personalizzazioni e dotazioni, ma i dati di mercato pubblicati da piattaforme di settore collocano il prezzo “base” in area otto cifre (ordine di grandezza da grande superyacht in composito), con una variabilità significativa legata a interior, tender, elettronica e stabilizzazione.
Competitor diretti: alternative con filosofie diverse
Fra i competitor più pertinenti rientrano le navette semidislocanti di pari taglia che puntano su autonomia e layout multi-deck: modelli che, a seconda del brand, possono privilegiare volumi interni (impostazione “residenziale”), oppure un profilo più marino e “ship-like”. La differenza competitiva di Navetta 33 si gioca su tre leve: beach area evoluta (DMT), pacchetto stabilizzazione molto completo e filiera produttiva Ancona con standard industriali elevati.
Trend di settore: efficienza, comfort in rada e personalizzazione
Il settore sta convergendo su tre trend principali: riduzione dei consumi alle andature reali (10–12 nodi), massima fruibilità degli spazi esterni a poppa (beach club come “stanza” aggiuntiva) e integrazione software per semplificare la vita a bordo. Navetta 33 intercetta questi trend in modo organico, senza strappi: non è un manifesto “green” radicale, ma un progetto che ottimizza efficienza e comfort attraverso scelte di carena, autonomia, stabilizzazione e gestione digitale.

Clientela target: armatori privati, charter di fascia alta e società di rappresentanza
Il profilo tipico è l’armatore privato “cruiser” con famiglia, interessato a lunghe permanenze a bordo e a un uso stagionale intenso: qui pesano suite armatoriale su main deck, autonomia e comfort in rada. In parallelo, la piattaforma è credibile anche per charter di fascia alta, purché allestita con dotazioni e decor coerenti, perché i 33 metri rappresentano una soglia psicologica importante per molte clientele: è una taglia che “sembra superyacht” e lo è anche nell’esperienza, se supportata da equipaggio e servizi adeguati.
Risultati e riconoscimenti: premi e successo di serie
La serie Navetta 33 ha raccolto riconoscimenti internazionali di design, tra cui premi legati ai Design & Innovation Awards di Boat International, a conferma della qualità percepita del progetto (non solo tecnica, ma anche di linguaggio stilistico e gestione dei volumi). Questo aspetto, in un segmento dove molti prodotti sono eccellenti “sotto pelle”, fa la differenza commerciale: il design premiato riduce la distanza fra prestazione reale e desiderabilità.
In termini industriali, il fatto che si sia arrivati a lanci in serie numerosi (vicini a 30 unità) è un indicatore di solidità del progetto: significa che il modello ha incontrato il mercato e che la piattaforma produttiva di Ancona è in grado di sostenere volumi con qualità costante, elemento cruciale per chi acquista anche in ottica di tenuta del valore e rivendibilità.
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Prospettive future: come Navetta 33 anticipa la direzione del cantiere
Navetta 33 rappresenta un punto di equilibrio che oggi il mercato premia: autonomia credibile, sistemi di comfort avanzati e spazi esterni ripensati come “architettura abitabile”. È plausibile attendersi, nella traiettoria del cantiere e del gruppo, un’ulteriore evoluzione su tre assi: integrazione digitale (monitoraggio e diagnostica sempre più spinti), efficienza energetica dell’hotel load (riduzione consumi in rada) e soluzioni di sostenibilità incrementale (materiali, vernici, gestione climatizzazione), più che rivoluzioni improvvise della propulsione su questa taglia.
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Conclusioni: una navetta “tecnica” che si fa desiderare anche dai non tecnici
Custom Line Navetta 33 è convincente perché è coerente: ogni scelta importante (carena con bulbo, autonomia, motori affidabili in linea d’asse, stabilizzazione ridondante, gestione software, poppa trasformabile) lavora nella stessa direzione, cioè aumentare la qualità del tempo a bordo. In un mercato dove molti yacht sono eccellenti “a catalogo”, questa coerenza si traduce in esperienza: meno compromessi, più usabilità, più serenità operativa.
Il posizionamento è quello di un 33 metri premium per armatori esigenti, che vogliono un prodotto dall’anima marina ma con comfort da superyacht, sostenuto da una filiera industriale di alto livello. Se il benchmark personale è la crociera lunga, con famiglia e ospiti, in cui la rada vale quanto la navigazione, Navetta 33 resta una delle interpretazioni più solide e complete del concetto contemporaneo di “semidislocante mediterranea”.



