BGM75, il “monocat” che riscrive le proporzioni tra volume, efficienza e manovrabilità

Nel panorama della nautica luxury contemporanea, dove l’innovazione spesso coincide con la spettacolarizzazione, la Bluegame BGM75 sceglie una strada più complessa e, proprio per questo, più interessante: trasformare un’architettura tipicamente votata alla massima abitabilità (il multiscafi) in un oggetto che si ormeggia e si usa come un monoscafi, ma conserva gran parte dei vantaggi fisici del doppio scafo. Bluegame la definisce “impossibile da chiamare catamarano” e, al netto del marketing, l’idea ingegneristica è chiara: ridurre la larghezza complessiva, aumentare l’integrazione tra gli scafi tramite un ponte di collegamento più profondo e portare i volumi abitativi “al centro”, dove normalmente c’è il vuoto. Il risultato è un 22,75 metri che promette spazio percepito da 30 metri, consumi più vicini a un 60 piedi evoluto e la praticità di banchina di un’imbarcazione sensibilmente più corta.

Profilo del cantiere: Bluegame e la scuola Sanlorenzo

Dalle origini alla maturità industriale

Bluegame nasce con una vocazione precisa: rompere le categorie tradizionali del motor yachting, con progetti trasversali tra dayboat, explorer e sport utility. Il marchio prende forma nei primi anni Duemila e cresce fino a entrare nell’orbita di un gruppo capace di trasformare la sperimentazione in prodotto: Sanlorenzo. L’ingresso nel gruppo (formalizzato nel 2018) ha segnato un passaggio cruciale: più risorse per ricerca e sviluppo, maggiore profondità di gamma, e una filiera industriale in grado di sostenere soluzioni non banali in termini di stampi, impiantistica e controllo qualità.

BGM75 – bluegame.it

Filosofia costruttiva e reputazione di mercato

La reputazione Bluegame, oggi, si gioca su due assi: design con contenuto tecnico e funzionalità “da marina” applicata al lusso. La BGM75 è emblematica: invece di inseguire l’ennesimo flybridge “alto e pieno”, sviluppa un corpo centrale vetrato e filante, un ponte di collegamento che lavora anche come elemento strutturale, e una gestione degli spazi che privilegia l’uso reale (movimenti, stivaggi, percorsi equipaggio) oltre all’effetto wow.

Architettura navale e dimensioni: un multiscafi a “baglio controllato”

Numeri chiave e implicazioni progettuali

La scheda dimensionale racconta molto. Con LOA 22,75 m e baglio 8,15 m, la BGM75 si colloca sotto i rapporti baglio/lunghezza tipici di molti catamarani da crociera di pari lunghezza, che spesso superano larghezze più generose. Ridurre la larghezza non è un vezzo estetico: è una scelta strategica per rientrare negli ormeggi “da monoscafi” e per contenere resistenza aerodinamica e masse strutturali associate alle traverse.

Questa compressione del baglio impone però un lavoro accurato sul ponte di collegamento: dev’essere più profondo e più “portante”, così da unire gli scafi con una struttura rigida, riducendo flessioni e vibrazioni e consentendo di portare volumi abitativi verso il centro, anziché relegarli in due carene strette. È qui che il concetto di “monocat” diventa tangibile: la barca non nega la fisica del multiscafi, ma la riconfigura per ottenere una fruizione simile a quella di un flybridge di grande serie, con più spazio utile e meno compromessi nelle cabine.

BGM75 – bluegame.it

Carene, assetto e gestione dell’impatto sull’onda

In un multiscafi “compresso” il rischio progettuale più temuto è il comportamento sull’onda: slamming sul bridging deck, rumore, accelerazioni verticali. La risposta non può essere solo formale; deve essere geometrica e strutturale. Il profilo del ponte di collegamento e la sua interazione con l’onda sono decisivi per evitare colpi secchi e risonanze. La BGM75 nasce proprio per cercare un punto di equilibrio tra stabilità intrinseca del doppio scafo e sensazione di navigazione “da monoscafi” (meno piatta e più progressiva), soprattutto a velocità di crociera sostenuta.

Materiali e costruzione: composito come piattaforma industriale

Scafo e sovrastruttura

La BGM75 adotta una costruzione tipica della nautica di alta serie italiana: composito (GRP) per scafi e sovrastruttura, con processi e stratificazioni ottimizzati per rigidità, isolamento e finitura. Il composito resta, oggi, una scelta razionale per un progetto che punta a efficienza e contenimento masse: consente di gestire forme complesse (indispensabili per l’“illusione” monoscafi) e di integrare rinforzi e controstampi con tolleranze compatibili con grandi superfici vetrate.

Interni: due firme, due filosofie

Uno dei tratti più insoliti del modello è la doppia proposta di layout e interni: tre cabine firmate Lissoni & Partners oppure quattro cabine con impostazione Zuccon International Project. Non è un semplice “pack”: implica approcci diversi alla distribuzione della cucina, ai percorsi e alla gerarchia degli spazi. Da un lato, un’impostazione più residenziale e rarefatta; dall’altro, una densità funzionale più vicina a un’imbarcazione charter-oriented, con più cabine e maggiore flessibilità di utilizzo.

BGM75 – interni, salone – bluegame.it

Motorizzazioni e trasmissione: l’IPS come scelta coerente

Standard e optional: D13 1050 vs D13 1200

La motorizzazione standard prevede 2 x Volvo Penta IPS D13 1050 (800 hp), con opzione 2 x Volvo Penta IPS D13 1200 (900 hp). La scelta IPS, in un progetto del genere, non è “di comodo”: è funzionale a tre obiettivi concreti. Primo: manovrabilità in porto su un’imbarcazione larga e con grande superficie laterale. Secondo: integrazione di sistemi di controllo e automazione (joystick, dynamic positioning, logiche di assistenza). Terzo: efficienza propulsiva a regimi di crociera, grazie alla spinta direzionale e alla gestione ottimizzata del flusso in uscita.

Impatto sulla progettazione di bordo

Dal punto di vista ingegneristico, la trasmissione IPS influenza layout e impianti: disposizione dei locali tecnici, accessibilità per manutenzione, ventilazione e insonorizzazione. Su una barca che punta al comfort “da 30 metri”, il rumore non è una variabile secondaria: l’obiettivo è ridurre le componenti strutturali trasmesse (vibrazioni) e quelle aeree (frequenze medio-alte), con pacchetti fonoassorbenti e corretta separazione tra volumi tecnici e residenziali. La configurazione a doppio scafo può aiutare, perché permette di “spalmare” alcuni volumi tecnici e creare barriere naturali tra macchine e cabine, ma richiede anche una gestione accurata dei passaggi impiantistici tra i due scafi e il corpo centrale.

Prestazioni: velocità, crociera e autonomia con logica “range first”

Numeri dichiarati e interpretazione reale

Con la coppia IPS D13, la BGM75 si posiziona su un profilo prestazionale che privilegia la crociera efficiente. I dati di mercato riportano una velocità massima nell’ordine dei 20–21 nodi e una crociera attorno ai 17 nodi con la motorizzazione più performante, valori coerenti con l’idea di “fast cruising ragionato” piuttosto che di sport yacht. In termini ingegneristici, il vantaggio potenziale del “monocat” è la riduzione della resistenza a regimi medio-bassi grazie a carene più snelle e a un assetto intrinsecamente stabile. Questo si traduce, nella pratica, in minor richiesta di potenza per mantenere una velocità di crociera rispetto a un monoscafi di pari volume interno. L’autonomia dipende ovviamente dai serbatoi e dal profilo di missione, ma la filosofia è chiara: privilegiare range e comfort rispetto alla punta massima.

BGM75 – bluegame.it

Consumi: cosa aspettarsi

Il consumo in un’imbarcazione di questa categoria non va letto solo come litri/ora, ma come litri per miglio nautico a una certa velocità e in un certo stato del mare. Un progetto stabile riduce la necessità di “correzioni” continue, evita perdite per assetti sfavorevoli e può mantenere più facilmente un regime ottimale. È una delle ragioni per cui, nel segmento, la combinazione tra carene efficienti e propulsione pod è considerata una delle più razionali per chi vuole crociere lunghe e frequenti.

Sistemi di bordo: elettronica, domotica e gestione energetica

Integrazione di navigazione e controllo

Su un 75 piedi moderno, la strumentazione è un sistema. Il valore non è nel singolo display, ma nell’integrazione tra navigazione, monitoraggio motori, gestione allarmi e ridondanza. La BGM75, per vocazione, spinge verso un’impostazione “single-point control”: plancia pulita, comandi logici, e automazioni che riducono il carico cognitivo in manovra. In termini pratici: joystick IPS, funzioni di assistenza all’ormeggio, e una gestione intelligente di thruster, timoneria e assetto.

BGM75 – plancia – bluegame.it

Domotica e comfort: il lusso come controllo fine

Il comfort contemporaneo non è più solo “materiale pregiato”: è controllo fine di luce, clima e rumorosità. La domotica di bordo, in un progetto di questo tipo, serve per scenari: luci indirette, gestione delle tende, climatizzazione per zone, e monitoraggio energetico. Il doppio scafo offre un vantaggio spesso sottovalutato: la possibilità di creare passaggi impiantistici più ordinati e compartimentati, riducendo interferenze e facilitando la manutenzione, con un impatto diretto sull’affidabilità nel lungo periodo.

Design e layout: quando la forma è funzione, davvero

Firme stilistiche e proporzioni “anti-catamarano”

Il colpo d’occhio della BGM75 è studiato per non “dichiarare” immediatamente la sua natura. La sovrastruttura centrale vetrata, le superfici scure e le linee tese lavorano come un trucco ottico: comprimono la percezione del volume e nascondono la separazione tra gli scafi. Ma sotto l’estetica c’è un tema progettuale: portare la vivibilità nella zona centrale, dove la barca è più stabile e meno soggetta a accelerazioni laterali.

Zona notte: la differenza tra tre e quattro cabine

La configurazione a tre cabine punta a una master più generosa e a volumi di servizio più ampi (bagni, cabine armadio, spazi tecnici “nascosti”). La versione a quattro cabine è più pragmatica: più posti letto, maggiore flessibilità per famiglie numerose o per impiego charter, e una distribuzione che deve restare razionale per non sacrificare stivaggi e passaggi. In entrambi i casi, l’architettura multiscafi consente un vantaggio chiave: cabine più larghe e meno “a cuneo” rispetto a molti monoscafi, con letti e arredi più facili da gestire.

BGM75 – cabina armatoriale – bluegame.it

Zona giorno: continuità e percorsi

La vita a bordo si costruisce su percorsi fluidi: accesso dal pozzetto, collegamento alla zona living, cucina e dinette, e affaccio sull’esterno. Un’impostazione ben risolta evita “colli di bottiglia” e separa i flussi: ospiti, equipaggio, accesso alle cabine. Nella BGM75, la promessa è quella di una zona living ampia, con grandi aperture e un dialogo diretto tra interno ed esterno, in cui il ponte di collegamento non è una “passerella”, ma un vero basamento abitativo.

Layout

BGM75 – ponte principale – bluegame.it
BGM75 – ponte inferiore – bluegame.it

Innovazione e ricerca: efficienza, stabilità e sicurezza come “pacchetto”

Riduzione consumi ed emissioni: strategia progettuale

Nel 2026, parlare di riduzione consumi non è più un tema “green” astratto: è un parametro di mercato. Il cliente di fascia alta naviga di più, pretende silenzio, comfort e autonomia, e accetta la velocità massima più bassa se in cambio ottiene maggiore fruibilità. La BGM75 incarna questo trend: non promette record, ma una crociera ragionata con costi operativi più coerenti con un utilizzo intenso.

Tecnologie di stabilizzazione e controllo assetto

Un multiscafi è già stabile per geometria; tuttavia la stabilità non è solo rollio. Conta anche il comportamento sull’onda corta e la gestione delle accelerazioni. Per questo, su una barca così, le tecnologie di controllo (logiche di propulsione, sistemi di assistenza, eventuali stabilizzazioni attive dove previste) vanno lette come strumenti per rendere la navigazione più “morbida” e prevedibile, riducendo affaticamento di equipaggio e ospiti.

Vita a bordo e comfort: micro-dettagli che fanno la differenza

Ergonomia: altezze, appigli, usabilità quotidiana

La differenza tra uno yacht spettacolare e uno yacht riuscito sta nei dettagli: altezze di passaggio, appigli, spigoli, logica delle porte, gestione dei gradini, e accessibilità ai vani tecnici. In una piattaforma “ibrida” come la BGM75, l’ergonomia deve garantire che l’architettura non diventi un ostacolo. I percorsi laterali, la sicurezza nelle manovre e la facilità di movimento a barca in moto sono elementi da valutare con attenzione, soprattutto se l’imbarcazione viene usata in crociere lunghe e non solo in uscite giornaliere.

BGM75 – flybridge – bluegame.it

Qualità percepita: luce, acustica, climatizzazione

Il lusso contemporaneo è spesso “invisibile”. Si manifesta come silenzio, temperatura stabile, assenza di vibrazioni, luce naturale ben gestita e illuminazione artificiale non aggressiva. La BGM75, con vetrate estese e volumi centrali importanti, deve lavorare bene su schermature, climatizzazione per zone e trattamento acustico. Se questi aspetti sono risolti correttamente, l’effetto a bordo è quello di un ambiente residenziale che non stanca anche dopo molte ore in navigazione.

Prestazioni in navigazione: cosa dicono test e operatori

Impressioni tipiche: stabilità e facilità di conduzione

Le valutazioni di comandanti e periti, quando si parla di piattaforme non convenzionali, convergono di solito su tre punti: stabilità, manovrabilità e comfort percepito. La BGM75 nasce per offrire una conduzione intuitiva, soprattutto in porto, e una navigazione meno “stressante” in crociera. L’IPS contribuisce con controlli precisi e con una gestione più semplice dei movimenti a bassa velocità; il doppio scafo contribuisce riducendo il rollio e aumentando la sensazione di “piattaforma ferma” all’ancora.

Cosa osservare in una prova in mare

Per valutare davvero il progetto, in prova conviene osservare: rumorosità in salone e in cabina a diversi regimi; risposta all’onda corta; eventuale slamming sul ponte di collegamento; stabilità direzionale in crociera; facilità di mantenere rotta e velocità con mare al traverso. Sono parametri concreti, misurabili, che distinguono un concetto riuscito da un esperimento affascinante ma incompleto.

BGM75 – poppa – bluegame.it

Mercato e concorrenza: un 75 piedi fuori categoria

Segmento e posizionamento prezzo

La BGM75 non compete “solo” con i 75 piedi tradizionali. Compete con una fascia di flybridge tra 70 e 85 piedi e, allo stesso tempo, con alcuni catamarani motorizzati premium che puntano su volume e stabilità. Il suo posizionamento, tipico della produzione italiana di fascia alta, si gioca su design, contenuto tecnico e unicità di concetto. In altre parole: non è il prodotto per chi cerca il prezzo/metro, ma per chi cerca una soluzione diversa e vuole riconoscere un progetto.

Competitor diretti: due mondi da confrontare

Nel mondo monoscafi, i concorrenti più logici sono i flybridge 70–80 piedi con propulsione pod e layout quattro cabine: offrono finiture altissime, ottima rivendibilità e una navigazione più “classica”. Nel mondo multiscafi, i competitor sono i catamarani motoryacht che privilegiano spazi enormi e stabilità, ma spesso impongono bagli più impegnativi e ormeggi meno immediati. La BGM75 prova a stare in mezzo: volume “quasi cat” con gestione “quasi mono”. È qui che si gioca la partita commerciale.

Clientela target: privati evoluti e charter selettivo

Il profilo dell’armatore ideale è un privato che naviga davvero: vuole autonomia, facilità di conduzione, spazi ampi e un’imbarcazione che non sia “la solita”. La versione quattro cabine apre anche al charter di lusso, dove conta la capacità ricettiva e la vivibilità all’ancora. In entrambi i casi, l’elemento differenziante è la stabilità combinata a un’estetica che evita l’effetto “ferry” di alcuni multiscafi.

Risultati, riconoscimenti e presenza fieristica

La famiglia BGM è stata presentata e consolidata nel circuito delle fiere internazionali, dove Bluegame ha costruito negli anni una reputazione di marchio “di progetto”, più vicino alla logica del design industriale che alla semplice estensione di gamma. In questo contesto, la BGM75 rappresenta un manifesto: non un modello isolato, ma una direzione. La risposta del mercato si misura in ordini e in continuità della produzione, segnali che indicano una domanda reale per piattaforme più efficienti e vivibili, anche nel segmento premium.

Prospettive future: cosa anticipa la BGM75 sullo yachting che verrà

Dal “più veloce” al “più usabile”

La direzione del settore è sempre più chiara: il valore non è nella velocità massima, ma nella qualità d’uso. Autonomia, silenzio, stabilità, gestione energetica e semplicità di conduzione stanno diventando il vero lusso. La BGM75 anticipa questo cambio di paradigma, proponendo un’architettura che riduce sprechi di volume e aumenta l’efficienza complessiva della piattaforma.

Elettrificazione e ibrido: il terreno naturale dei multiscafi compatti

Sebbene questa recensione si concentri sulle configurazioni IPS a combustione, il concetto “monocat” è naturalmente compatibile con l’evoluzione verso sistemi ibridi o elettrificati: più spazio tecnico, maggiore stabilità per installazioni complesse, e una missione di crociera che privilegia regimi medi, ideali per soluzioni di propulsione evolute. In prospettiva, il progetto suggerisce come Bluegame possa interpretare il futuro: efficienza prima, senza rinunciare all’identità estetica.

Foto extra

BGM75 – esterni, area relax – bluegame.it
BGM75 – zona lounge e prendisole a prua – bluegame.it
BGM75 – bagno – bluegame.it

Scheda tecnica sintetica

  • Modello: Bluegame BGM75
  • Lunghezza fuori tutto (LOA): 22,75 m
  • Baglio massimo: 8,15 m
  • Motorizzazione standard: 2 x Volvo Penta IPS D13 1050 (800 hp)
  • Motorizzazione optional: 2 x Volvo Penta IPS D13 1200 (900 hp)
  • Velocità massima (indicativa, in base a configurazione e carico): ~20–21 kn
  • Crociera (indicativa): ~17 kn
  • Layout cabine: 3 cabine (Lissoni & Partners) oppure 4 cabine (Zuccon International Project)
  • Categoria: Luxury cruising “monocat” a baglio controllato

Video

Conclusioni: un progetto di sostanza, per armatori che ragionano in termini di missione

La Bluegame BGM75 non è un esercizio di stile, ma un tentativo serio di risolvere una contraddizione storica: avere la vivibilità e la stabilità del multiscafi senza pagare il prezzo operativo della larghezza e della “diversità” d’uso. Il progetto riesce quando lo si giudica per ciò che è: una piattaforma di crociera premium che mette al centro spazio reale, efficienza e manovrabilità. Chi cerca la punta massima o l’aggressività di uno sport yacht guarderà altrove. Chi invece vuole navigare spesso, comodo, con una barca distintiva e razionalmente progettata, troverà nella BGM75 una delle proposte più interessanti del suo segmento.

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