Grand Banks 85, l’eleganza classica incontra la nautica del futuro | Il sogno di ogni armatore diventa realtà

Nel panorama degli yacht tra gli 80 e i 90 piedi, la differenza reale non la fanno più solo i volumi o le finiture: la fanno l’architettura navale, il controllo dei pesi, l’integrazione dei sistemi e – soprattutto – il modo in cui tutto questo si traduce in miglia percorse, comfort dinamico e qualità di vita a bordo. La Grand Banks GB85 nasce esattamente su questa linea di demarcazione: non è una “navetta” tradizionale, non è un motoryacht planante puro, e non vuole essere un trawler lento. È un progetto contemporaneo che mette al centro efficienza propulsiva, autonomia concreta e stabilità, senza rinunciare a velocità di trasferimento da vera ammiraglia.

Il risultato è un’unità che, secondo prove e dati riportati da test indipendenti, raggiunge velocità nell’ordine dei 25 nodi e mantiene crociere sostenute attorno ai 20 nodi, con range che – a velocità dislocanti – può spingersi verso soglie da “passage maker” oceanico.

Profilo del cantiere: da icona “trawler” a gruppo tecnologico della crociera efficiente

Origini e reputazione: la tradizione come piattaforma, non come vincolo

Il nome Grand Banks è storicamente associato al concetto di cruiser robusto e marino: una genealogia che parte dagli anni ’50, quando il marchio contribuisce a definire la categoria dei recreational trawler e dei long-range cruiser. In decenni di produzione, la flotta mondiale di Grand Banks è cresciuta fino a numeri importanti, consolidando una reputazione fondata su tenuta di mare, affidabilità e valore nel tempo.

Grand Banks 85 – grandbanks.com

Filosofia costruttiva contemporanea: leggerezza strutturale e rigidità come moltiplicatori di efficienza

La svolta più netta arriva con l’evoluzione recente del marchio e la convergenza di competenze industriali e progettuali in un gruppo più ampio. L’obiettivo è chiaro: mantenere l’identità Grand Banks, ma applicare principi moderni di ottimizzazione dei pesi, uso estensivo dei compositi e sviluppo di carene capaci di ridurre resistenza e consumi a parità di prestazione.

La costruzione avviene in un grande sito produttivo in Malesia, citato da testate internazionali come una fabbrica di notevoli dimensioni e capacità, dove la qualità di finitura si accompagna a processi compositi evoluti.

Architettura navale e dimensioni: numeri che raccontano una strategia

Quote principali e proporzioni: equilibrio tra abitabilità e rendimento idrodinamico

La GB85 gioca la sua partita su proporzioni molto ragionate: lunghezza fuori tutto 26,58 m, baglio 6,75 m e pescaggio nell’ordine di circa 1,5 m nella configurazione comunemente riportata nei test. Il baglio generoso sostiene volumi e stabilità, ma è la combinazione con la carena e con la riduzione di massa a rendere credibile l’obiettivo del progetto: andare più veloce consumando relativamente meno.

Dislocamento e “power-to-weight”: perché il peso qui è un dato di progetto, non un effetto collaterale

Il dislocamento dichiarato/testato si colloca attorno a 49 tonnellate (circa 108.000 lb in alcune schede prova), un valore estremamente competitivo per questa taglia. In comparazioni pubblicate da media di settore, viene riportato come yacht concorrenti di lunghezza analoga possano essere sensibilmente più pesanti, con impatti evidenti su prestazioni, inerzie e fabbisogno di potenza.

Grand Banks 85 – grandbanks.com

Materiali e costruzione: compositi, carbonio e rigidezza strutturale al servizio del comfort

Scafo, sovrastruttura e pannellature: la logica della “stiffness”

Uno dei punti tecnici più significativi del progetto è l’uso esteso dei compositi: da quanto riportato da fonti internazionali, dal main deck in su l’impiego di fibra di carbonio è importante e non limitato a elementi “cosmetici”. L’approccio descritto include l’uso di pannellature in composito/carbonio per arredi e paratie, integrate e laminate alla struttura, con l’obiettivo di ottenere un insieme molto rigido e al contempo leggero. La rigidità non è un vezzo: riduce scricchiolii, vibrazioni percepite e dissipazioni energetiche, con benefici diretti su comfort e durata.

Implicazioni ingegneristiche: baricentro, rollio e risposta al mare

Ridurre peso “alto” significa abbassare il centro di gravità e migliorare il comportamento dinamico. In una barca con sovrastruttura importante, finestrature estese e ponti superiori vivibili, questa scelta è determinante per mantenere stabilità trasversale e ridurre il momento raddrizzante richiesto agli stabilizzatori. In pratica: meno energia “sprecata” per combattere rollio e beccheggio, e una piattaforma più ferma per chi vive a bordo.

Grand Banks 85 – ripresa dall’alto – grandbanks.com

Propulsione e trasmissione: IPS, assi e la scelta tra manovrabilità e “serviceability”

Configurazioni principali: pod drive per efficienza e controllo, assi per tradizione e semplicità

La GB85 è proposta con più filosofie propulsive, e questo è un segnale di maturità progettuale: la barca nasce per essere personalizzata, ma entro un’architettura tecnica coerente. Le schede prova riportano una configurazione molto diffusa con doppio Volvo Penta IPS 1350 da circa 1.000 hp ciascuno, mentre sono citate alternative con MAN e trasmissioni differenti a seconda dell’allestimento e del mercato.

La scelta IPS offre vantaggi concreti: manovrabilità (joystick, integrazione con autopilota evoluto), efficienza alle andature medio-veloci e un controllo preciso dell’assetto con una piattaforma che tende a “scorrere” riducendo scia e turbolenze. Testate di settore definiscono la GB85 come particolarmente maneggevole in configurazione IPS.

Impiantistica di sala macchine: accessi, manutenzione, ridondanza

In un 85 piedi destinato a lunghe percorrenze, la sala macchine deve essere pensata come un ambiente operativo, non come un vano tecnico. Qui la progettazione tipica della categoria punta su: passaggi perimetrali, accessi ai filtri, visibilità delle pompe, e lay-out che permetta interventi ordinari senza contorsioni. Le recensioni evidenziano come la barca sia concepita per la crociera reale, con spazi tecnici che dialogano con l’uso armatoriale e – se richiesto – con l’operatività dell’equipaggio.

Prestazioni, consumi e autonomia: quando i numeri diventano “abilità” di progetto

Velocità massima e crociera: la GB85 non è un dislocante lento

Le prove pubblicate indicano una velocità massima nell’ordine di 25 nodi e una crociera attorno ai 20 nodi in condizioni e configurazioni specifiche. In un test, vengono riportati valori di circa 20,3 nodi a regime di crociera e consumi nell’ordine delle centinaia di litri/ora, coerenti con la taglia e la velocità. L’aspetto interessante è che questi valori vengono letti come risultato di un lavoro su carena e massa, più che come “semplice potenza installata”.

Grand Banks 85 – grandbanks.com

Range: il doppio registro “dislocante” e “semi-planante”

Il punto distintivo è la capacità di offrire due identità operative: trasferimenti rapidi e, quando serve, grandi autonomie a velocità più contenute. Un approfondimento internazionale riporta che a circa 10 nodi la barca può spingersi fino a circa 2.500 miglia nautiche senza rifornimento, mentre a velocità più elevate (area 20 nodi) la percorrenza può restare nell’ordine del migliaio di miglia. Se confermati nella pratica armatoriale, sono valori che cambiano la geografia delle crociere: non è solo “andar lontano”, è decidere dove fermarsi, e dove non farlo.

Capacità carburante e acqua: dimensionamento coerente con l’idea di barca

Le schede riportano una capacità carburante di circa 10.000 litri e acqua attorno a 1.400 litri (valori che possono variare per allestimenti e misure dichiarate). Sono numeri che sostengono il concetto “passage”: autonomia non solo di motori, ma anche di utenze domestiche, climatizzazione e servizi.

Sistemi di bordo: navigazione, domotica e integrazione (senza tecnicismi inutili)

Elettronica di plancia: architettura modulare e ridondanza ragionata

In questa fascia, non conta solo “quanti schermi”: conta la logica di integrazione. Una GB85 ben specificata lavora su ridondanza (reti dati, sensori critici, alimentazioni), segmentazione tra reti di navigazione e reti domestiche, e su un’impostazione di plancia che consenta a comandante e secondo di operare con procedure chiare. In concreto, la configurazione è normalmente personalizzabile (suite principali, radar, termiche, AIS, sonar), ma l’obiettivo resta uno: ridurre il carico cognitivo e aumentare la sicurezza operativa.

Grand Banks 85 – plancia – yachtclass.mc

Domotica e comfort: l’impianto come infrastruttura, non come gadget

Climatizzazione multi-zona, gestione luci, tende, monitoraggio serbatoi, inverter/shore power e generatori: su un 85 piedi la domotica deve essere affidabile e “service friendly”. Il progetto Grand Banks tende a privilegiare soluzioni robuste e facilmente manutenibili, con quadri ordinati e logica impiantistica leggibile. La differenza, per l’armatore, è semplice: meno sorprese, più ore di mare.

Design e layout: l’architettura degli spazi come strumento di navigazione

Firma stilistica: grandi finestrature e “indoor-outdoor” funzionale

La GB85 interpreta la tradizione del marchio con una grammatica più moderna: finestrature ampie, salone luminoso e un rapporto diretto tra pozzetto e living. Alcune recensioni sottolineano la percezione di “spazio arioso” e la vivibilità in crociera, con soluzioni come aperture vetrate e continuità tra aree sociali interne ed esterne.

Interni: ritmo di bordo sulle lunghe tratte

In navigazione vera, non tutti vivono lo stesso tempo: chi è di guardia, chi riposa, chi lavora, chi si muove tra cucina e coperta. Il progetto enfatizza la possibilità di creare micro-ambienti separabili, utili a evitare interferenze. Un aspetto spesso citato è la flessibilità: aree che possono essere configurate come cabine ospiti aggiuntive o come spazi equipaggio più completi, a seconda della missione d’uso (famiglia, charter, owner-operator con supporto).

Grand Banks 85 – interni – grandbanks.com

Cucina, dining e percorsi: ergonomia domestica e sicurezza in mare

Quando il mare si alza, la “bellezza” non basta: contano corrimani, passaggi protetti, baricentri delle masse interne e possibilità di muoversi senza rischi. La GB85, per impostazione, lavora su percorsi chiari, appigli ben distribuiti e aree dove ci si può sedere e lavorare anche con onda al traverso. È un punto spesso sottovalutato nelle brochure, ma decisivo nella vita reale.

Layout

Grand Banks 85 – ponte principale – grandbanks.com
Grand Banks 85 – ponte inferiore – grandbanks.com

Innovazione e ricerca: l’efficienza come alternativa pragmatica all’ibrido “di facciata”

Riduzione consumi ed emissioni: meno resistenza, meno massa, meno energia

Nel dibattito su ibrido ed elettrico, questa barca propone una tesi molto concreta: la prima transizione energetica, a parità di diesel installato, è consumare meno grazie a carena e peso. La riduzione della resistenza idrodinamica e la leggerezza strutturale incidono in modo diretto su consumi ed emissioni per miglio. In altre parole: prima di cambiare il combustibile, si può cambiare il “quanto” combustibile serve per fare la stessa rotta.

Stabilizzazione e sicurezza: quando il mare è di traverso

Le prove in mare citano l’adozione di sistemi di stabilizzazione (ad esempio pinne) capaci di ridurre in modo significativo il rollio. Su un’imbarcazione con grandi superfici e una vita di bordo pensata per lunghe tratte, la stabilizzazione non è un optional “comfort”: è un moltiplicatore di sicurezza e riduce fatica dell’equipaggio, urti e carichi alternati sulle strutture.

Prestazioni in navigazione: feedback di prove e periti (la sensazione conta, ma va spiegata)

Assetto e morbidezza: “sea kindly” in chiave moderna

Il tema storico Grand Banks è la “marinità”: una barca che non affatica e non spaventa. Le prove riportano una navigazione asciutta, una buona direzionalità e una facilità di conduzione anche in condizioni non perfettamente piatte, con sensazioni di stabilità e controllo che riducono la necessità di continue correzioni.

Scia contenuta: indizio visivo di efficienza

Un dettaglio citato da chi ha provato la barca è la scia sorprendentemente contenuta rispetto a lunghezza e velocità: non è un trucco estetico, è un segnale di come lo scafo stia trasformando potenza in avanzamento con perdite ridotte. In termini ingegneristici, significa minore energia dispersa in turbolenza e onde di scia, quindi migliore rendimento.

Grand Banks 85 – tientibene laterali – grandbanks.com

Mercato e concorrenza: il vero segmento della GB85

Posizionamento: luxury long-range ad alta velocità, con personalizzazione “sensata”

La GB85 si posiziona nel territorio degli 85 piedi dove convivono: cruiser semi-dislocanti, pilothouse tradizionali e navette moderne. Qui la differenza sta nell’interpretazione: Grand Banks propone un’ammiraglia che promette range da lunga percorrenza senza accettare la lentezza come prezzo da pagare.

Competitor diretti: dove si gioca la partita tecnica

Tra i riferimenti di mercato più pertinenti rientrano i pilothouse/long-range di pari taglia, dove la comparazione di dislocamento e filosofia costruttiva diventa cruciale. In alcune analisi viene citato esplicitamente il confronto con unità più pesanti, evidenziando come la GB85 punti a ottenere prestazioni simili con potenze relativamente più contenute grazie a massa e idrodinamica.

Trend di settore: efficienza, silenzio, riduzione vibrazioni, gestione digitale

Il settore sta convergendo su quattro driver: efficienza energetica, comfort acustico/vibrazionale, stabilizzazione sempre più evoluta e integrazione digitale dei sistemi. La GB85 intercetta questi trend con una soluzione “primaria”: alleggerire e irrigidire, prima ancora di inseguire tecnologie di propulsione alternative che, oggi, su questa taglia possono essere complesse e penalizzanti in termini di pesi e volumi.

Clientela target: per chi è davvero questa barca

Armatore privato: family cruising e grandi trasferimenti

Per l’armatore che naviga davvero, la GB85 offre un argomento raro: fare 300 miglia in giornata senza sentirsi su un “bolide” nervoso, e poter impostare una crociera di lungo raggio con soste scelte, non obbligate. È una barca da famiglia, ma con DNA da passaggio.

Grand Banks 85 – cockpit – grandbanks.com

Charter di lusso e società: immagine classica, contenuto tecnologico

In charter premium, la silhouette Grand Banks comunica affidabilità e status senza ostentazione, mentre i grandi volumi interni e le aree sociali luminose lavorano bene per ospiti che vogliono “vivere” lo yacht. La flessibilità degli allestimenti può essere un vantaggio per società che vogliono adattare cabine e spazi staff alle stagioni e ai mercati.

Risultati, visibilità e riconoscimenti: presenza internazionale e interesse mediatico

La GB85 ha beneficiato di una copertura importante da parte della stampa nautica internazionale, con prove, walkthrough e approfondimenti che ne hanno consolidato l’immagine di ammiraglia “efficiente”. Questo si riflette in una percezione di mercato dove il valore non è solo nelle finiture, ma nella coerenza progettuale tra numeri, sensazioni di guida e qualità costruttiva.

Scheda tecnica sintetica (configurazioni e dati comunemente riportati)

  • Lunghezza fuori tutto (LOA): 26,58 m
  • Baglio massimo: 6,75 m
  • Pescaggio (valori riportati in test/schede): circa 1,5 m (variabile per allestimenti)
  • Dislocamento (ordine di grandezza riportato): circa 49 t / ~108.000 lb
  • Carburante (ordine di grandezza riportato): circa 10.000 L
  • Acqua (ordine di grandezza riportato): circa 1.400 L
  • Motorizzazioni (esempi riportati): 2x Volvo Penta IPS 1350 (~1.000 hp cad.); alternative con MAN in base a configurazione
  • Velocità massima (dati di prova riportati): circa 25 nodi
  • Crociera (dati di prova riportati): circa 20 nodi (dipende da carico e meteo)

Immagini extra

Grand Banks 85 – cabina armatoriale – grandbanks.com
Grand Banks 85 – galley – grandbanks.com
Grand Banks 85 – salone – grandbanks.com

Prospettive future: cosa dice la GB85 sulla direzione di Grand Banks

La “nuova normalità” del lusso tecnico

La GB85 suggerisce una direzione precisa: il lusso, nei prossimi anni, sarà sempre più misurabile. Non solo pellami e marmi, ma autonomia reale, facilità di conduzione, stabilità, silenzio e consumi per miglio. In questo senso, la barca rappresenta una piattaforma credibile: il progetto non vive di un singolo “effetto wow”, ma di una somma di scelte coerenti – carena efficiente, struttura leggera e rigida, propulsioni ottimizzate, layout pensati per il ritmo della navigazione.

Efficienza prima della rivoluzione: una strategia industriale prudente e intelligente

Se l’ibrido e l’elettrico saranno la destinazione, l’efficienza strutturale e idrodinamica è il ponte. La GB85, con la sua impostazione, è già “future-ready” nel senso più concreto: qualsiasi evoluzione propulsiva futura beneficerà di una barca che richiede meno energia per muoversi. È un modo ingegneristico – e quindi credibile – di prepararsi al cambiamento.

Video

Conclusioni: perché la Grand Banks GB85 è una recensione che si scrive con i numeri, ma si conferma con il mare

La Grand Banks GB85 non è soltanto l’ammiraglia di un marchio storico: è un manifesto tecnico. Mostra come, in questa taglia, si possa ottenere una combinazione rara di velocità utile, range da lunga percorrenza e comfort dinamico senza inseguire scorciatoie. Le prove e le analisi disponibili convergono su alcuni tratti chiave: scia contenuta, conduzione facile, stabilità, e una sorprendente efficienza resa possibile dal controllo delle masse e dall’uso estensivo dei compositi.

In un mercato dove spesso l’85 piedi è sinonimo di “grande e basta”, la GB85 si distingue perché prova a essere grande e intelligente. E per un armatore che naviga davvero – o per un professionista che valuta un’imbarcazione come sistema – questa differenza non è un dettaglio: è il senso stesso della barca.

Tags

Condividi: